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Cosa è un popolo?
di Diana Ceriani 12/3/2015
 
 
Cosa è un popolo?

Un popolo. Quando e perché un gruppo numeroso (e non) di persone si può definire tale? Voi mi conoscete come amante e praticante di cultura e tradizioni locali, vi sembrerà strana, quindi, questa domanda da chi ha sempre parlato di personaggi illustri lombardi, tradizioni radicate varesine o storia locale di gente comune. Eppure il popolo è tutto questo. O meglio, la storia, le tradizioni, il vivere su un territorio rispettandolo ed amandolo creano una mentalità comune, delle esigenze comuni, delle emozioni comuni. Tutto questo è alla base di un popolo. Ogni popolo, plasmato da storia e memoria, ha possibilità, esigenze, desideri, emozioni e lingue diverse. Un popolo vero parla con la sua terra. Con essa ha un continuo scambio di stima, informazioni; condivide con essa momenti buoni e momenti critici senza mai smettere di amarla. La terra degli avi, per un vero popolo, è un cuore che pulsa, un’interdipendenza continua basata su rispetto, rinunce,adattamento e ovviamente emozioni insostituibili. Ora, un miscuglio di persone diversissime tra di loro, con storia, esigenze, emozioni e stili di vita a volte inconciliabili, come può definirsi popolo? Come può avere una storia comune? Come può conoscere la terra dove vive fino al midollo amandola e rispettandola come una madre? E’ per questo che c’è rabbia, sgomento, egoismo, violenza, intolleranza e superficialità. Sono spariti i popoli. Quelli veri. Ora, guardiamoci dentro, e proviamo a capire a quale terra, quale storia, quali tradizioni e lingua apparteniamo. Con chi è simile a noi possiamo creare un popolo, che collabora con altri popoli, si fa rispettare e rispetta l’essere altrui, non si attacca alla foglia al vento chiamato progresso consumistico, ma alle solide radici comuni. Allora non ci sarebbe più intolleranza, mancanza di rispetto che sfocia in violenza. La nostra terra respirerebbe amore, sarebbe bella e viva. Ognuno ha la sua terra, le sue storie, la sua casa. Con questa consapevolezza può entrare in quella degli altri rispettandone le esigenze, le idee, la storia e le tradizioni. Questo è il solo modo per risolvere i problemi che stanno creando situazioni davvero drammatiche. Riconosciamo e ricostituiamo i popoli identitari, prima che sia troppo tardi. Facciamolo tramite la cultura e la conoscenza di noi stessi, della nostra storia e delle nostre tradizioni. Amiamoci per essere amati!


Cheschì a l’è ur me pensè

A l’è la ragiun ca ma fa andà innanz a fa chel ca fo

G’ho nagott da guadagnà

A l’è mia un laurà

Scrivi canzun

A l’è una pasiun

Scultà la me tera, la so storia, i so tradiziun

A l’è ra me misiun


Fem cugnoss la nostra cultüra

Specium mia ammò nanca un zich

Sedanò a l’è düra

La nostra tera la mör

Duprada da chi la ama mia

Scepada da gent senza cör

Parchè sa sentan mia part de la storia, dei tradiziun

E nanca de la religiun.

Metum la man in sü la cuscemza

Nünch de ra storia

A podum mia fa senza.


Diana Ceriani


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