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ERNST JÜNGER
di Luigi Iannone 14/5/2015
 
 
ERNST JÜNGER

ERNST JÜNGER è il titolo dell’ultimo lavoro di Luigi Iannone che esce per i tipi di Solfanelli (pp. 520, € 30). Ed è una novità nel panorama editoriale italiano. Innanzitutto perché vi collaborano con i loro pregevoli lavori trenta tra esperti, docenti e ricercatori universitari ma anche per varie altre ragioni che sono sintetizzate in questo breve frammento dell’introduzione. Per ulteriori informazioni il sito dell’autore (www.luigiiannone.it) e della casa editrice (www.edizionisolfanelli.it/ernstjungeropera.htm )


DALL’INTRODUZIONE


Tra le molteplici definizioni attribuite a Ernst Jünger, forse solo una, racchiude il senso della sua produzione e, sotto molti aspetti, risulta ancora oggi, quella più efficace. Alcune infatti generano fraintendimenti, altre permettono di riflettere serenamente su taluni aspetti dell’opera, ma quella di sismografo dell’era della tecnica - in quanto connessa alla interpretazione tellurica della modernità - coglie nel segno proprio per la visione d’insieme.
Per la multiformità degli interessi di Jünger non è infatti possibile concentrare l’attenzione su una sola tematica, o limitarsi ad un punto di vista definitivo e risolutorio. E perciò anche mettere in forma un’opera collettanea come questa, presuppone una serie di motivazioni che devono per forza di cose andar oltre la cifra agiografica o celebrativa ed essere sostenute da riflessioni che, pur essendo in molti casi antinomiche, si fecondano reciprocamente. Tutti coloro i quali hanno contribuito - e in maniera egregia – alla realizzazione di questo volume, lo hanno fatto provenendo da esperienze diverse, ma soprattutto con approcci disciplinari e convinzioni divergenti. E non poteva essere altrimenti perché lo scopo è quello di mettere a confronto più punti di vista che, pur nella loro unicità, e quindi in una apparente ma voluta eterogeneità, sono tra loro strettamente interrelati.
L’intenzione è quella di far incontrare giudizi e sensazioni soggettive producendo (…si spera) una quantità di spunti per il lettore che, in questo modo, potrà avere - su ogni singolo tema - una gamma di analisi sufficientemente approfondite ma anche non smarrire la tensione generale che percorre la sua intera opera. Perché l’estensione tumultuosa e continua di tematiche e di esperienze personali che investono la vita di Jünger va narrata integralmente e soprattutto letta da ogni angolatura. Per tutta una serie di motivi.
In primo luogo, nell’esigenza di comprenderne l’articolata complessità si incalza il lettore richiamando temi (ruolo crescente della tecnica, dispiegamento del nichilismo, accelerazione temporale, globalizzazione) e Figure (Operaio, Ribelle, Anarca, eccetera) che costituiscono appunto la necessaria e indiscutibile condizione di possibilità interpretativa.
In secondo luogo, raccontando gli incontri decisivi con le personalità più in vista del panorama culturale del Novecento.
In terzo luogo, facendo valere – come farò in questa breve introduzione - una istanza meramente biografica. Avendo infatti attraversato, e non come comparsa, gli eventi più importanti del Novecento (nacque nel 1895 e morì ultracentenario nel 1998) e con intuizioni dalla non comune potenza evocativa, la sua biografia svela una vicenda umana singolare che, non di rado, diviene predominante sui motivi e sulle evoluzioni del pensiero. Intuizioni le quali, pur facendo direttamente incursione nei processi decadenti e di sgretolamento della nuova civiltà, non postulano un criterio organico di procedimenti dialettici per cui si possa inquadrare il suo pensiero in una scuola o accademia perché Jünger non si lasciò ammaliare dalle sirene dell’incasellamento. Fu filosofo senza appartenere a nessuna corrente di filosofica; si occupò di politica senza iscriversi ad alcun partito; scrittore di romanzi senza essere intrappolato in un movimento artistico o letterario, e così via.
(…). Perché inaspettatamente è la biografia, ancor prima che i libri, ad imporsi come imprescindibile chiave di lettura per decifrare i nuovi segni dei tempi contrassegnati da trasformazioni rapide e violente.

INDICE

Introduzione di Luigi Iannone

I. LA BATTAGLIA DEI MATERIALI

NEL FUROR DELLE TEMPESTE
BORGHESI IN GUERRA: ERNST JÜNGER E THOMAS MANN
IL CUORE AVVENTUROSO (1929 E 1938)
L’AVVENTURA GEO-GRAFICA
L’OPERAIO E IL REINCANTO DEL MONDO
ERNST JÜNGER, SOCIOLOGO PER CASO?
JÜNGER, IL REALISMO SOCIALE E LA “TERZA NAVIGAZIONE” DI EVOLA
ERNST JÜNGER E HUGO FISCHER

II. NEL VENTRE DEL LEVIATANO

LA MOBILITAZIONE TOTALE: GUERRA INDUSTRIALE DEMOCRATICA E DIALETTICA DEL PROGRESSO
JÜNGER E SCHMITT A PARIGI: OCCUPAZIONE, RAPPRESAGLIA E CRISI DELLO JUS PUBLICUM EUROPAEUM
ERNST JÜNGER, MAESTRO ESOTERICO
SULLA PACE
VERSO LA LIBERTÀ. IL RIBELLE E IL «PASSAGGIO AL BOSCO»
RESISTENZA SPIRITUALE
LO STATO MONDIALE
NEL SEGNO DELLA CONTRADDIZIONE. LA METAFORA GORDIANA DEL POTERE IN JÜNGER E SCHMITT (1953-1955)

III. SISMOGRAFIE E VISIONI

TEMPO DEL DESTINO E RITORNO DI ANTEO
MAXIMA-MINIMA: LA METAFISICA ATTUALITÀ DELLA FORMA DEL LAVORO
JÜNGER CON HOFMANN: LA MISTICA NELL’EPOCA DELLA SUA RIPRODUCIBILITÀ TECNICA
LA DROGA, IL SOGNO, LA MORTE
JÜNGER E LA SARDEGNA. VIAGGIO NEL LABORATORIO DELLE IMMAGINI

IV. IL MERIDIANO ZERO

CRISI E NICHILISMO NELLA GERMANIA DEL NOVECENTO
LA POSIZIONE DEL NICHILISMO. HEIDEGGER VERSUS JÜNGER
RIDUZIONE NEGATIVA. JÜNGER, HEIDEGGER, METAFISICA E METATECNICA

V. L’ANARCA SOVRANO DI SÉ

DER WALDGANG IL POTENZIALE DELLA RIBELLIONE E DELLA RESISTENZA. PER UNA CRITICA DELL’ANARCA?
LA FORMA, PREDA DELL’ENTOMOLOGO. JÜNGER E I COLEOTTERI
L’APOLITÌA METAFISICA DELL’ANARCA
ANIMATORE DEL DESIDERIO ED EDUCATORE DI STILE


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