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Fratelli d'Europa
di Cyrano de Bergerac 1/2/2013
 
 
Fratelli d'Europa

Recentemente, Guy Verhofstadt e Daniel Cohn-Bendit, rispettivamente leaders dei liberaldemocratici e dei verdi al Parlamento europeo, hanno scritto un libro a quattro mani dal titolo Per l’Europa! Manifesto per una rivoluzione unitaria (Edizioni Mondadori, collana Frecce, 165 pagine, prezzo euro 10,00).
Il succo del libro è il seguente: gli Stati nazionali non servono più a niente, è quindi giunta l’ora di creare una vera federazione europea, l’Europa di popoli federati tra loro (la cartina visibile cliccando qui, scovata in una biblioteca da un nostro amico, risale a quasi cento anni fa e ben delinea i tratti etno-lingiustici dei diversi popoli europei tanto da marcare regioni omogenee e indicare Vienna quale capitale federale d’Europa) .
Gli autori, dalle idee molto diverse tra loro e da chi scrive (Verhofstadt è un liberista di centro, Cohn-Bendit è un ecologista di estrema sinistra), hanno scritto, a quattro mani, quello che è un vero e proprio manifesto per l’Europa che deve, secondo loro, abbandonare il concetto di stato nazione e sposare quello del federalismo.
Secondo Verhofstadt, “gli Stati nazionali hanno avuto un ruolo molto importante nella civilizzazione europea ma adesso sono superati. L’Europa federale è il cammino per proteggere la nostra sovranità e preservare il nostro modello sociale in un mondo dominato da imperi come Usa, Cina, India, Russia e Brasile” .
Gli autori, nell’opera, sostengono che le competenze dello Stato nazionale (il potere di Roma in Italia, di Berlino in Germania, di Parigi in Francia ecc..) debbano essere spostate sia verso il basso, valorizzando il ruolo degli enti locali e delle regioni, sia verso l’alto, con la delega di tutta una serie di competenze a Bruxelles, come la politica estera, la difesa e la politica economica (la federazione europea colmerebbe il vuoto derivante dall’assenza d’un potere politico unitario dietro all’Euro) .
Gli autori affrontano anche il problema “democratico” in seno alle grandi istituzioni europee, problema molto avvertito dai cittadini i quali “sentono”, non a torto, l’Europa molto lontana.
Secondo Guy Verhofstadt e Daniel Cohn-Bendit spostare più competenze verso Bruxelles richiederebbe un maggiore controllo popolare sulle istituzioni europee. Gli autori, quindi, ipotizzano l’idea dell’elezione a suffragio universale del Presidente della Commissione europea e l’attribuzione di più poteri al Parlamento europeo, i cui membri, come è noto, sono eletti dal popolo.
Insomma, meno Roma, più forza al locale e un’Europa unita e federale?
Sono d’accordo appieno con gli autori. Per chi ama davvero l’Europa, il dibattito è aperto.


Cyrano de Bergerac


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