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Le rune ed il loro significato
di Giuan Gudjohnsen 5/4/2013
 
 
Le rune ed il loro significato

Con questo articolo inauguriamo una rubrica che ha ad oggetto gli aspetti tanto nascosti e profondi, quanto importanti, della nostra cultura europea.

Le rune sono segni antichissimi di cui é presocché impossibile stabilire una origine certa. Le rune hanno finalità che vanno oltre il tratto grafico visibile poichè sono segni magici e cosmici. Certo, esistono indizi e prove sul fatto che sono state anche, ma non solo come vorrebbero le teorie razionalistiche che dettano la verità di questa età oscura, un alfabeto. Come predetto, le rune sono segni magici, molto pericolose da maneggiare, attraverso la cui meditazione, il loro mantra e lo Yoga - runico, si viene condotti sino alla resurrezione dell'uomo interiore. Le rune appartengono principalmente alla tradizione scandinava - germanica, ma sono giunte sino a noi grazie al ritrovamento di molte iscrizioni in tutta l'Europa ed anche nell'area alpina, prealpina e padana: infatti, al Museo civico di Como é conservata la splendida stele di Prestino (frazione della stessa città), una pietra arenaria con incise numerose rune, scoperta diversi anni fa durante la realizzazione dell'autostrada che dalla città lacuale conduce a quella svizzera di Chiasso.

La parola runa deriva dal norreno (cioè dall'antico scandinavo) rún ed indica ogni singolo segno del futhark (così si chiama l'insieme - o alfabeto - runico). Runa significa, altresì, nell'antica lingua germanica "segreto" o "mistero" mentre, ancora nella lingua tedesca, il verbo raunen significa "bisbigliare, sussurrare". Secondo un'antica tradizione, le rune vengono definite "le lettere che, incise sul legno, sulla pietra, sulle lame delle spade, sulla lingua dei poeti, sugli zoccoli dei cavalli, sono l'origine stessa di ogni conoscenza e di ogni potere".

Odino ottenne questa sapienza, diventando il primo "maestro runico", immolandosi in sacrificio, rimanendo appeso all'albero cosmico o della vita per nove giorni e nove notti (quindi si identifica nell'albero cosmico Yggdrasill o Irminsul).

Nell'Hávamál non viene citato il nome dell'albero ragion e c'è chi sostiene che Odino fosse crocifisso a un legno o ad una roccia. Odino, inoltre, come si legge nell'Edda, venne ferito da una lancia al costato e sofferente, solo, senza idromele da bere, tormentato, scopre le rune che hanno il potere magico capace di combattere il Demiurgo e di restituire l'immortalità all'Eroe.

Inoltre, Odino si libera recuperando le rune e così resuscita, rinasce: quante similitudini con il Cristo.

Riportiamo alcuni versi dell'Edda poetica - Hávamál (Il Discorso di Hár CXXXVIII) che, all canto 139, descrive il mito sopra narrato.

« Lo so io, fui appeso

al tronco sferzato dal vento

per nove intere notti,

ferito di lancia

e consegnato a Odino,

io stesso a me stesso,

su quell'albero

che nessuno sa

dove dalle radici s'innalzi. »

Al canto 142 sempre dell'Edda poetica - Hávamál, invece, si legge questa segue:

« Rune tu troverai

lettere chiare,

lettere grandi,

lettere possenti,

che dipinse il terribile vate,

che crearono i supremi numi,

che incise Hroftr degli dèi. »

Nel prossimo numero recensiremo proprio l'Edda poetica - Hávamál - edita da noi da Diana Edizioni http://www.dianaedizioni.com/

Giuan Gudjohnsen


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