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Fuori i corrotti!
di Cyrano de Bergerac 5/4/2013
 
 
Fuori i corrotti!

Sull'ultimo numero, ho raccontato dell'Eroe e di alcune sue caratteristiche: oggi narro di uno degli antieroi che popolano questa era oscura, cioè il corrotto che non è solo chi paglia mazzette, ma anche chi si è venduto per denaro.

Premetto che la figura di antieroe è molto calzante quando riferita ad un soggetto che ha a che fare con la cosa pubblica, quindi la gestisce o amministra. Sì perchè il politico (o il funzionario pubblico) dovrebbe mettere prima il bene comune, cioè il lavoro per la gente, rispetto alla propria carriera nelle istituzioni.

Tornando alla definizione dell'antieroe, costui può essere un personaggio che utilizza il potere acquisito per scopi personali e si distingue dall'eroe perchè non combatte i cattivi, ma li tollera giustificando l'esistenza di interessi divergenti. L'antieroe ha un comportamento freddo, egoista, aggressivo, fondamentalmente insicuro, cinico, meschino, presuntuoso: questi aspetti emergono quando l'antieroe si trova di fronte a qualcosa che teme, che non riesce ad accettare o controllare.

Per meglio parlare della questione, mi rifaccio ad un discorso dell'anno 2005, tenuto a Buones Aires dall'allora Cardinal Bertoglio, oggi Papa Francesco, rintracciabile su un libro appena uscito in libreria con il titolo "Guarire dalla Corruzione" (Emi edizioni).


Secondo Bertoglio, il cuore corrotto è talmente arroccato nelle certezze del suo piano ambizioso da non mettersi in discussione: se le cose si mettono male, conosce tutte le scuse da offrire a sé e agli altri (ad es."d'altronde così fanno tutti", "se non lo faccio io, lo farebbe qualcun altro", "è da stupidi non farlo" ecc...).

Il corrotto ha costruito un'autostima che si fonda sulla menzogna organica, su atteggiamenti doppi e fraudolenti: passa la sua esistenza a cercare le scorciatoie dell'opportunismo, incurante di perdere la propria dignità o di usare chi gli sta vicino perchè non conosce fraternità o amicizia.

Sempre secondo Bertoglio, il corrotto ha il volto da "non sono stato io", la "faccia da santarellino" e, per questo, "si meriterebbe un dottorato honoris causa in cosmetica sociale"...il peggio è che finisce anche per credere alle balle che racconta di sè agli altri.


Questo antieroe si offende innanzi a qualunque critica gli venga mossa, discredita (spesso tramite i suoi tirapiedi) la persona che la emette, fa in modo che i critici vengano eliminati, ricorre a paragoni ed equilibrismi ideologici-nominalistici per giustificarsi, sminuire gli altri e attacca con l'insulto quelli che la pensano diversamente. Perseguita chi la pensa diversamente da lui imponendo un regime poliziesco e si vendica di chi lo contraddice, espellendolo dalla vita sociale.

Ho incontrato alcuni di questi antieroi tra coloro che sono ancora iscritti alla Lega Nord, tra coloro che si sono affrettati a liberarsi del Movimento sociale per creare Allenza Nazionale, tra coloro che hanno dimenticato il marxismo e tagliato la Quercia per inginocchiarsi ai poteri dell'economia a stelle e strisce. Scrivo ciò perchè i soggetti in questione non hanno raggiunto alcun obbiettivo se non il potere e la ricchezza per sè: quando un corrotto esercita il potere, fa proselitismo e coinvolgerà sempre altri nella sua corruzione, li farà complici della sua scelta scellerata.


Jorge M. Bergoglio, nel testo sopraccitato, afferma "peccatori sì, corrotti mai" e sostiene che se il peccato si cancella con la confessione, la corruzione non si cancella perchè serve una vera e propria guarigione.

In attesa della resurrezione dell'Eroe, bandiamo il corrotto dai noi stessi, per poi bandirlo dalle nostre comunità.


Cyrano de Bergerac


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