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La sfida impossibile di SUPER-MATTEO riformare un paese non riformabile
di Luca Bertagnon 28/2/2014
 
 
La sfida impossibile di  SUPER-MATTEO riformare un paese non riformabile

A volte, nella palude della politica italiana, caratterizzata dalla mediocrità di grigi professionisti tutti protesi al proprio tornaconto e alla propria pensione, irrompono personaggi fuori dal comune i quali, se non vengono subito riconosciuti, marginalizzati ed espulsi, riescono a lasciare un segno, salvo poi essere inesorabilmente fagocitati dal mare melmoso che li circonda. E’ accaduto a Silvio Berlusconi, a un autentico patriota come Umberto Bossi, a un estroso come Marco Pannella e allo stesso Beppe Grillo. Ultimo della lista dei ‘leader’ sembra davvero essere Matteo Renzi, che è riuscito ad emergere dal partito apparentemente più immobile e conservatore presente nel panorama politico italiano: il PD.


Non solo è emerso, ma si è letteralmente preso il partito, imponendo uno scrollone tanto violento da aver determinato un significativo ricambio della stessa classe dirigente, da tempo mummificata ed inebetita di fronte alle continue sortite del nemico Berlusconi. L’operazione Renzi ricorda un po’ quello che fece Craxi (altro politico con la caratura da leader) con il PSI di Pietro Nenni, svecchiandolo e portandolo al centro della scena, fino a farlo diventare fondamentale ago della bilancia per il governo. Il ‘miracolo renziano’ compiuto con il PD, gli sta portando molte simpatie e molti di coloro che sono disposti ancora a sperare, rivolgono i loro auspici nel ‘nuovo’ Matteo Renzi il quale, interprete delle aspettative che si concentrano su di lui, ha subito enunciato un inverosimile programma riformatore, che nemmeno l’istrionico e scoppiettante Silvio dei tempi migliori avrebbe mai avuto l’ardire di proporre con una tempistica tanto serrata.


Ma Matteo, il leader, è talmente galvanizzato e sulla cresta dell’onda, che può permettersi anche queste surreali sparate e chi vede in lui l’ultima residua possibilità di cambiamento sembra disposto a concedergli qualche promessa un po’ sopra le righe, con la prospettiva che si realizzi almeno una minima parte del roboante programma riformatore enunciato. Tra i nomi citati troviamo due categorie di leader: quelli che vogliono cambiare radicalmente l’assetto statuale (come Bossi, Grillo e in parte Pannella) e quelli disposti ad operare con il sistema vigente, riformandolo profondamente (Craxi e Berlusconi). Beninteso che a cambiare sul serio non ci è mai riuscito nessuno, Renzi sembra appartenere alla categoria dei riformatori del sistema dall’interno, a istituzioni vigenti, e soprattutto con il sostegno del blocco di potere finanziario dominante. Peccato per Lui che l’unico vero, insormontabile ostacolo che il neo leader troverà sulla propria strada è proprio la non riformabilità di questo Paese. Riformare l’Italia vorrebbe dire innanzitutto tagliare il sistema di privilegi, di sprechi di parassitismo dilagante che ormai si è impadronito dello Stato, della Pubblica Amministrazione, della Società Civile e probabilmente anche di quella parte produttiva che cerca, stremata, di resistere ad ogni costo. Tutti capiamo che non è un problema di legge elettorale e ormai neanche più di governabilità. E’ un problema di corruzione e di eccesso burocrazia, due facce della stessa medaglia con l’effetto combinato di deprimere la libera iniziativa e l’intrapresa. In Italia vige uno stato di corruzione, e quindi di parassitismo, talmente dilaganti, nei quali, oltre ai singoli opportunisti, sguazzano mafie e poteri finanziari globali. Una corruzione tanto radicata da essersi impadronita del sistema burocratico, che con il suo proliferare di norme e di regole, che teoricamente dovrebbero arginare l’illegalità, è il primo alleato del malaffare. Siamo di fronte ad un livello di decadimento talmente radicato e profondo da non essere più riformabile, soprattutto nel momento in cui chi dovrebbe fare le fantomatiche riforme (la classe politica) è la prima a sguazzare nel sistema malato. L’ipotesi riformatrice è quindi un’opzione aleatoria … buon lavoro Super-Matteo!


Luca Bertagnon


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