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Dieci anni con un obbiettivo chiaro
di Luca Bertagnon 7/11/2014
 
 
Dieci anni con un obbiettivo chiaro

Il merito più grande in questi 10 anni de L'Insorgente è quello di essere stato capace, progressivamente, di volare alto, anche a rischio, qualche volta, di perdere il contatto con la notizia del quotidiano e con il particolare, magari anche accattivante o pruriginoso, capace di mietere interesse e lettori. La rinuncia ad essere costantemente "sulla notizia" ha consentito al nostro periodico di mantenere fisso lo sguardo sull’obbiettivo finale, senza essere costretto a subire gli sbandamenti e gli scossoni che hanno attraversato e messo a dura prova partiti, associazioni, circoli, legati a diverso titolo al mondo del federalismo, dell’autonomismo e dell’indipendentismo. Sordo al richiamo delle sirene del potere, degli aiuti interessati da parte del politico di turno, dei finanziamenti e degli aiuti pubblici o di partito, L'Insorgente non si è compromesso e non ha virato, in questi 10 anni di vita, dalla impostazione originaria identitaria ed indipendentista, anche a costo di continuare a muoversi a fatica con scarsissime risorse e mosso dalla passione e dalla convinzione dei suoi opinionisti e collaboratori. Il tema che mi interessa riprendere in occasione di questo fondamentale traguardo del decennale è proprio quello dell’autodeterminazione quale naturale approdo ad un acquisito senso di identità e di appartenenza.


Scopo de L'Insorgente infatti non è il raggiungimento di una forma di indipendenza politico amministrativa quale che sia, ma piuttosto stimolare un sentimento di appartenenza e di comunità, di passione per la propria terra, di legame con la propria storia e le proprie radici che possa anche sfociare, come naturale conseguenza, con la rivendicazione di maggiore autonomia e con un autentico desiderio di autodeterminazione. Siamo infatti fieri propugnatori di un movimento che origini dal basso e che fondi le proprie radici su una visione comune, ampiamente condivisa, della cultura, dell'economia e del futuro. Essere stati capaci ed avere avuto il coraggio di tenerci al di fuori dalle beghe di partito e dai vizi del movimentismo, ci ha consentito di osservare dall'alto e senza eccessivo coinvolgimento, gli sbandamenti della Lega, le liti fratricide delle varie frange autonomiste, di superare senza traumi la sconfitta degli indipendentisti scozzesi nel recente referendum, ma soprattutto ci ha permesso e ci consente di poter parlare con tutti gli attori che si muovono nell’alveo del variegato fiume dell'indipendentismo europeo, convinti come siamo della necessità di una rifondazione dell'Europa nel rispetto dei Popoli che la compongono, secondo le aspirazioni dei primi propugnatori dell'idea di un'Europa moderna, come Altiero Spinelli.


Se quindi l'obiettivo è chiaro e ben determinato e si sintetizza nell'idea di un'Europa dei Popoli, la strada per arrivarci passa dalla necessità di coltivare e stimolare un senso di appartenenza e di identità che pareva irrimediabilmente sopito ma che, negli ultimi tempi, sembra risorgere prepotentemente sulla spinta delle palesi ingiustizie e sulle sperequazioni di un’Europa di tecnocrati e banchieri; da una crisi economica e di valori senza precedenti, ma soprattutto dalla consapevolezza del fallimento di un modello economico e di sviluppo che prometteva certezze e che sempre di più mostra i propri limiti. Questa la direzione che vogliamo mantenere salda anche per i prossimi dieci anni, con la certezza che assisteremo a memorabili cambiamenti ben prima del compiersi del secondo decennale di vita de L'Insorgente.


Luca Bertagnon


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