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Schiavi del sistema
di La Ghiandaia Imitatrice 15/10/2015
 
 
Schiavi del sistema

“ Hanno l’I Phone 6 plus, guidano macchine costose, vestono
abiti firmati , poi aprono la bocca e parlano come Gollum ”.


Nata per far ridere, tratta da una famosa pagina social,
questa frase è stata per me spunto di riflessione e vorrei condividere il mio
pensiero.


Siamo schiavi del sistema e le prove sono ovunque intorno a
noi, abbiamo anche diversi esponenti artistici a testimoniarlo: uno fra tanti è
il rapper J- Ax che in una delle ultime performance canta “ Sono drogati anche
se dicono di no quelli in fila da due giorni per il nuovo I Watch”.


I media ci bombardano quotidianamente di interviste
strappalacrime per denunciare la povertà e la miseria che attanagliano i ¾
della popolazione mondiale,  ci
commuoviamo nel vedere campagne di solidarietà verso i meno fortunati, ma
contemporaneamente ci mettiamo in fila come sono le bestie in fila al macello
per essere tra i primi “fortunati” ad accaparrarsi l’ultimo giocattolino
tecnologico partorito negli USA.


La situazione politico-sociale italiana, o in larga scala
potremmo dire mondiale, che stiamo vivendo è a parere mio semplificabile
attraverso una metafora cinematografica. La pellicola che propongo a primo
avviso sembra una storiella fantasy per ragazzi, ma spesso sono proprio le cose
semplici a nascondere messaggi ben più consistenti che vale la pena cercare di
analizzare ed interpretare; è il caso della trilogia di “Hunger Games”.


In uno Stato frammentato in tredici distretti il Presidente
Snow, massima autorità, che si serve di tirannia e crudeltà per mantenere un
regime di calma, almeno allo stato apparente. Come tutti i despota è
terrorizzato da ciò che non è sotto il suo diretto controllo, lo era Hitler
tanto quanto Mussolini, Stalin, Lenin, Nerone, Erode e la lista potrebbe
continuare per molto, sono tutti personaggi che non essendo in grado di
stabilire un rapporto di fiducia con il loro popolo scelgono la strada del terrore. 


Nel film solo una piccola manciata di “eletti” gode di
ricchezze, privilegi, sfarzo, lusso e vive per compiacere il Presidente Snow,
consapevoli che ogni passo falso comporterebbe la fine della loro vita;  gli abitanti dei distretti, fatta eccezione
per i primi tre considerati nobili, vivono nella miseria, facendo enormi
sacrifici per sopravvivere, capaci anche di uccidere per un tozzo di pane ed è
proprio questo il punto centrale del film.


Come memento di un’antica ribellione del popolo sedata ferocemente
dalle autorità, ogni anno viene indetta una competizione, o per meglio dire una
gara al massacro, in cui una coppia per ciascun distretto viene prelevata e
portata in un’arena dove il futuro vincitore sarà colui il quale si dimostrerà
in grado di eliminare tutti gli avversari. Giovenale in epoca latina coniò per
la prima volta l’espressione “ Panem et circenses”, la folla va in delirio e
non aspetta altro che l’inizio di questo evento: vengono impiegati strateghi
per animare con difficoltà ed imprevisti il campo di battaglia, molto simili ai
nostri reality show mi verrebbe da dire! Noi non  siamo ancora arrivati a porre come termine di
vittoria la sopravvivenza di uno, ma lo schema è il medesimo, cambia solo il
premio finale, soldi invece che la vita risparmiata. Per lo meno abbiamo fatto
un passo avanti dall’epoca dei Romani in questo senso.


Tornando al film, questa barbarie che viene definita “gioco”
perché carneficina faceva brutto, a lungo andare suscita nel popolo un senso di
volontà di ribellione presto possibile grazie ad un’eroina, la protagonista
evidentemente, che ha osato sfidare il sistema.


Questo ai piani alti della società fa molta paura, non per
la persona singolarmente, bensì perché ha donato ai più deboli qualcosa che non
ricordavano esistesse : SPERANZA. In lei hanno trovato un leader per
ribellarsi, combattendo per un mondo migliore, per smettere di doversi
sottomettere ad una cerchia di dispotici e avari, per porre fine alle
ingiustizie.


In ogni epoca e in ogni parte del mondo si ripete uno stesso
schema: uno al potere con alcuni sottoposti che assecondano ogni suo pensiero
per paura, per vigliaccheria, vessando il proprio popolo pur di arricchirsi e
pensare solo a loro stessi, il mio invito dunque è di riflettere sul parallelismo
lampante tra il film di cui ho trattato e notare la triste ma reale
sovrapposizione perfetta che si può evidenziare mettendolo a confronto con la
società in cui viviamo.


I potenti, chi governa, chi si sente superiore solo perché
siede su una poltrona più comoda  della
vostra potrà pensare di avere il diritto di disporre della vostra vita, di
imporvi determinate scelte, divieti o qualsiasi cosa gli passi per la mente,
soggiogandovi, sapendo che per paura non osereste ribellarvi.


Il loro divertimento è scatenare guerre tra poveri, restando
comodamente in disparte a godersi lo spettacolo, proprio come abitudine del
presidente Snow e dei suoi sottoposti; beh io vi dico questo: siate eroi per
voi stessi e per chi amate, siate eroi come nel film per un mondo migliore, per
far sì che la situazione non degeneri fino ad un punto di non ritorno!
Dev’essere il nostro impegno, la nostra rivolta contro il potere corrotto,  contro uno Stato che invece che proteggere il
so popolo salvaguarda solo i propri interessi, osate sfidare il sistema perché
stiamo arrivando al punto di saturazione, una rivoluzione sta per scoppiare,
proprio come in Spagna, in Scozia, indipendenza e libertà! Non
siamo in un film, dobbiamo esporci e lottare per i nostri ideali!


Signore e Signori: “ Felici 7 Hunger Games e che possa la
fortuna essere sempre a vostro favore ”. 


La Ghiandaia Imitatrice


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