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Carnevale
di Diana Ceriani 17/2/2014
 
 
Carnevale

Quante cose ci sarebbero da dire sull’argomento!


Insieme alla giöbia, infatti per noi Bosini, il Pin Girometta è un simbolo di appartenenza ben radicato, con tradizioni precise che si rinnovano puntuali, parte di esse sin dal 1700, altre più recenti dagli anni cinquanta del secolo scorso.


Tradizione vuole infatti che il “vero” Pin Girometta, sia vissuto a Varese proprio nel 1700, e che girasse come venditore ambulante la val Bossa vendendo tutto ciò che alle massaie serviva per cucire oltre a un piccolo portafortuna da lui creato, appunto la Girometta e soprattutto regalando tanto buon umore essendo estroso, simpatico e divertente. Amava fare scherzi e girava vestito in modo ai tempi molto originale. Sarà per queste caratteristiche che la sua fama lo ha portato con un passa-parola durato secoli, fino ai giorni nostri. Ma chi diede un volto ed un immagine a questo mito, fu Giuseppe Talamoni, un grande artista varesino, cultore della tradizione e creatore di molti componenti di essa in quanto estroso pittore e appassionato scrittore e poeta dialettale. Nel 1956 fu indetto un concorso al fine di scegliere la maschera tipica di Varese, quella che rappresentasse in modo più significativo la nostra città nel periodo carnevalesco. Talamoni partecipò a questo concorso presentando un disegno in cui figurò il suo Pin Girometta, simpatico e colorato con una girometta in mano, una lunga storia alle spalle e un sorriso ironico e attuale. Il concorso (ovviamente) lo vinse e l’inconsapevole Giusepin detto Pin Girometta divenne, per mano di un suo grande omonimo, il simbolo della nostra bella città, vestendo già due personaggi con il suo costume caratteristico (l’indimenticabile Enrico Vanetti e l’attuale Loris Baraldi), sfidando il tempo che corre e la vita che cambia. Meno male che almeno la tradizione resta!!







PIN GIROMETTA


Gh’è stai un sciur minga tanti ann fa
che par Vares nostra Cità
Cunt ul penèl verd e marun
l’ha disegnà sura a ‘n cartun…
Giüsepin, sa po’ dì Pin,
c’al girava par Vares
l’era un om cont ul balin
da fa divertì la gent
l’è nasü in dul setcent
quand a gh’era pooc o nient
al faseva un quai dispet
e l’vendeva i girumet….
-Pin Girometta ven scià in da mi
a cüntà sü un quei coss par rid
Pin Girometta se te le ghet
na girometta te me la det?
-ma vulentera vegni da tì
lasum pensà sa gò de dì
una sturiela da osteria
e la girometta portala via.
-oh caro Pin, g’ho poc danè
ciapa un pulastar dal me pulé
-grasie infinite, cara Martina,
ma preferissi una gaina
podi ciapala par piasé?
A l’è ammò mei dei to dané!
A l’è nassü un persunagg
che ul Talamoni l’ha disegnà
cunt i culur del nostar Vares
maschera alegra e senza pretés

PIN GIROMETTA


C’è stato un signore non molti anni fa
Che per Varese nostra Città
Con il pennello verde e marrone
Ha disegnato sopra ad un cartone
Giuseppino si può dire Pin
gironzolava per Varese
Era un uomo con l’estro
per far divertire la gente
È nato nel ‘700
quando c’era poco o niente
Faceva qualche dispetto
e vendeva le giromette
-Pin Girometta vieni da me
a raccontare qualche cosa di divertente
Pin Girometta se ce l’hai
la girometta me la dai?
-Ma volentieri vengo da te
fammi pensare cosa posso dire
Una storiella da osteria
e la girometta portala via
-Caro Pin ho pochi soldi
prendi un pollo del mio pollaio
-Grazie infinite cara Martina
ma preferisco una gallina
Posso prenderla per favore?
E’ persin meglio dei tuoi soldi
E’ nato così un personaggio
che Talamoni ha disegnato
Con i colori della nostra Varese
maschera allegra e senza pretese


Diana Ceriani


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