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Perchè l'abito tradizionale?
di Diana Ceriani 16/5/2014
 
 
Perchè l'abito tradizionale?

Lo sapete come mi è venuta l'idea? Un giorno comune, in una strada comune e poco affollata, vistosamente è apparsa una donna di colore con un vestito tradizionale africano. Bellissimo, colori brillanti e luccicanti, davvero meraviglioso. Camminava fiera delle sue origini ed io l'ho ammirata molto per la sua disinvoltura nel portare quell'abito per noi così insolito. Mi sono detta: perchè non farlo anch' io? Perchè in un mondo pieno di colori meravigliosi non mostrare le proprie radici? L'ho voluto fortemente. Mi è bastato fare una breve ricerca e rielaborarlo a seconda delle mie esigenze e in generale delle esigenze moderne. Come tutto ciò che è intramontabile, di fatti, reputo che l'abbigliamento identitario, quello insomma che distingue un popolo da un altro, per essere adoperato in ogni situazione con disinvoltura si deve evolvere. Sono molto tradizionalista, è vero, ma credo anche in un'approccio tradizionale moderno e al passo con i tempi, non rigido e pesante. Nella mia rielaborazione personale, sottolineo non fedele all'originale per scelta, ho tolto gli zoccoli tipici. Bellissimi e caratteristici ma terribilmente scomodi alla guida, squadrati e direi anche introvabili. gli Artigiani che fanno zoccoli originali sono rarissimi e quindi il vestito con essi avrebbe avuto difficoltà a diventare una moda comunemente portata.


Li ho sostituiti a scarpe con fattura classica e tacco basso e squadrato (anche per essere comoda per andare a fare la spesa o ballare!) in quanto, dopo una breve ricerca fotografica, ho notato che questo tipo di scarpe veniva utilizzato comunemente con i nostri vestiti tradizionali nel secolo scorso. Ho tolto anche ciò che veniva portato sotto. Davvero scomodi e superflui sarebbero stati mutandoni e sottogonne, non adatti di certo, come si può immaginare, alla vita moderna. Ho tolto il cestino, a me piace molto, ma il mio scopo è quello di lanciare una moda generica. Il cestino saprebbe troppo di campagna e sarebbe scomodo da portare in giro. Ciò che ho lasciato del vestito originale è ben poco. Caratteristiche distintive e simboliche come l'abito con la pettorina allacciata davanti, la camicetta femminile e il grembiule. Con un vestito così ridotto all'osso si potrebbe stare tutto il giorno in ufficio o addirittura farsi comodamente due passi in centro senza che dia fastidio. Questo era il mio obiettivo: un simbolo alla portata di tutti che dimostri l'appartenenza alla nostra terra. Però la raggera... l'introvabile e insostituibile raggera... quella proprio non l'ho potuta eliminare. Il simbolo della Lombardia. Senza di essa sarebbe stato un vestito caratteristico di tutte le regioni. Come fare? Dovete sapere che sono una grande tirchia. E comunque, se devo rimanere fedele all'idea originale di mettere un vestito davvero alla portata di tutti avrei dovuto rielaborare anche quella. E' stato un lavoro lungo e faticoso cercare chi mi potesse confezionare a prezzo modico una raggera simile all'originale ma molto più semplice da indossare.


Mi è venuto in aiuto mio marito che sa lavorare il metallo. Me l'ha fatta unica, in alluminio, materiale ancora più povero dell'ottone con cui veniva confezionata l'originale. Ci tenevo al simbolo. Il numero degli spadini doveva corrispondere all'età del fidanzamento, quindi ne ha fatti 19 più 2 lavorati che simboleggiano gli anni di matrimonio (che quest'Anno sono 22). Ammetto che se non c'era lui non sarei probabilmente riuscita nell'intento di avere una raggera unica e "moderna". Faccio quindi un appello a chi lavora il metallo, anche per passatempo.


Noto un ritorno graduale alla riscoperta dell'abito tradizionale. Ho visto fotografie di molte donne comuni che, per fortuna, cominciano a portare con orgoglio l'abito distintivo della loro Regione. Create dei prototipi semplici, economici, alla portata di tutti e facili da indossare. La raggera va rilanciata in chiave moderna. E' il simbolo della Lombardia e vorremmo portarla semplicemente con orgoglio. Grazie!


Diana Ceriani


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