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Bildberg Trilateral
di Cyrano de Bergerac 12/10/2012
 
 
Bildberg Trilateral

Durante l'edizione serale del TG1 del 9 novembre scorso, un consapevole giornalista, nel servizio sulla nomina di Mario Monti a senatore a vita, affermava che costui “fa parte del Bilderberg Group”. Sono sobbalzato dalla sedia e corso a segnare la data sul calendario.

Così facendo, il giornalista sdoganava il diritto di cronaca circa l'appartenenza di un importante personaggio pubblico ad una lobby o gruppo di pressione.

Già perché fino ad allora, Bildberg, Trilateral, massoneria, Fondazione Rotschild o Rockfeller erano sigle nominate soltanto in trasmissioni di mistero o fantascienza tipo Voyager, tra un servizio sull'esistenza dello Yeti, del Mostro di Lochness ed uno sulla leggenda del teschio di cristallo.

Con l'avvento della comunicazione globale e delle reti, queste organizzazioni sono state costrette a uscire, timidamente, allo scoperto. Infatti, sono di facile consultazione i siti del Club Bildberg1 , della Trilateral Commission2 , del Consiglio statunitense delle Relazioni Estere (Council on Foreign Relations3) e delle numerose logge massoniche attive.

All'interno dei citati siti, l'elenco dei membri (anche italiani) è facilmente reperibile: vi sono re, principi, primi ministri, banchieri, uomini della grande finanza, politici, accademici, giornalisti, scienziati, industriali e grandi imprenditori, quasi tutti noti a livello nazionale ed internazionale.

Leggendo il web, lo scopo apparente di tali clubs pare chiaro. Nel Council on Foreign Relations si discute di geopolitica e si stabiliscono le strategie politico-economiche da mettere in atto nel mondo. Si fa altrettanto nel Club Bilderberg al cui meeting annuale partecipa un gruppo ristretto di potenti internazionali. Non è da meno la citata Commissione Trilaterale (i tre lati sono America, Giappone ed Europa) la quale affronta grandi temi quali ambiente, economia, politica e guerre.

Apparentemente tutte queste organizzazione hanno come finalità il bene dell'umanità, il progresso e la cooperazione tra i popoli.

Capita poi che siano i fatti a smentire le loro filantropiche strategie ovvero siano i popoli affamati a non sopportare le loro decisioni irrevocabili. Ed allora, in un battibaleno, le soluzioni sono a portata di mano: le più gettonate si chiamano embargo, guerra umanitaria o guerra civile in nome dei diritti dell'uomo.

Nel maggio 1996, Madeleine Albright, ai tempi Ambasciatore Usa all'Onu poi Segretario di Stato americano, storico membro di Bildberg e Trilateral, venne intervistata dalla televisione americana Cbs sull'embargo all'Iraq. Alla domanda «abbiamo sentito che mezzo milione di bambini sono morti in conseguenza all'embargo. Ciò significa più morti che a Hiroshima. Ne valeva la pena, era necessario?» così rispose: «Penso che questa sia una scelta molto dura, ma vista la posta in gioco, pensiamo ne sia valsa la pena (we think the price is worth it4) ». Ironia della sorte, negli anni a seguire il numero di morti in Iraq salì esponenzialmente e, tutt'oggi, la situazione irakena pare non sia stata ancora risolta.

E' quindi chiaro che questi club di eletti – non dai popoli ma da loro stessi o dalle aziende che li hanno a libro paga – decidono il bene ed il male del mondo, come partiti politici trasversali e internazionali che operano in ciascun stato dell’occidente.

Le loro deliberazioni scendono a cascata su tutti noi poiché i membri dei parlamenti sono inermi quando tali poteri indicano la via da seguire. Ciò accade sia per la bramosia di lauti guadagni e l'ambizione personale dei politici (chi esce dai ranghi viene fatto subito fuori e, vista la lunga coda, subito sostituito) ma anche perché alcuni stati, a causa del debito pubblico maturato, sono a sovranità limitata (la casta insediata a Roma è succube dei suddetti gruppi di pressione; ahinoi, soldi in cambio di servilismo).

Non a caso i nemici di tali gruppi di pressione, sono i movimenti antagonisti o i cosiddetti partiti populisti, al cui interno però c’è qualche individuo che, in segreto, si è posto al servizio di tali clubs, sedotto dalla loro offerta di potere e denaro.

I veri oppositori del vigente ordine mondiale, voluta e gestito da tali lobbies, sono gli stati emergenti quali ad esempio Russia, Cina ed Iran, i quali non possono evidentemente accettare le attuali regole del mercato globale.

Il fatto che l’esistenza di tali clubs sia venuta alla luce è già un successo perché grazie alla luce del sole, si affievoliscono le ricostruzioni complottistiche e si svela la verità.

Il nemico principale si sta smascherando, manteniamoci fermi nei vecchi sogni, con la speranza di un mondo migliore.

Cyrano de Bergerac

Note:
1http://www.bilderbergmeetings.org/
2http://www.trilateral.org/ in questo sito nella sezione europea c'è la lista dei membri, molti dei quali italiani.
3http://www.cfr.org/
4http://en.wikipedia.org/wiki/Madeleine_Albright - Nota 52


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