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NO TAV – si tav
di Guglielmo Tell 5/4/2013
 
 
NO TAV –  si tav

Perché si debba ancora parlare dell’alta velocità ferroviaria in Val di Susa, dove fiumi di inchiostro sono stati riversati in tutti questi anni da entrambe le fazioni.

Innanzi tutto è bene chiarire cosa si intende per “Alta Velocità”: nel lessico comune si intende una velocità ferroviaria superiore a quella all’attuale. (Ma di quanto si tratta). Alta Velocità è quella della linee costruite ad hoc per treni che viaggiano a più di 250 km all’ora. Velocità Alta è quella dei treni che superano i 200 km all’ora su binari convenzionali. Di per sé non ci sarebbe poi tutta questa differenza. Il problema è che l’alta velocità ha costi infinitamente più alti. (Cui prodest).

Ma perché si vuole a tutti i costi perseguire questo progetto faronico che a stime attuali è calcolato in circa 22 miliardi di €uro. Lo spiega molto bene un consulente tecnico della Direzione Trasporti e Ambiente della Regione Piemonte nel libro appena dato alle stampe Binario Morto. “Non è necessaria l’opera. Sono necessari i soldi che derivano da cantieri e progetti…Il TAV è un ‘Momendol’ economico. Come le Olimpiadi. Diciamo che grazie ai lavori olimpici imprese e località che erano allo stremo hanno trovato prospettive di sopravvivenza per almeno cinque anni.” (E i debiti che sono rimasti sul campo….chi li paga? Pantalone!).

Ma quello che fa più rabbia è che non si tratta di una linea dedicata al solo trasporto passeggeri ma di una linea dedicata alla merci. (Per trasportare che cosa visto che tale linea se verrebbe fatta sarebbe pronta tra circa 20 anni. E tra 20 anni il trasporto non sarà più quello che conosciamo). Per meglio comprendere il problema spero di riuscire nel ragionamento che vi voglio proporre. Le tecnologie stanno trasformando tutto e per questo ci dobbiamo aspettare che anche tutte quelle merci che eravamo abituati a vedere in grandi contenitori e spostate per essere commercializzate da un luogo all’altro, non saranno più necessarie o comunque si sposteranno in misura minore. Pensiamo alla tecnologia elettronica, un’esempio per tutto è il televisore col tubo catodico, presente in tutte le case degli Italiani, e che in questi anni sono sostituiti dai televisori piatti. Qualcuno potrebbe obbiettare che cosa centra. La risposta è la seguente che se in un carro merci trasportavo 100 televisori col tubo catodico, oggi con lo stesso spazio e peso ne trasporto 10 volte tanto. Il futuro sono le NANOTECNOLOGIE. Spero di essere stato chiaro, almeno lo spero o comunque vi ho messo una pulce nell’orecchio per poter incominciare a ragionare. (E non è detto che in un futuro molto prossimo possiamo avere a disposizione di un sistema di Teletrasporto). Ma stiamo coi piedi per terra e vediamo di cosa possiamo disporre adesso, cerchiamo di fornire dei servizi migliori con le strutture che sono già esistenti ed eventualmente ristrutturarle.

Pertanto in Val Susa andiamoci piano con questa impresa faraonica dove molti esperti hanno sentenziato che è inutile perseguire il progetto approvato. In zona esiste già una linea ferroviaria e dove su detto tracciato nell’ultimo decennio si sono spesi milioni di €uro per il suo ammodernamento, proprio per facilitare il passaggio anche di treni merci con nuova sagoma. Nonostante ciò si pensa sempre al nuovo tunnel legato alla TAV al fine che i treni transitano ad una velocità superiore a quella odierna. Se vi fosse un’esigenza confortata dai dati in continuo aumento, si potrebbe forse giudicare che l’opera vada fatta. Ma con una caduta dei volumi di trasporto merci, il basso numero dei potenziali utenti e i prezzi dei voli lowcoast, come si può pensare di sostenere ancora quest’opera?

Cerchiamo quindi di capire meglio questo le ragioni di un progetto che pare su un binario morto.

La linea in oggetto è quella ricompresa nel famoso corridoio 5 che viene tanto sbandierato nei piani dell’Unione Europea. Il progetto è già abortito in partenza anche perché non meno di un anno fa, paesi come Portogallo e Spagna hanno rinunciato o differito nel tempo il progetto di realizzazione.

Soprattutto si scopre che la sostenibilità del progetto si regge su previsioni a lungo termine già ampiamente disattese a causa della crisi economica iniziata nel 2008, e che parafrasando Monti “il quale vede la ripresa in fondo al tunnel”, viene lecito dubbio che si tratti di un tunnel dove si è appena entrati e non si vede l’uscita” forse perché siamo solo all’inizio, come dimostrano i lavori a Chiomonte. Ma visto i chiari di luna che affligono tutti gli stati della Vecchia Europa, come si può pensare che queste opere siano un volano per riprendere l’economia. E poi diciamolo una volta per tutti che l’opera della TAV, vive della solita contraddizione Italiana e che come prevede il progetto europeo, non è destinato al trasporto dei passeggeri, ma a quello delle merci. Bisogna anche sapere che far viaggiare i treni merci su linee ad alta velocità non ha alcun senso. Primo perché i treni merci sono intrensicamente lenti, secondo perché i binari ad alta velocità hanno costo di mantenimento elevatissimi che inciderebbero pesantemente anche sul costo del trasporto delle merci. Inoltre bisogna fare i conti col trasporto delle merci su tutto l’arco Alpino e dove in termini di tonnellate a partire dagli inizi del secondo millennio sono in continua diminuzione.

Bisogna inoltre aggiungere che queste opere vengono pagate a caro prezzo da tutti e vanno a creare nuovi debiti sulle generazioni future. Questi investimenti non portono nemmeno un benefico economico, per le popolazioni della Val Susa, che rimarranno come al solito a bocca asciutta, in quanto le ricadute immediate sono vantaggio di pochi, e che a opera ultimata ci sarà la magra consolazione di vedere passare convogli di treni vuoti. Sì vuoti, perché quello è il destino.

Il mondo del trasporto sta cambiando, quindi bisogna cambiare strategia. Speriamo che i comandati del vapore si fermino in tempo e riversino i soldi di questo progetto faraonico della TAV in Valsusa in opere più sensate. Non ne abbiano male i sostenitori della TAV, ma questo è il mio pensiero e credo che una pausa di riflessione sia necessaria. Non è un caso che tanti esperti della materia si siano già espressi definendo inutile tale progetto.


Guglielmo Tell

(cultore della materia)


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