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I due diversi destini di Grecia e Magna Grecia
di Luca Bertagnon 24/7/2015
 
 
I due diversi destini di Grecia e Magna Grecia

È curioso osservare come si incrocino i destini di quella che un tempo fu la culla della civiltà moderna occidentale: Grecia e Magna Grecia (intendendo con questo termine, in maniera non del tutto ortodossa, tutto il Sud Italia). Sembra proprio di assistere al naturale declino di quell’originario nucleo, un tempo estremamente vitale, di cultura e civiltà, proteso nel Mediterraneo che, esattamente come un organismo a fine vita, implode sempre più in se stesso, incapace di rialzarsi e di reagire. Parassitismo, corruzione, stanchezza ed apatia, che a loro volta generano inefficienza e criminalità, sono le caratteristiche che, pure in forme diverse, accomunano la Grecia e il nostro Sud Italia, ma con una grande grandissima differenza: che Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania e Puglia hanno la Padania da mungere, mentre alla Grecia rimane la Merkel. La sostanza di un inabissarsi sempre di più nel baratro economico, sociale, culturale e di civiltà non cambia, che cambia è solo il salvagente al quale sono attaccate rispettivamente Grecia e Magna Grecia.


Bisogna capire infatti se e quanto l’Europa sia disposta a sobbarcarsi il mantenimento dei 10 milioni di greci e bisogna capire se il Nord Italia, piegato da anni di sacrifici e di salassi a fondo perso a favore del Sud, e messo sempre più in difficoltà da miopi politiche comunitarie, riesca ancora e per quanto tempo, a farsi carico del mantenimento del resto del Paese. L’Europa dal canto suo ha investito molto a favore dei paesi dell’Est al fine di una loro piena integrazione nell’Unione, e non è scontato che sia disposta ad aprire una falla nei flussi di denaro a favore della Grecia. L’unico vero stimolo a sobbarcarsi questo debito perpetuo è la mai sopita voglia della Russia di aprirsi uno sbocco nel Mediterraneo, magari proprio attraverso una Grecia piegati dalla crisi, mortificata nell’onore, ed in cerca di nuovi ‘protettori’.


Parimenti il Nord Italia, messo in ginocchio dalla crisi e dalle politiche europee può essere che non ce la faccia più a trascinare l’economia di uno Stivale sempre più malandato, aprendo la strada ad una secessione di fatto, abbandonando il Sud al proprio destino. In questo caso però non ci sarebbe l’estrema opzione russa, come per la Grecia, ed il rischio per il nostro Meridione è quello di fallire senza vie d’uscita. Grecia e Magna Grecia: diversi scenari per un futuro prossimo non facile da decifrare ma per il quale è certamente opportuno prepararsi al peggio, così da non farsi sopraffare dagli eventi.


Luca Bertagnon


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