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Controinno di Mameli, controcanto alla Casta e alle Banche
di Agilulfo 23/11/2012
 
 
Controinno di Mameli, controcanto alla Casta e alle Banche

Uno dei più brutti, dal punto di vista poetico e musicale, tra gli inni nazionali europei è ora obbligo di legge in tutte le scuole del Regno. Le loro maestà, la Casta e le banche, hanno deciso che il popolo bue debba unirsi «a coorte», pagare le tasse e belare al sistema.

«Ché schiavi di Roma Iddio li creò».

In tutte le scuole del Regno, dalla materna all’esame di Stato, tutti gli alunni dovranno impararlo e cantarlo. Non si dice ancora dove: nelle aule o allineati nei cortili? Libro e moschetto, fascista perfetto!

Ci voleva un ex comunista, uno che aveva a suo tempo esaltato i cingoli del Patto di Varsavia sulle membra e sul sangue degli operai di Budapest, a imporre, per legge, qualcosa che nessuno sente veramente, neppure lui.

«Siam pronti alla morte». Quella altrui, quella delle anime di popoli derisi dallo strapotere della casta. «L’Italia chiamò». A pagare le tasse oggi, a morire nelle trincee ieri, sempre al comando di Lorsignori, Grembiuli Squadra e Compasso.

Gli alunni stranieri, congolesi, albanesi, rumeni, marocchini, impareranno che «Il sangue polacco, bevé col cosacco, Ma il cor le bruciò». Non importa che capiscano, importa che cantino, a una sola voce, «I bimbi d’Italia si chiaman Balilla».

Non è un vecchio modello della FIAT, è un pezzo di storia locale, che a scuola nessuno più studia. Oppure i «balilla», cambiato colore, non sono che la versione un po’ più vecchia dei pionieri. Fazzoletto nero, fazzoletto rosso ... «Che schiavi di Roma Iddio li creò».

«Dovunque è Legnano», che a loro nulla importa. Legnano non è dovunque. Legnano è nostra. E Loro sono l’Impero, beffardo e astioso, rancoroso e avido. «Giuriamo far libero Il suolo natìo». Sì, far libero da Loro, dalla Cricca Romana e dai suoi riti, dalla falsa religione che da un secolo e mezzo vogliono imporci.

Un inno, imposto e non sentito, come una religione, imposta e non sentita: «Son giunchi che piegano le spade vendute». Son giunchi che piegano le penne vendute, quelle che ora, al Loro comando, ci urlano «Canta!».


Agilulfo


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