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Möia e barnazz amiis inamurà d’un bel camin (molla e pinza amici innamorati d'un bel camino)
di Diana Ceriani 7/11/2014
 
 
Möia e barnazz amiis inamurà d’un bel camin (molla e pinza amici innamorati d'un bel camino)

Il freddo ora cominciano a sentirlo anche le piante, che iniziano il rito dello spoglio invernale lasciando cadere foglie morte, prima di un lungo sonno indispensabile e ristoratore. Cominciano a sentirlo gli animali selvatici: c’è chi si prepara le conserve, chi sente che è ora di andare in letargo, chi migra, per svernare in luoghi caldi. L’uomo si prepara un giaciglio caldo e poetico. Dopo aver fatto scorta di legna e aver pulito come si deve la canna fumaria si gode la fiamma della sopravvivenza al rigore che lo aspetta.

Il fuoco…..
Sostituito da invisibili,
insidiosi produttori di calore immediato,
senza riti di accensione,
senza poesia dell’osservazione
di una fiamma giallo oro poi arancione,
del lento spostarsi dei legni in combustione.
Il fuoco compagno da millenni di freddi e lunghi inverni.
L’uomo lo ha dominato,
gli ha fatto una nicchia e lì lo ha posizionato,
ha creato un buco e lì il fumo ha incanalato,
e strumenti di lavoro come la “molla” (moeia) e la paletta per la cenere (barnazz) che
amichevolmente si danno una mano e i turni nel tener viva la fiamma del
camino.
Un camino così necessario da essere quasi poetico
ed incantatore… simbolo di unione ed amore.

Möia e barnazz
in dü amiis
inamurà d’un bel camin.
Ul prim sa vérd
per sbrascià sü
un tocch da legn par fal pizzà
Dopu sa taca lì
un pu visin
par vardà mei se gh’è bisogn
E intant che ur föch
l’è ammò pizz
al möv pian pian l’ültim bel toch.
I so padrun
van a durmì
e pö anca ur föch sa smurzarà

E al matin
par pizà ammò
la scèndra l’è da tirà via
Riva ur barnazz
l’è tüc cuntent
ciapa la scèndra svöia ul camin
Ammò un zich spurch va da la möia
a vardà ur föch ch’el sé pizzà
Mama che bell
vardà ur camin
che cascia cald
e fa la lüs
L’è grasie a lur
möia e barnazz che gh’è un bel föch cal scalda ul cör.

Molla e paletta sono due amici innamorati di un bel camino, il primo si apre per abbracciare un pezzo di legno e farlo accendere. Poi si appende lì, un po’ vicino, per vedere meglio se c’è bisogno, e mentre il fuoco è ancora acceso muove lentamente l’ultimo bel pezzo di legna. I suoi padroni vanno a dormire, poi anche il fuoco si spegnerà, al mattino per accenderlo di nuovo c’è da togliere la cenere. Arriva la paletta, è tutta contenta, prende la cenere e svuota il camino. Poi ancora sporca va dalla molla e guarda il fuoco che si accende. Mamma che bello guardare il camino che da calore e fa luce, è grazie a loro, molla e paletta, che c’è un bel fuoco che scalda il cuore.


Diana Ceriani


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