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L'eroe d'oggi
di Cyrano de Bergerac 22/3/2013
 
 
L'eroe d'oggi

Chi sono gli eroi d’oggi?
Quali sono le loro caratteristiche?

Di certo, come dice l’ex panettiere Fabio Volo, gli eroi d’oggi sono anche quelli che ogni giorno si alzano dal letto e affrontano la vita nonostante gli abbiano rubato i sogni e il futuro. Sono quelli che alzano la saracinesca di un bar o di un'officina, che vanno in un ufficio, in una fabbrica, quelli che non lottano per sconfiggere il Minotauro, ma per la sopravvivenza propria e della loro famiglia.

Ciò è vero, ma non basta perché il vero eroe ha qualcosa in più rispetto a sopra descritto.

Anche se, come nella mitologia classica, non ambisce a gloria e fama, l’eroe d’oggi è un uomo che cerca costantemente cosa può dare alla vita, che si interroga come arricchire, da un punto di vista umano, l’esistenza comune. L’eroe d’oggi è connotabile da uno stile di vita basato sulla forza interiore, sul divenire signore di se stesso. E’ un uomo dalla morale aristocratica, la quale si esprime anche nella capacità di agire contro i propri interessi materiali.

Infatti, non a caso, i parassiti, i raccomandati, i mercanti, gli pseudo-uomini di successo d’oggi sono gli anti-eroi per eccellenza: costoro sono soggetti che non fanno nulla gratuitamente o senza un guadagno, sono freddi calcolatori, individualisti, opportunisti, leccaculo dei potenti, venduti, pennivendoli, sono quelli capaci di non prestar fede alla parola data, che non ti affrontano mai a viso aperto, che colpiscono in silenzio alle spalle, che fanno della menzogna uno stile di vita, fondamentalmente dei dissociati mentali che si mostrano in un modo opposto rispetto a quello che davvero sono (Eh già, se mai dovessi ridurmi così, ho già lasciato detto di eliminarmi fisicamente).

L’eroe, invece, si è dato delle norme, dei principi a cui si deve attenere per non perdere il proprio onore, la propria credibilità: l’eroe d’oggi è ben ispirato dall’immagine di un soldato imperiale trovato pietrificato a Pompei con la spada sguainata, innanzi alla casa del suo generale, cui aveva promesso di difenderlo, a costo della vita, dalla colata lavica che si avvicinava. L’eroe d’oggi è quindi colui che nonostante le difficoltà, la crisi, i problemi familiari, presta fede al proprio impegno, non cerca scorciatoie, non si adegua al “così fan tutti”.

L’eroe contemporaneo non si lascia sedurre dalle sirene dell’avere ma è in trincea sul fronte dell’essere. La sua volontà è la volontà di potenza, intesa quale inclinazione a diventare più vita, intesa come maggior umanità, più comunità, apertura al rinnovamento, alla sopraffazione dei desideri futili. La volontà di potenza dell’eroe è antitetica rispetto alla volontà di potere-dominio e sopraffazione sull’altro, propria del uomo-animale-mercante.

L’eroe vuole, con tutto se stesso, solo le cose di cui si sente capace di rinunciare.
L’eroe è un uomo che pone se stesso, al servizio della collettività, del bene comune.

Gli eroi, oggi, sono pochi, rispetto a una miriade di individui simili alle formiche, a robot, ad animali (con tutto il rispetto per quelli veri).

Nietzsche sosteneva che “le specie superiori sono le più deboli” ed è proprio così.
Infatti, in passato, gli eroi hanno dovuto sacrificarsi, hanno dovuto perdere per un vincere più grande. Non è un caso che il “vincere perdendo” sia il più grande atto d’amore dell’uomo eroico.
E’ giunta l’ora di volgere lo sguardo verso i pochi grandi uomini che popolano questo grande mondo e dare loro il meritato tributo.


Cyrano de Bergerac


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