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Coltivare l’Islam demolendo i valori
di Luca Bertagnon 9/4/2015
 
 
Coltivare l’Islam demolendo i valori

Avvicinandomi ai 50 anni, ho fatto in tempo, per tutta l’infanzia e la gioventù, a sperimentare quell’ordine che la religione Cattolica è riuscita a garantire alla nostra società. Dogmi, privazioni, penitenze, speranze, solidarietà, sono tutte facce del bisogno di definizione di una gerarchia di valori indispensabili alla pacifica convivenza sociale. La secolarizzazione che è galoppata in Occidente ed in Europa negli ultimi decenni, non ha fatto venir meno la necessità di ordinare la nostra società attraverso una gerarchizzazione di valori ritenuti fondanti ma ha semplicemente ritenuto di accantonare il ruolo della religione Cattolica in tal senso. Si è così assistito al venir meno di dogmi e tabù propri del cattolicesimo, a loro volta sostituiti da dogmi e tabù imposti da altre forme di potere e controllo proprie della società secolarizzata, a sottolineare come la secolarizzazione della società non è di fatto una ‘liberazione anti dogmatica’ ma semplicemente un modo per sostituire alcuni valori ‘tradizionali’ con altri ritenuti più ‘moderni’. La distinzione tra valori tradizionali e moderni è certamente impropria ma tende a sottolineare la perplessità di chi scrive nel vedere sostituiti valori sperimentati e collaudati da migliaia di anni di storia con precetti o presunte libertà certamente meno collaudate, i cui effetti sono ancora tutti da valutare. Si assiste, nella società secolarizzata occidentale, alla esaltazione dell’individuo e delle sue aspirazioni attraverso la mortificazione del ruolo della famiglia e della chiesa. Il ruolo di controllo sociale passa così allo stato che promette libertà nei gusti e nei costumi pur non negandosi la facoltà di esercitare un capillare controllo su ogni singolo cittadino. Ecco che nella società ‘tradizionale’ di derivazione contadina, il controllo sociale era regolato da tabù, paure, dal rischio di pagare le nostre colpe dopo la morte e per l’eternità, ed era esercitato da figure preminenti e riconosciute come il sacerdote ed il capofamiglia. Attraverso questo sistema di valori, paure e controllo si contenevano le pulsioni, le ‘devianze’ sociali e tutto era sopito sotto un apparente lenzuolo di perbenismo che offriva garanzie e certezze. Liberati dalle paure e dai tabù, retaggio della società contadina, i cittadini di oggi, ed in particolare i giovani, mostrano un rapporto più disinvolto con il sesso ed in genere con i costumi, si mostrano, almeno in apparenza, più sganciati dalla famiglia che non in passato e soprattutto hanno completamente perso quel senso di deferenza verso ruoli di riferimento forti, socialmente riconosciuti.


Tutto ciò potrebbe a prima vista apparire una conquista ma rischia invece di tradursi in una fatale debolezza della società occidentale moderna. Se infatti istituzioni forti come la chiesa e la famiglia sono state capaci di garantire l’ordine e la crescita sociale per secoli, secondo un modello ampiamente collaudato, il rapido sovvertimento delle gerarchie tradizionali e storiche rischia non già di determinare un nuovo e più attuale ordine di valori, ma piuttosto un vuoto, un’assenza di riferimenti e di valori che portano, in una prima fase ad un momento di confusione, incertezza, deriva e disordine ma che, ancor peggio rischiano di convogliare i giovani, per appagare la loro esigenza di punti di riferimento, di approdare a forme estremistiche e radicali, anche di matrice religiosa.


L’esplosione delle sette negli USA negli ultimi decenni ne è un esempio lampante, così come la ricerca ed il confronto con grandi religioni storiche monoteiste orientali (che non voglio certamente demonizzare ma che hanno il grosso limite, per noi occidentali, di abbeverarsi ad una cultura e ad una tradizione che poco ha a che fare con il nostro modo di essere). In questo contesto non va sottovalutato il grado di potenziale attecchimento ed apprezzamento dell’Islam che, pur non avendo alcun rapporto con le conquiste sociali e culturali dei popoli europei rischia, per reazione e come gesto di estrema ribellione, di risultare attrattivo ed accattivante proprio nei confronti dei soggetti e delle classi sociali più secolarizzate e più lontane dalla tradizione e dalla memoria. Paradossalmente sono proprio coloro nei confronti dei quali è riuscita meglio l’operazione di ‘ripulitura’ dai condizionamenti della storia e della religione Cattolica, a rischiare di cadere nelle braccia di suggestioni estremiste ed integraliste, a dimostrazione del fatto che la pervicace e sistematica cancellazione di un sistema collaudato di riferimenti e di valori non necessariamente conduce ad abbracciare i nuovi riferimenti che si vorrebbero imporre, ma liberano il soggetto che risulta più pronto a derive estremistiche e radicali. In estrema sintesi ritengo che le basi per la penetrazione dell’Islam nel nostro paese ce la stiamo costruendo giorno per giorno non tanto e non solo agevolando ed incoraggiando gli sbarchi dal nord Africa, ma facendo sistematica terra bruciata della nostra tradizione, della memoria e del sistema di valori che ha consentito all’Occidente di evolversi e prosperare.


Luca Bertagnon


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