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Roma sprofonda, Milano splende
di Massimo Donelli 15/10/2015
 
 
Roma sprofonda, Milano splende

La nebbia, lo smog, il freddo… Milano? Per carità! Una città dove si vive per lavorare dalla mattina alla sera, un mondo di pallidi matti ben descritto da Adriano Celentano in Yuppi Du”.


Il ponentino, il Colosseo, i Fori, la buona tavola… Roma? Una città dove si lavora quel tanto che basta per vivere, un mondo di gaudenti ben descritto da Federico Fellini ne La dolce vita”.

Ecco, ora fate così.

Prendete i vecchi luoghi comuni che avete appena letto, infilateli in un sacchetto e cercate la prima pattumiera disponibile: nell’anno di grazia 2015 sono falsi, inattendibili, superati.

Roma non è più un paradiso in Terra (e venerdì 2 ottobre, tra pioggia e scioperi, è stata, semmai, per un giorno, l’inferno in Terra…).

Le strade, infatti, paralizzate da un traffico che batte quello di Buenos Aires e Bangkok, sono piene di  buche che provocano terribili incidenti. I marciapiedi sono disseminati di rifiuti. I servizi pubblici non funzionano. E il centro storico è sfigurato: da botteghe che vendono paccottiglia cinese; e da finte trattorie, con tovaglie (in plastica) a quadretti bianchi e rossi, che servono pizze orrende e riscaldano i piatti nel microonde.

Uno sfacelo.

Milano, al contrario, non è mai stata così bella.

Le vie della città gareggiano in seduzione. Il quadrilatero della moda primeggia a livello mondiale. Corso Garibaldi, nel quartiere di Brera, regala una passeggiata d’altri tempi. Piazza Gae Aulenti e l’intero, scintillante quartiere di Porta Nuova rivaleggiano con la grandiosità di Piazza Duomo. I parchi sono puliti. I servizi pubblici funzionano. I navigli, con la nuova Darsena, sono stati restituiti ad antica bellezza. E la città ha scoperto una dimensione inaspettata: quella turistica.

Non è Venezia, non è Firenze, non è Napoli.

E non ha le ricchezze d’arte di Roma.

Ma Milano è diventata una meta imprescindibile per chi vuole visitare l’Italia.

E il bello è che sono spariti pure la nebbia, lo smog e il freddo…

Uno splendore.

Domanda: che cosa è successo?

Risposta: bussate alla porta della politica.

Eh sì, perché non è che Milano sia popolata di santi (Tangentopoli vi dice niente?). Però, anche ai tempi del chiacchieratissimo Psi (Partito socialista italiano), chi ha governato la città l’ha sempre, appunto, governata. Ossia ha amministrato il territorio in maniera intelligente, puntando allo sviluppo, investendo nella cultura, scommettendo sulla moda, il design, l’architettura.

Roma, invece…

Beh, avete visto, no?

Dentro Mafia capitale c’erano tutti, da destra a sinistra.

Ignazio Marino è il primo sindaco della Storia a essere strapazzato da un pontefice.

E, per quanto si sforzi la memoria, è impossibile ricordare grandi opere di predecessori celebri come Walter Veltroni o Francesco Rutelli. Per non parlare di Gianni Alemanno

Ora, nessuno nega che Roma sia molto più vasta e complicata di Milano, per carità.

Ma è altrettanto vero che ha un potenziale enormemente superiore.

Peccato, però, che non lo sfrutti, anzi.

L’incendio all’aeroporto di Fiumicino, il crollo del soffitto nel metro a Piazza di Spagna (!), la paralisi sistematica alla minima pioggia rivelano una trasandatezza inaccettabile. E se proprio volete vedere con i vostri occhi la prova provata del degrado, vi basterà fare una passeggiata dentro e attorno alla Stazione Termini, un autentico manifesto della vergogna.

Adesso il timore è che il confronto Expo-Giubileo metta ancor più a nudo l’abissale gap che separa la Capitale da Milano.

Un timore fondato: il Vaticano ha lanciato l’allarme e il governo ha sentito il bisogno di mettere in campo il prefetto Franco Gabrielli.

Non uno qualunque: Gabrielli è stato a capo della Protezione civile, gestendo alluvioni, terremoti, il recupero della Costa Concordia e quant’altro.

Volevate un’ulteriore certificazione del collasso romano?

Eccola: per salvare il salvabile, hanno dovuto chiamare Mister Disastri…

Massimo Donelli


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