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Tempi duri e politici molli
di Pietro Reina 1/2/2013
 
 
Tempi duri e politici molli

I cambiamenti sociali profondi sono stati da sempre generati da un comune sentire che poco a poco permea l’intera società o buona parte di essa.
Mi si conceda di sbagliare, ma ho la netta sensazione, e come me tanti altri, che al punto in cui siamo, l’Occidente abbia bisogno di politici decisi, con idee chiare e soprattutto coraggiosi e senza macchia … un po’ come nelle favole. E’ comune sentire che, a situazioni simili a quella in cui versano sia l’economia sia l’autostima dei paesi occidentali, è venuto il momento di contrapporre idee forti e risolutive portate avanti da persone altrettanto forti in grado di piegare quel modo di far politica inconcludente che va per la maggiore, (più in Europa che negli USA per la verità), e che non porta da nessuna parte se non all’arretramento ed disfacimento progressivi delle società e della cultura occidentale nel suo insieme.

La sensazione percepita da molta parte dell’opinione pubblica (opinione pubblica vera, fatta dalle singole persone e non dai soliti media piagnoni) in questa fase storica è quella per cui la politica nel suo insieme, manchi della capacità di decidere rapidamente, manchi di un progetto ed di una visione di futuro, manchi della voglia di vivere da protagonisti. Grosso pericolo dunque: quando si hanno mille dubbi sulla propria identità, sulla propria legittimità storica e culturale e si lascia spazio più del dovuto a complessi di colpa, si scalfiscono profondamente i valori su cui è fondata la propria civiltà.

Scorrendo le liste elettorali pubblicate in questi giorni non ho potuto esimermi dall’immaginare di dire al candidato tipo: “…. nessuno ti ha obbligato a candidarti. Se lo fai è perché ritieni di avere capacità non comuni di portare avanti idee coraggiose e programmi conseguenti. Se non hai queste caratteristiche non fartene una colpa, ma lascia stare, la politica, quella come la intendo io, non fa per te. Sinceramente, non mi interessa avere nelle istituzioni persone che mi vogliono rappresentare limitandosi ad essere bravini, preparati ed a svolgere con decoro il loro mandato. Ti sei accorto che stiamo vivendo una fase storica in cui oltre a bravi e onesti amministratori della cosa pubblica servono soprattutto persone decise, persone che si battano dentro e fuori dalle istituzioni e pronti alle barricate per difendere le proprie idee?”.

Emblematico per la sua pochezza è l’atteggiamento del governo di Roma verso la vicenda dell’Ilva di Taranto. Gli ultimi sviluppi del caso ci dicono che il noto pool di magistrati che ha fatto parlare di se per tutta l’estate, si rifiuta di applicare una legge approvata appositamente dal Parlamento. La cosa, agli occhi del cittadino, appare semplicemente aberrante. Ebbene, come reagiscono il governo e la classe politica?

Non reagiscono affatto. Si limitano a commentare sottovoce, come se avessero timore di mettere troppo in luce lo strapotere concesso alle toghe. Ecco, una siffatta classe politica non serve a nessuno, non dirige niente, è inetta e deleteria. E non rappresenta certo l’esempio per i candidati alle prossime elezioni.


Pietro Reina


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