Nuovo aggiornamento
Vignette
Barconi e terrorismo: Alfano rassicura...

Storico Vignette

Lavagna
News > Opinioni > Referendum in Scozia

Referendum in Scozia
di Luigi Zanzi 23/10/2014
 
 
Referendum in Scozia

Intervengo “a caldo” in commento, quale vecchio militante “federalista”, sull’esito del referendum in Scozia: so di essere forse una voce “fuori dal coro”, ma sono profonda-mente deluso per la prevalenza del “no”. In parte me l’aspettavo: ma confidavo anche sulla capacità della “regione” scozzese di resistere al mercimonio praticato in maniera più che mai grossolana e ricattatoria da parte dello stato nazionale inglese. Invece, pur-troppo, anche in Scozia è mancata una capacità politica che sapesse fare della rivendica-zione “regionale” non un passo indietro, ma un passo in avanti verso l’Europa. È lo stesso fatale errore che hanno commesso e che commettono i “leghisti” della Padania, gli autonomisti Catalani, Baschi, Provenzali, e così via. L’Europa che volevano i “pa-dri” era un’Europa nuova, diversa da una somma di stati nazionali ridotti ormai, come giudicava Luigi Einaudi, ad essere “polvere senza sostanza”. Quei “padri”, ed io con lo-ro, sognavano un’“Europa delle regioni”, per la quale tuttora mi batto instancabilmente.


Vittime di tale insipienza politica, gli Scozzesi indipendentisti hanno perso la partita. Tuttavia l’appuntamento non può considerarsi mancato per sempre. Sta di fatto che lo stato nazionale d’Inghilterra ha mostrato in evidenza tutta la sua debolezza, tutta la sua inconsistenza, al punto tale che si è arrivati soltanto a far “mercato” dell’appartenenza nazionale. Questi stati nazionali sono una rovina per l’Europa: non vogliono cedere so-vranità, e si reggono soltanto perché si puntellano l’un l’altro con alcune intese comuni-tarie (prevalentemente sulla moneta comune). Sono convinto che se si vuole arrivare a fondare uno stato federale in Europa occorrerà passare attraverso molteplici rivendica-zione di indipendenza “regionale”, così da formare una federazione di stati regionali in Europa. In questa prospettiva mi ha profondamente deluso chi, come ad es. Manuel Bar-ros ed Enrico Letta, ha evidenziato il rischio che se avesse vinto l’indipendentismo scozzese sarebbe stata una rovina perché in altri stati nazionali si sarebbe prodotto il “contagio”.


Costoro, incapaci di lotta “federalista” in una prospettiva “à la Spinelli”, non hanno ancora capito che gli stati nazionali sono gli avversarî dell’Europa politica-mente unificata. Finché tale insipienza politica regna al vertice d’Europa, c’è poca spe-ranza di fondare uno stato federale. C’è solo da sperare che l’indipendentismo “regiona-lista” sappia aprirsi alla prospettiva dell’Europa, abbandonando la propria cecità “locali-stica”; e che nuovi vertici europei sappiano aprirsi alle “regioni”.


Luigi Zanzi


Seguici anche su:


 
Centro studi L'Insorgente © 2012 - 2014

Insorgente.com è la versione on line de “L’Insorgente”
Registrazione Tribunale di Varese n°846
Editore e proprietario “Centro Studi L’Insorgente” C.F. e P.IVA 95056410126