Nuovo aggiornamento
Vignette
Barconi e terrorismo: Alfano rassicura...

Storico Vignette

Lavagna
News > Culture > Si sono fregati anche il tricolore

Si sono fregati anche il tricolore
di Attilio Ossola 16/1/2015
 
 
Si sono fregati anche il tricolore

Una certa retorica Nazionale celebra il 7 gennaio 1797 ( a mio giudizio con errore storico) la nascita del Tricolore. Riporto di seguito parte dell' intervento, fatto dal sottoscritto in Consiglio Comunale a Varese nel 2003. Come allora affermo che il Tricolore nasce a Milano, nell' ottobre 1796.
“E la bandiera di tre colori
Sempre è stata la più bella!
Noi vogliamo sempre quella,
Noi vogliam la libertà.
Tutti uniti in un sol patto
Stretti intorno alla bandiera
Griderem mattina e sera
Viva viva il Tricolor”
( Inno Popolare 1848 - Autore ignoto)
Così il nostro maestro ci faceva cantare spesso e volentieri, non solo in occasione delle feste nazionali ma anche durante le normali ore di lezione, fornendoci inoltre una Sua romantica interpretazione dei tre colori: Verde come le valli, Bianco come la neve , Rosso come il sangue dei caduti per la Patria.
Il maestro delle elementari, volontario in Africa Settentrionale, era probabilmente convinto di questa versione, la storia ce ne ha consegnata un’altra.
Il tricolore è una variante di quello francese, introdotto durante la rivoluzione dai “sanculotti” che portavano oltre al cappello frigio ( simbolo di libertà indossato nell’antica Roma dai liberti) anche le coccarde tricolori : blu e rosso - il blasone della città di Parigi - divisi da una striscia bianca, colore dei Borboni. Il 17 luglio 1789, dopo la presa della Bastiglia, il re Luigi XVI tornò a Parigi ad omaggiare la Comune e qui accettò dalla folla dei manifestanti la coccarda tricolore, quale nuovo simbolo della Nazione. A esportarlo fu Napoleone che, ottenuto l’8 ottobre 1796 il permesso dal Direttorio, lo consegnò il 6 novembre dello stesso anno in piazza Duomo a Milano alla “Legione lombarda -Cacciatori a cavallo”.Il colore blu venne però sostituito dal verde, che nel simbolismo massonico ereditato dai giacobini rappresenta la natura e con essa l’acquisto dei diritti primari , quali l’uguaglianza e la libertà: questa fu la prima sanzione ufficiale del tricolore italiano (così riporta il Dizionario enciclopedico Treccani vol.II, alla voce “Bandiera-storia della bandiera). Con questo vessillo militare la Legione lombarda prese parte, in modo determinante, alla battaglia di Arcole, contro l’esercito imperiale asburgico - novembre 1796 . Il tricolore riportava nella banda bianca oltre alla scritta “Legione lombarda Cacciatori a cavallo” anche il cappello frigio;del cimelio si sono perdute le tracce fino al 1927, quando fu scoperto a Parigi e acquistato dal senatore conte Borletti, che nel 1935 lo donò al capo del governo Benito Mussolini. Nel 1937 il Duce lo consegnò infine al Museo del Risorgimento nella ricorrenza delle Cinque Giornate.
A seguito della conquista dei domini estensi e pontifici , Napoleone indice un congresso tra le città di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio onde studiare le modalità per la Costituzione della repubblica Cispadana; antiche rivalità tra le città impediscono un progetto di federazione, al punto che il 7 -1- 1797 durante il congresso di Reggio, Napoleone per interposta persona impone così costituzione e bandiera tricolore.
Nel Maggio 1797 la repubblica Cispadana si fonde con la Transpadana ( Lombardia sottratta agli Austriaci ) e va a formare la prima repubblica Cisalpina , la bandiera subisce un’inversione di colori: rosso,bianco e verde, nella banda bianca una faretra con le lettere R.C. Durante la seconda repubblica Cisalpina -1800 - nel tricolore il verde precede nuovamente il bianco ed il rosso. A seguito del ritorno dall’Egitto di Napoleone si costituisce prima la repubblica Italiana con Lui presidente, poi il Regno Italico; la bandiera subisce un’ulteriore trasformazione : al centro quadrato verde, inserito in rombo bianco, a sua volta racchiuso in quadrato rosso.
Con la caduta di Napoleone e il ritorno dell’Austria, il tricolore viene messo nel “cassetto” e rispolverato dai patrioti milanesi durante le Cinque Giornate.
A seguito di tanto ardore Carlo Alberto, alla notizia che Milano aveva scacciato gli Austriaci, il 23 marzo 1848 convinto ad intervenire adotta per le sue truppe il tricolore, inserendo nella banda bianca lo scudo dei Savoia ( croce bianca in campo rosso ,bordato di azzurro). Il diritto di fregiarsi della croce, al centro dello scudo, fu concesso a Pietro II di Savoia
nel 1250 da Papa Innocenzo IV per una Sua adesione ad una Crociata, poi mai effettuata per la morte del Pontefice.
Mentre il bordo azzurro è a ricordo di una onorificenza consegnata dal Papa Urbano V ad Amedeo VI di Savoia nel 1366, per aver sostenuto l’imperatore d’oriente Giovanni V Paleologo, contro i Turchi ed i Bulgari. Da allora l’azzurro divenne il colore ufficiale dei Savoia ed è per rendere Loro omaggio che durante la monarchia le federazioni sportive l’adottarono per i colori delle squadre nazionali, tradizione che perdura a tutt’oggi.
Nel 1861 il tricolore divenne il vessillo del Regno d’Italia, in seguito alla proclamazione della repubblica nella bandiera italiana scompare lo scudo dei Savoia. Si sono appropriati anche di quello...viva la Lombardia!


Attilio Ossola


Seguici anche su:


 
Centro studi L'Insorgente © 2012 - 2014

Insorgente.com è la versione on line de “L’Insorgente”
Registrazione Tribunale di Varese n°846
Editore e proprietario “Centro Studi L’Insorgente” C.F. e P.IVA 95056410126