Nuovo aggiornamento
Vignette
Barconi e terrorismo: Alfano rassicura...

Storico Vignette

Lavagna
News > Polititca > Cambiare tutto per non cambiar niente

Cambiare tutto per non cambiar niente
di Cyrano de Bergerac 22/11/2012
 
 
Cambiare tutto per non cambiar niente

Poiché queste colonna si sono sempre adoperate per un radicale cambiamento della società, bisogna essere onesti.

Oggi la struttura portante del “sistema” è più solida che mai, nonostante la crisi.

Non è un caso che proprio la crisi economica, generata (come è noto) da finanzieri e banchieri spregiudicati, sia governata proprio da sodali delle banche e della grande finanza.

I mezzi di informazione hanno convinto la popolazione che solo tecnici o economisti (cioè chi ha causato il danno) possano riparare il danno stesso, anche perché i partiti hanno fatto di tutto per dimostrarsi inaffidabili.

Nonostante ciò e le pressioni dello “spread”, oggi, esiste ancora un sistema di democrazia rappresentativa che non può fare a meno della politica.

Ne consegue che la gente (poca o tanta) andrà comunque a votare.

A causa di ciò il sistema deve tutelarsi, deve escludere sorprese.

In questo clima, l’operazione di sopravvivenza del sistema comprende la delegittimazione dei politici agli occhi della massa, politici che hanno comunque colpe enormi e la salvezza di coloro che si sono dimostrati veri servitori dello stato.

L’operazione prevede che alcuni politici disonesti (ma solo alcuni, tra i tanti ladri) diventino il caprio espiatorio e vengano messi al bando o ingiuriati.

La stessa operazione prevede anche che i pochi politici onesti vengano, invece, sputtanati, magari attraverso le “cazzate” combinate, nella vita privata da costoro, e dai loro familiari, oppure semplicemente venga generata, nei loro confronti, una diffusa invidia a causa degli ingenti stipendi e dei privilegi collegati alla carica.

Nessuno, però, dice che la verità cioè che i politici sono lo specchio della società.

Ma i potenti non possono ammetterlo perché non possono permettersi di veder demolita la loro struttura di potere: possono defenestrare qualche loro vassallo dal basso peso specifico, dare in pasto qualche politico all’opinione pubblica, ma possono solo dare un mano di intonaco alla struttura.

Quest’operazione di facciata prevede, quindi, un ricambio della classe politica “spingendo” soggetti selezionati nell’industria e dall’economia oppure cooptati proprio perché tanto ambiziosi quanto innocui (i servitori dello stato di cui sopra).

Un’operazione gattopardesca: “se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” .

In questa situazione, il nostro compito è quello d’essere le sentinelle, rispetto alla partita in corso.

Di certo, qui nessuno si straccerà le vesti se una buona fetta dei politici di professione verrà spazzata via: costoro sono i carrieristi cioè coloro che, rispetto agli idealisti, si sono piegati, in ragion della carriera, alla ragion di stato, alle logiche del potere, all’affarismo.

Costoro stanno tanto a destra quanto a sinistra, ma con una differenza.

Una volta giunta al potere, una certa sinistra è passata dall’intransigente ideologia alla real politik, dalla dissacrazione al politically correct.

Invece, le destre giunte governo sono balzate dall’utopia al conformismo, dall’effimera esaltazione della purezza ideologica all’affarismo sfrenato, con una freddezza senza eguali.

Abbiamo visto, in questi anni ed in questi mesi, ogni escamotages pur di stare (o passare) dalla parte del vincitore perché stare col più forte, significa sedersi nei salotti, nelle logge, nei consigli d’amministrazione, avere soldi pubblici da regalare agli amici, avere l’apparente referenza della massa, possedere lauti conti bancari in ogni dove ecc…

Rispetto a tutto ciò, gli apparenti sconfitti sono gli idealisti che, però, non sono falliti, non si sono venduti perché fedeli ai vecchi sogni (chi non capisce pazienza). Secondo un antico adagio della tradizione, “una battaglia perduta è un’avventura spirituale che ha avuto successo”.

Una nuova era sta per iniziare, da qualche parte un uomo nuovo sta nascendo.

Aspettiamo tutti seduti (ed uniti) sulla sponda del fiume.

Per aspera ad astra.


Cyrano de Bergerac


Seguici anche su:


 
Centro studi L'Insorgente © 2012 - 2014

Insorgente.com è la versione on line de “L’Insorgente”
Registrazione Tribunale di Varese n°846
Editore e proprietario “Centro Studi L’Insorgente” C.F. e P.IVA 95056410126