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Il grifone
di Agilulfo 28/2/2014
 
 
Il  grifone

Sospeso tra la terra e l’aria, signore dell’una e dell’altra, il grifone è una delle più importanti figure dell’araldica medievale e, segnatamente, longobarda, ma le sue origini sono più antiche e, per molti tratti, misteriose.

Di solito è rappresentato con testa e zampe anteriori di aquila, corpo e zampe posteriori di leone, a volte anche di cavallo. Con le zampe anteriori, artigliate, afferra la preda e col grande becco la dilania. Il grifone, unisce la terra al cielo ed è il custode della Divinità, a cui nessuno accede, senza il suo tramite. Giustizia, purezza di ideali e libertà sono le sue parole guida. Nemico della corruzione e dell’ipocrisia, riconosce il Nemico, spesso rappresentato in forma di caprone deforme o porco lanuto, e lo distrugge, straziandolo.

Il grifone è figura dei liberi popoli della terra, i cui movimenti si orientano sul moto del sole e degli astri. Già per gli Ari persiani il grifone era lo stendardo di battaglia e, come tale, si ritrova presso altri popoli indoeuropei antichi.

Le terre longobarde ne fecero uno dei propri simboli, spesso ricorrendo alla figura del grifone sdoppiato: una coppia di grifoni che regge un altro simbolo, quale, ad esempio, la croce di san Giorgio. Non manca neppure la coppia di grifoni che custodisce l’Irminsul, l’albero della Vita, spesso e col passare del tempo sempre più posto in correlazione con la Croce.

Non è chiaro, del resto, se la simbologia del grifone sia arrivata ai Longobardi attraverso i loro contatti con le popolazioni sarmatiche, mentre, nel loro lungo peregrinare da Nord a Sud, si dirigevano verso la penisola italiana (e, dunque, abbia un’indiretta origine ario-iranica) o se esso derivi dalla loro fede religiosa ariana. Prima di convertirsi al cattolicesimo, infatti, i Longobardi erano ariani, convinti, cioè, che Cristo non fosse pienamente Dio, ma il custode e il tramite della Divinità. Essi, peraltro, mantennero questa simbologia anche dopo la loro conversione, l’ultima tra quelle dei popoli germanici dell’Occidente.

Ovunque, nelle terre a sud delle Alpi e sino ai ducati meridionali di Spoleto e di Benevento è presente questo simbolo: nei portali delle chiese e delle abbazie, sull’architrave di ponti e castelli, sui capitelli di colonne e pilastri, bandiera di identità e libertà, scolpita nel marmo e nella pietra.


Agilulfo


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