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Se soffi su una scintilla
di Michetta 67 7/12/2012
 
 
Se soffi su una scintilla

Oggi, ma non succede quasi mai, mi ritaglio del tempo per fare i compiti con mio figlio, che consistono nella ricerca del significato di alcune parole della religione cristiana.

Vista la mia flebile preparazione in merito e volendo limitargli l’uso di internet, faccio personalmente le dovute ricerche e mi imbatto in una frase, direi ovvia e profondamente vera, che riporto di seguito:

Se soffi su una scintilla, si accende; se vi sputi sopra, si spegne; eppure ambedue le cose escono dalla tua bocca.

Siracide (28,11)

Sempre in nome della conoscenza, scopro che costui sopra riportato non è l’autore ma la frase è tratta dal libro del Siracide, un concentrato di perle di saggezza, per la cui lettura ci si dovrebbe ritagliare il giusto tempo.

Rileggo la frase e rifletto sull’importanza delle parole e di quanto spesso apriamo la bocca inutilmente.

Comunicare è fondamentale, è un’azione quotidiana e naturale, ma basta una parola detta male, a sproposito, per ferire o pettegolare, che subito si accende un braciere che può mandare in fumo anni di amicizia, rapporti affettivi o lavorativi, matrimoni…..

Se si pensa, il buon uso delle parole fa la metà del lavoro, perché predispone l’interlocutore ad ascoltare in modo sereno e collaborativo.

Mi sovviene l’immagine di una maestra, magari della scuola primaria, che si trova ad interagire con bambini bramosi di conoscere e che semplicemente con parole delicate e d’effetto può aprire a ciascuno di loro mondi sino a quel momento inimmaginabili.

Si pensi anche ad professore universitario che, trovandosi di fronte a platee studentesche magari svogliate ed inermi può, attraverso il linguaggio ed i suoi molteplici contenuti, accattivare i loro interessi e assoldare vivaci compagni di viaggio per un cammino di conoscenza.

Cosa dire invece di una madre che, anziché gridare coi figli, cerca di usare le stesse parole con un altro tono, evitando di trasmettere un’immagine distorta di sé.

La parola è magia, perché se detta con amore, con disinteresse, con educazione e gentilezza, può aprire il cuore della gente che la riceve ma anche di colui che la pronuncia.

In fondo basta poco, un complimento o un saluto, per ricevere un sorriso o di rimando un complimento o un saluto.

È pur vero che, essendo così semplice, spesso non accade.

Basta che esci a fare una passeggiata e, salutando chi incontri sul tuo cammino, spesso non ricevi ne un saluto ne uno sguardo.

Indifferenza totale, ma forse può essere un meccanismo di difesa, perché si a ha paura gli uni degli altri.

Un po’ come la bugia che altro non è se non un modo per difendersi dagli eventi, dalla realtà o un modo per crearsene di nuove, dove si ambisce esserci ma non ci è possibile, dove vorremmo essere qualcun altro ma non lo siamo.

Eppure anche la bugia esce dalla bocca, proprio come la parola anzi, la bugia è parola …… sta ad ognuno di noi scegliere che uso farne.


Michetta67


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