Nuovo aggiornamento
Vignette
Barconi e terrorismo: Alfano rassicura...

Storico Vignette

Lavagna
News > Opinioni > Immigrazione

Immigrazione
di Pietro Reina 24/7/2015
 
 
Immigrazione

Dopo che l'afflusso migratorio dalle coste libiche è diventato un vero e proprio esodo, cioè numeri che facilmente raggiungono e superano il migliaio al giorno, anche i più strenui difensori dell'accoglienza ad ogni costo si sono defilati dalle loro note posizioni ed iniziano a manifestare, sul fenomeno, perplessità e preoccupazioni. Di più. Un po' sommessamente e un po' apertamente, negli ambienti della "sinistra moderata" si critica Renzi per l'accordo sull'immigrazione stipulato con l'Europa, grazie al quale ha ottenuto l'esatto contrario di quel che diceva di voler ottenere, cioè la ripartizione "fraterna" degli immigrati tra tutti gli Stati membri. Dette perplessità e preoccupazioni sembrerebbero tradursi in una minor virulenza verbale verso le forze autonomiste ed indipendentiste, verso Salvini e la Lega Nord. La questione è molto semplice: i difensori del Sistema si rendono conto che la stragrande maggioranza della gente è schierata con coloro che vogliono fermare l'invasione extracomunitaria e di conseguenza si rendono conto anche che, dal punto di vista del consenso, per il P.D. si prospettano chine pericolose. Abbinare lo stop all'immigrazione al concetto di autonomia ed indipendenza politica diventerà a breve, per la gente, più immediato di quel che possa sembrare.


Tra non molto sarà chiaro a tutti che solo dai movimenti autonomisti, federalisti o indipendentisti ci si può aspettare una valida difesa della propria economia, del proprio territorio, della propria cultura e dunque anche e soprattutto una difesa dall'invasione legalizzata che il Sistema ci propone. Del resto, l'essenza dell'autonomismo non può prescindere da una lotta senza quartiere ad una immigrazione selvaggia e di massa che porta inevitabilmente allo stravolgimento culturale e istituzionale dei popoli. Ne sanno qualcosa i Popoli Padani che da cinquant'anni stanno subendo, oltre all'attuale massiccia immigrazione da altri continenti, anche le conseguenze nefaste dell'immigrazione dal Sud Italia. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti da molto tempo: la disastrosa meridionalizzazione delle istituzioni, la meridionalizzazione della scuola e degli uffici statali periferici, la meridionalizzazione della magistratura, la meridionalizzazione degli enti locali.


In altre parole, questa immigrazione "interna" ha portato sia nel Nord sia a livello centrale un'egemonia del meridionalismo più spinto, tanto da poter imporre una sua visione della società, un suo modo di gestire la cosa pubblica, un suo modo di interpretare le leggi, un suo modo di concepire il ruolo delle istituzioni; prospettive e visioni che le genti del Nord non hanno mai gradito e sempre subìto. Il meridionalismo ed il centralismo romano hanno via via estromesso i cittadini del Nord dagli uffici pubblici locali e centrali; l'esempio della scuola è emblematico, con il Sud che è diventato, un laureificio per insegnanti da trapiantare al Nord, come sono emblematici gli esami di stato per le professioni di avvocato o notaio, oggetti di tante discussioni, anche a livello parlamentare; assolutamente eloquente è la disinvolta apertura da parte della Rai al dialetto siciliano e napoletano nonché a quello romanesco che sono diventati, da decenni, lingue ufficiali di "mamma-Rai", mentre l'accento lombardo, piemontese o veneto sono individuati come elementi di pochezza culturale o caricaturali.


Non sia mai che tutti questi aspetti (e molti altri della medesima matrice) che hanno determinato la nascita ed il successo dei movimenti autonomisti ed indipendentisti del Nord (Lega Lombarda, Liga Veneta, Rinascita Piemonteisa, Lega Nord per l'indipendenza della Padania, ecc.,) vengano messi, dalle nuove dirigenze degli stessi movimenti autonomisti, in secondo piano rispetto ad altre problematiche di livello nazionale od internazionale che in questo momento agitano la politica. Ne soffrirebbe profondamente la tenuta degli stessi movimenti, privati delle loro fondamentali ragioni di esistere e solo apparentemente appagati da un successo del momento contingente. Giusto battersi contro l'immigrazione extracomunitaria, contro lo strapotere di Bruxelles, contro il potere della finanza internazionale, ma fino ad ora l'antagonista principale e quotidiano del Nord è il centralismo romano con le sue gabelle e con la sua volontà di non applicare quel minimo di federalismo fiscale che già la Costituzione prevede. Non abbassiamo la guardia su questo fronte.


Pietro Reina


Seguici anche su:


 
Centro studi L'Insorgente © 2012 - 2014

Insorgente.com è la versione on line de “L’Insorgente”
Registrazione Tribunale di Varese n°846
Editore e proprietario “Centro Studi L’Insorgente” C.F. e P.IVA 95056410126