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Expo 2015
di Ivan Fradel 14/5/2015
 
 
Expo 2015

Forse pochi se lo ricordano, ma l’assegnazione dell’Esposizione universale a Milano, avvenuto il 31 marzo 2008, fu un successo di Bossi e Berlusconi, ai tempi saldamente alla guida del Centro-Destra, di Milano e della Lombardia.

Oggi molti si affrettano a mettere il cappello sulla paternità dell’evento, si fanno belli all’inaugurazione a cui Silvio e Umberto non erano presenti (li avranno invitati???), gestiscono nomine e potere dell’Expo. Senza quei due??? Ciau Pep!!! (così si dice a Milano quando una cosa non si avvera). Per chi sa bene come sono andate le cose, ci fu un grande impegno dell’allora sindaco di Milano Letizia Moratti e del presidente della Regione, Roberto Formigoni, affiancati da esponenti leghisti (assessori, consiglieri regionali e onorevoli lombardi tra cui l’onnipresente, dietro le quinte, segretario lumbard Giorgetti).

Alla notizia dell’assegnazione, ci fu un tripudio, abbracci, giubilo nei TG, cori per la Moratti e un sussulto dell’orgoglio lombardo.

Berlusconi, nonostante fosse entusiasta, non perse l’occasione di bacchettare quella vera “catastrofe politica” che fu Romano Prodi, all’epoca Presidente del Consiglio, affermando che la straordinaria vittoria: “non ci può far dimenticare tutte le difficoltà che ci troveremo ad affrontare una volta al governo. Ci voleva questo momento positivo. Certo non è merito del governo della sinistra”. Ed in effetti, l’anno seguente, Berlusconi andrà al Governo ereditando una situazione disastrosa e fu bersaglio, per anni, al pari di Umberto Bossi, di scellerati attacchi della magistratura, oltre che di fuoco amico: tutto ciò porterà il passaggio di potere interno sia alla Lega che, per certi versi, nel Popolo delle Libertà…e regalerà ai cittadini i governi Monti, Letta e Renzi (meditate itaglioni e militonti, anche se è tardi…).

Bossi, invece, nel momento in cui Milano fu proclamata sede dell’Expo 2015 affermò “se Milano fosse stata sconfitta, la sinistra avrebbe usato la cosa come arma elettorale. E invece adesso è costretta a festeggiare”. Nel frattempo, si era già mosso un fedelissimo del Senatur, uno dei leghisti più attivi per vedere assegnato a Milano l’esposizione, quel Marco Reguzzoni, tanto vituperato per questioni di bassa Lega e invidiato per reali capacità (le sue ovviamente), che ai tempi, oltre che Onorevole, era pure consigliere di amministrazione della Fondazione Fiera di Milano. Reguzzoni scrisse, nel luglio 2008, un libro di 180 pagine dal titolo “Milano Expo 2015, un’opportunità per tutti” in cui afferma “Dopo aver vissuto una fase di stasi, Milano sta finalmente imboccando la via del rilancio, volendosi riappropriare di una vocazione storica particolare, gloriosa, quella tradizione che ne ha fatto nei secoli il centro più avanzato e aperto alla novità di tutto il Paese. Quello che è stato definito dagli osservatori più attenti il “nuovo Rinascimento lombardo” – fatto di opere architettoniche innovative, sviluppo sociale, economico e politico – necessitava però di un evento “acceleratore”: ecco allora che l’Expo è stato subito percepito come il progetto in grado di catalizzare queste aspettative, questo desiderio di protagonismo” http://www.fondazionefieramilano.it/i ... expo_2015_presentato.html .

Che le parole di Reguzzoni si avverino davvero e che Milano possa rinascere al pari della Lombardia, con o senza Bossi e Berlusconi (i quali sono sempre presenti ma paiono marginali rispetto alle dinamiche in corso).

Però mi sembrava giusto conferire il giusto tributo a due politici che hanno fatto del bene a molti (forse a troppi) e che nel momento di difficoltà non hanno avuto abbastanza persone al loro fianco. Loro rimarranno sui libri di storia, chi li ha traditi (o abbandonati) di sicuro no. Forse chi li ha traditi avrà cariche pubbliche, potere o ingenti somme sul conto in Banca (ma i soldi caro Giuda non si portano nella bara).

Bando alle polemiche, che Milano risorga e insorga (soprattutto contro i NoExpo).
Buona esposizione universale a tutti!!!


Ivan Fradel


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