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Le contraddizioni di Laura Boldrini
di Luca Bertagnon 22/3/2013
 
 
Le contraddizioni di Laura Boldrini

Fallito il proposito della solerte funzionaria ONU di accogliere tutti i profughi del pianeta nell’italico stivale, Laura Boldrini può finalmente godersi il meritato riposo sul trono di presidente della Camera dei Deputati.

E' spinta e sostenuta da quei "fighetta" di S.E.L. (i sinistri di Vendola) che si danno arie di rappresentare la classe operaia e le classi svantaggiate, ma interpretano ormai solo i fasti di una borghesia e di una nobiltà decadute.
Intendiamoci, il fallimento dei propositi di accoglienza del commissariato ONU per i rifugiati non dipende certo né dalla legge Bossi-Fini né dalla solerzia del Ministero dell’Interno ma, più drammaticamente dal fatto che l’Italia versa in uno stato di recessione tale da risultare meno appetibile per tutti coloro che vagano per il mondo in cerca di migliori opportunità. Questa nostra lingua di terra protesa verso l’Africa funge al massimo da ponte verso un Nord Europa che offre certo maggiori speranze rispetto alla situazione di stallo e di crisi economica che stiamo vivendo. Venute a mancare le condizioni di attrattività del nostro Paese perdono di senso la Bossi-Fini e la stessa Laura Boldrini che può quindi ragionevolmente dedicarsi ad altro.

E altro a cui dedicarsi ce ne sarebbe. Se è vero infatti che il capitalismo finanziario ed in generale il modello consumista ha generato forti squilibri, che hanno pesato sui paesi del cosiddetto terzo mondo, non va dimenticato che gli effetti di questo distorto modello di sviluppo si sono fatti sentire anche nei paesi più ‘avanzati’.
Gli stessi squilibri che hanno colpito i paesi in via di sviluppo si sono manifestati in occidente attraverso l’allargamento sempre più marcato della forbice tra i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri.
E’ così che l’accoglienza senza regole, senza limiti, senza garanzie, ipocrita, irrealistica ed insostenibile sostenuta dalla Boldrini e dai benpensanti di SEL, va a colpire proprio i ceti meno abbienti e le categorie più in difficoltà del nostro paese, aumentando ulteriormente il divario e le difficoltà degli ultimi.

Per questo la classe operaia e le classi meno abbienti del nostro paese non si sentono più rappresentate da una sinistra della spesa, delle tasse e delle clientele, preferendo piuttosto i propositi liberisti di Berlusconi o l’atteggiamento protestatario e anti sistema di Grillo. Da qui un sommesso suggerimento a Laura Boldrini: cambi rotta e guardi al disagio di casa nostra, che c’è tanto, tanto da fare.


Luca Bertagnon


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