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Non dimentichiamo la strage di Bava Beccaris
di Alberto Schiatti 14/5/2015
 
 
Non dimentichiamo la strage di Bava Beccaris

Nei prossimi giorni, ricorrerà l’anniversario più dimenticato nella storia di questo Stato, e cioè quello della strage compiuta a Milano nel maggio 1898 da parte delle truppe di occupazione italiane comandate dal generale Fiorenzo Bava-Beccaris. I cittadini milanesi, ridotti alla fame dopo pochi decenni di annessione al Regno d’Italia, reagirono di fronte all’applicazione di un’ennesima gabella, l’aumento del costo del grano e quindi del pane, e iniziarono a manifestare il loro malcontento, prima nelle fabbriche poi nelle piazze.


Le autorità del “glorioso” Regno italico reagirono con estrema durezza: arresti, violenze e quindi anche cannonate sulla popolazione, con un bilancio di vittime di circa 100 milanesi e un numero incredibile di feriti. La stupenda piazza del Duomo venne trasformata in un bivacco per truppe di cavalleria, con tanto di mangime per i cavalli. Evidentemente si trattava di un segnale nei confronti di tutti i Lombardi: l’Italia comanda e voi dovete solo servire, lavorare e pagare ….. altrimenti usiamo il pugno di ferro. Sono passati moltissimi anni, ma nulla è cambiato: i Lombardi, già provati da una crisi economica che ha come unica causa l’appartenenza allo Stato italiano, sono vessati quotidianamente da tasse e imposte varie, sempre in aumento, e non hanno il diritto di poter esprimere il proprio sdegno, pena interventi dell’oppressore. I nostri Comuni, anche anche là dove sono amministrati in modo virtuoso, sono sempre più penalizzati da mancanza di fondi, dopo aver riempito le casse statali di denari versati dai loro cittadini. Ogni Lombardo vanta un credito fiscale (la differenza fra imposte versate e servizi statali ricevuti) nei confronti dello Stato italiano di circa 5600 euro annui, una cifra incredibile se pensiamo che, facendo un rapido conteggio, una normalissima famiglia lombarda di quattro persone raggiunge il ragguardevole importo di più di 22.000 euro all’anno. A tutto ciò si aggiunge, oggi come allora, la mancanza di possibilità di decidere del proprio futuro: ingabbiati tra uno Stato padrone e una delle peggiori classi politiche a livello mondiale, con rappresentanti scelti dalla segreterie di partiti totalmente piegati alle logiche romane, i cittadini lombardi non hanno alcuna possibilità di reale espressione di volontà, privati, per esempio, dello strumento basilare di una democrazia, il referendum senza quorum, a differenza dei propri vicini svizzeri.


Lo Stato non vuole interferenze nelle proprie decisioni, riguardino esse il presente od il futuro della Lombardia, e quindi non rimane che un’unica soluzione: la creazione di una coscienza indipendentista Lombarda. Non ci facciamo illusioni, si tratta di un progetto a media durata, ma confortati da quanto sta avvenendo ed avverrà durante l’anno in Catalunya e Scozia, e cioè la celebrazione di Referendum relativi al futuro assetto statale sotto forma di indipendenza dai rispettivi Stati nazionali, abbiamo una fondata speranza e continuiamo il lavoro sul territorio. Toccherà poi ai Milanesi e ai Lombardi ritornare all’antico orgoglio, che nei secoli permise loro di creare una rete di liberi comuni che furono d’esempio per tutto il resto d’Europa e di respingere chi voleva invadere la propria Terra.


BASTA ITALIA, BASTA VOLERLO


Alberto Schiatti
pro Lombardia Indipendenza - http://www.prolombardia.eu


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