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Mogherini: cosa fai in Europa?
di Pietro Reina 12/2/2015
 
 
Mogherini: cosa fai in Europa?

Non si capisce cosa ci stia a fare la Mogherini in Europa. In questi giorni di duro scontro tra Est ed Ovest, giorni in cui, l’opinione pubblica tutta vorrebbe vedere e sapere quali sono le strategie e le decisioni dell’Unione Europea e di colei che è alla testa della Politica Estera Comunitaria, assistiamo ad un quasi non senso: la Merkel ed Hollande che si danno un gran da fare per cercare di metter d’accordo il diavolo e l’acqua santa volando a Kiev, a Mosca, a Monaco e la Mogherini che è li, seduta nelle sue stanze di Bruxelles, a “far flanella”.

Qualcuno potrebbe obiettare che la politica estera non è materia esclusiva dell’Unione Europea e che ogni Paese dell’Unione ha questa prerogativa ancora pressoché intatta. Ciò è senz’altro vero. Ma di fronte ad una situazione come quella ucraina che presenta un conflitto ai confini dell’Unione, con le due massime potenze militari mondiali, nonché la Nato, schierati l’uno contro l’altro, non mi par proprio fuori luogo far sentire chiara e forte la voce dell’Unione.

La Cancelliera tedesca ed il Presidente francese non stanno facendo la parte degli inviati della Mogherini e dunque, se la nostra avesse voluto dimostrare le sue capacità, questa era l’occasione giusta. Agli Stati Uniti si doveva dire, senza tentennamenti, di starsene buoni, di cancellare l’idea di armare Kiev e di non farsi venire altre idee tanto idiote quanto disastrose, tipo la guerra nei Balcani ed il bombardamento della Serbia, oppure i disastrosi interventi in Iraq ed in Libia, nonché l’intervento (per fortuna mancato) in Siria. Per cui, un incontro con il Segretario di Stato Kerry, a cui andrebbe ricordato, senza tanti giri di parole, che l’Europa non è esattamente il loro “cortile di casa”, mi sembra la prima cosa importante che la Mogherini avrebbe dovuto già fare. In seconda battuta, un incontro con il segretario Generale della Nato Stoltenberg per spiegargli, senza mezzi termini, due cose: di non immischiarsi in diatribe in cui la Nato centra come i cavoli a merenda e di lasciare la politica ai politici; e questa mi sembra la seconda cosa importante che la Mogherini potrebbe ancora fare ma che fino ad ora non ha fatto.

Fino ad ora la bella Mogherina non ha preso alcuna posizione se non quella di sollecitare un “cessate il fuoco” di tre giorni per permettere il transito degli aiuti umanitari. Un po’ pochino per una che occupa una poltrona tra le più prestigiose d’Europa: “Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza”. Per fortuna.

Se avesse svolto il suo mandato con dovizia, la Mogherini avrebbe tra l’altro cominciato a “sdebitarsi” con Renzi facendogli fare finalmente la prima bella figura in Europa dopo l’inconcludente “semestre italiano”; a quel Renzi che tanto fece e tanto brigò per imporla ai partner europei. Ma, come dice il vecchio adagio, “Dio li fa e poi li accompagna”. Infatti, proprio nelle ore in cui la Merkel ed Hollande si stavano facendo in quattro per scongiurare l’allargamento del conflitto ucraino, Renzi era all’Expo di Milano a proclamare il 2015 “anno felix” cioè a vendere ancora illusioni a buon mercato agli Italiani.

Dormi sonni beati bella Mogherina, tanto prima o poi tutto si aggiusta. C’è sempre qualcuno che si da da fare al tuo posto e che poi però, alla prima occasione utile, ti presenterà il conto e tu non potrai tirarti indietro. Stai tranquilla che ti hanno già preso le misure e, negli ambienti che contano, sanno già quanto “pesi”.

Continua così il vizio, tutto italiano, di mandare in Europa personaggi di secondo piano e dunque meno adatti al confronto ed allo scontro. Il “quinquennio Prodi” non ha insegnato proprio niente.

Della pochezza e dell’incapacità di reggere cariche istituzionali in Europa ormai ne abbiamo fatto il callo. Un esempio fra tutti è l’agricoltura, settore in cui l’Italia è da sempre stata fortemente “mazzolata” dall’incapacità di tutta una serie di nostri rappresentanti europei e dai vari ministri dell’agricoltura che si sono succeduti da quarant’anni a questa parte; personaggi che anno dopo anno sono riusciti a ridurre l’agricoltura italiana ad una Cenerentola.

Gli unici che sono stati all’altezza del compito sono stati soltanto due: Marcora negli anni settanta e Zaia più di recente. Per il resto abbiamo subìto, in Europa, le altrui volontà senza batter ciglio. Ultimo esempio emblematico è la normativa mai nata del “Made in”, attesa fortemente dai produttori agricoli ed industriali italiani, promessa da Renzi prima del semestre italiano e finita, come tutti sanno, in una bolla di sapone.

In conclusione, se non hai idee, se non hai i numeri, se non sei all’altezza del compito, se non te lo ha ordinato il medico, perché vuoi ricoprire certe posizioni apicali? Fai una figuraccia dietro l’altra, non porti a casa niente di buono ed hai fatto perdere tempo a tutti. E’ come se io accettassi la carica di Sommo Pontefice solo perché so recitare il “Padre Nostro”.


Pietro Reina


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