Nuovo aggiornamento
Vignette
Barconi e terrorismo: Alfano rassicura...

Storico Vignette

Lavagna
News > Culture > “Spleen et Idéal”

“Spleen et Idéal”
di Sabina Sartori 5/6/2014
 
 
“Spleen et Idéal”

Tutto quanto di più negativo esista al mondo, questo è ciò che Baudelaire definisce “Spleen”. Un universo di sensazioni, sentimenti, paure, qualunque cosa rimandi a un mondo di negatività, tristezza, male di vivere racchiuso in una sola parola, un solo concetto che può manifestarsi in mille modi e aspetti.


I poeti sono definiti maledetti proprio dalla società in cui vivono, che li reputa inutili e dunque un inutile peso da mantenere, parassiti che vivono sulle spalle di chi fatica per guadagnarsi da vivere. L’arte è un passatempo che non produce nulla di concreto, andrebbe abolita per concentrarsi sulla produzione, sopravvivere, vivere per seguire la monotona routine della vita che ci riduce al livello di bestie, lavorare, mangiare , dormire e ricominciare, tutto il resto è inutile: le emozioni, il bello di vivere, assaporare ogni gesto, nulla ha importanza in un mondo in cui il dio denaro regna sovrano. Basandosi su questa considerazione Baudelaire nel 1857 compone “ L’Albatros”, poesia appartenente alla raccolta “Les Fleurs du Mal”, (i fiori del male). Qui esprime in modo molto preciso la condizione del poeta, paragonandolo all’albatro, uccello magnifico ed estremamente elegante in volo ma terribilmente goffo quando tenta di muoversi a terra, egli infatti si sente forte e potente mentre compone, dalle persone “normali“ viene invece lasciato in disparte e deriso, se non umiliato e considerato un inutile fardello.


“Idèal” è invece l’insieme delle condizioni che permettono al poeta di fuggire dallo spleen, idéal è la natura del poeta, che come l’albatro si libra in volo e manifesta tutta la sua magnificenza, tende all’infinito, alla conoscenza, alla bellezza, cercando di non farsi catturare dagli esseri umani che non sanno apprezzare l’arte e si accontentano di vivere nella mediocrità per paura di aprire i loro animi alle emozioni, alla gioia e staccarsi così da quella realtà monotona che essendo tale dona loro sicurezza.


Io penso sia interessante provare a identificarsi nell’albatro, tendere a qualcosa di più elevato, qualunque sia il nostro livello di partenza, mai fermarsi, mai accontentarsi, alzando le mani al cielo ci sarà sempre un punto che non riusciamo ancora a raggiungere, tendiamo a quello, senza paura, perché appena ci fermeremo diventeremo goffi come l’uccello che è imprigionato a terra! Impariamo a volare…!


( C. Baudelaire)


“Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage
Le navire glissant sur les gouffres amers.


A peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d'eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule !
Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid !
L'un agace son bec avec un brûle-gueule,
L'autre mime en boitant, l'infirme qui volait !

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l'archer ;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.”

“Per dilettarsi, sovente, le ciurme

Catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
il bastimento che scivolando va su amari abissi.


E li hanno appena sulla tolda posti
che questi re dell'azzurro abbandonano,
inetti e vergognosi, ai loro fianchi
miseramente, come remi, inerti,
le candide e grandi ali.

Com'è goffo
e imbelle questo alato viaggiatore!
Lui, poco fa sì bello, come è brutto
e comico! Qualcuno con la pipa
il becco qui gli stuzzica; là un altro
l'infermo che volava, zoppicando
mima.
Come il principe delle nubi
è il poeta che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell'arciere: ma esiliato
sulla terra, fra scherni ,
le sue ali di gigante gli impediscono di camminare.”


Sabina Sartori


Seguici anche su:


 
Centro studi L'Insorgente © 2012 - 2014

Insorgente.com è la versione on line de “L’Insorgente”
Registrazione Tribunale di Varese n°846
Editore e proprietario “Centro Studi L’Insorgente” C.F. e P.IVA 95056410126