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Il primo passo per insorgere: pagare le tasse
di Luca Bertagnon 21/12/2012
 
 
Il primo passo per insorgere: pagare le tasse

Cosa c’è dietro questa strana affermazione? Forse l’idea di pagare tutti per pagare meno? BALLE! BALLE! BALLE! Maggiore è il drenaggio dai cittadini maggiori gli sperperi, le ruberie, le clientele (con la cura Monti siamo a più di 2000 Miliardi di debito pubblico). Anche per questo, nell’accezione comune, la protesta e la rivolta contro il potere costituito si legano all’idea dello sciopero fiscale.

Ma quale sciopero fiscale? E’ come immolarsi da soli sull’altare! Come mettersi le manette da soli! Lo sciopero fiscale funziona solo nel momento in cui TUTTI sono disposti ad astenersi dal pagare le tasse, ma se così fosse, non ci sarebbe bisogno dello sciopero fiscale perché saremmo di fronte ad una generale consapevolezza, tale da non rendere necessaria questa estrema forma di protesta. Quindi anche l’idea dello sciopero fiscale è uno specchietto per le allodole, e quindi una gran BALLA!

Paghiamo quindi le tasse che ci competono, paghiamole tutte, ma poniamoci nella condizione di sfuggire dalle regole del controllo di uno stato invasivo che irrompe nell’intimo di ognuno. Riuscendo in questa piccola sfida saremmo in grado, realmente, di dare avvio ad un’azione realmente eversiva.

Paghiamo in contanti quanto più possiamo, evitando l’intermediazione bancaria del bancomat o della carta di credito.

Sperimentiamo forme di baratto per lo scambio di beni, oggetti, prestazioni, servizi. Nel fare questo non è che possiamo sempre essere del tutto rispettosi di assurde regole di ferrea disciplina e controllo di uno stato padrone, ma altrimenti che insorgenti saremmo!

E ancora, smettiamola di essere più realisti del re, interpretando in senso prudenziale e restrittivo regole già di per se limitanti: sforziamoci di trovare un’interpretazione creativa e a noi favorevole di regole che minano la nostra libertà e la nostra autonomia di giudizio. La nostra casa E’ NOSTRA, l’interno dell’abitazione è e deve essere di nostra ESCLUSIVA competenza, le manutenzioni ordinarie SONO LIBERE, le opere interne che non pregiudicano la statica dell’edificio NON DFEVONO ESSERE AUTORIZZATE DA NESSUNO, e così via….Sono modi per riappropriarci del nostro privato, dell’autonomia delle nostre scelte, modi per sottrarci dalla mediazione perpetua dello stato, delle banche, del potere.

Puntiamo all’autosufficienza energetica, scaldiamoci con la legna, magari barattandola da un vicino da un contadino da un taglialegna; alimentiamoci energeticamente con i pannelli fotovoltaici, senza bisogno di incentivi, senza immettere energia in rete e senza richiederne, per non essere legati alla fornitura di un gestore monopolista.

Coltiviamo l’orto e produciamo in proprio quanti più prodotti possibili per il fabbisogno primario.

Non chiediamo niente allo stato, non compiliamo modelli ISEE , non elemosiniamo sovvenzioni o contributi da elemosina, soprattutto se per avere aiuto dalla mano pelosa dello stato siamo costretti a raccontare troppo del nostro lavoro e della nostra vita.

Recuperiamo il concetto di famiglia, ricerchiamo la solidarietà all’interno della cerchia ristretta di amici, vicini e familiari, lasciando le istituzioni fuori dalla nostra vita, secondo l’equazione più società (intesa come microcosmo attorno al nostro io) e meno stato.

Cerchiamo di limitare la televisione ma privilegiamo i social network, utilizzando carte prepagate, limitando i contratti di servizio, le assicurazioni, le convenzioni con i soggetti pubblici.

Solo così riusciremo a contenere la burocrazia, a lasciare lo stato invasivo fuori dalla porta della nostra casa, per godere di qualche momento di autonomia, di libertà, per mostrare che vivere in un modo diverso SI PUO’! E allora mostriamoci bravi cittadini, rispettosi degli adempimenti, buoni pagatori di quanto dovuto, ma scappiamo da tutto ciò che non può esserci imposto, rifugiamoci nella foresta di Sherwood del nostro privato e della nostra casa e li troveremo altri come noi che prima o poi troveranno la forza ed il coraggio di radunarsi attorno ad un Robin Hood capace di alzare il tiro, verso forme di ribellione più matura, più consapevole e più radicale! …. E chissà che quel Robin Hood non sia già in qualcuno di noi ….


di Luca Bertagnon


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