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L’ineluttabilità di uno scopo
di Luca Bertagnon 17/2/2014
 
 
L’ineluttabilità di uno scopo

Ognuno di noi subisce quotidianamente una dose di ingiustizie, che provoca frustrazioni ed arrabbiature, compensate a loro volta da soddisfazioni e successi, in un equilibrio che ci consente di sopportare e andare avanti. Su questa formidabile capacità di adattamento e sulla propensione degli uomini a trovare di volta in volta un nuovo equilibrio, si basano le dinamiche sociali e di potere. In particolare chi detiene la leadership, e quindi il potere, è consapevole del fatto che, alzando con gradualità l’asticella delle proprie pretese, riesce a fare in modo che la società si adatti progressivamente al nuovo status, fino a traguardi di consenso, sopportazione e condivisione che, visti dall’esterno, appaiono impensabili.

Mi ha sempre impressionato la capacità di adattamento degli Ebrei nell’accettare supinamente e senza essere in grado di organizzarsi e ribellarsi, i soprusi del regime nazionalsocialista di Hitler. Lo stesso vale per le angherie che certi vescovi o signorotti in epoca medievale imponevano ai propri sudditi: umiliazioni e rapine. Umilia il tuo suddito ed inibirai ogni stimolo di ribellione, portagli via quasi tutto in modo che abbia come primo pensiero quello della sopravvivenza, lasciandogli comunque l’illusione di sopravvivere dignitosamente. E’ superfluo sottolineare come un esercizio del potere in termini di sottomissione e di rapina generi enormi benefici ad una élite privilegiata, ma al contempo risulti depressivo per la società, fino ad un punto in cui la situazione diviene talmente insostenibile da portare alla ribellione o alla sopraffazione da parte di altri potentati confinanti.

A ognuno di noi il compito di un laico esame di coscienza per capire il livello di frustrazione, sopraffazione ed umiliazione cui siamo quotidianamente sottoposti. A ognuno il compito di misurare l’entità della rapina quotidiana da parte di un potere statuale che sembra non essere più in grado neppure di offrire adeguati servizi basilari, dovendosi appoggiare sempre più sul volontariato e sulla buona coscienza dei singoli. A ognuno la valutazione sul fatto di essere realmente entro un sistema democratico di garanzie nel quale tutti concorrono al benessere generale e alla crescita sociale, piuttosto che in una democrazia di facciata dietro alla quale un’oligarchia massonico/finanziaria sacrifica crescita e benessere sociale per allargare la forbice a proprio vantaggio tra una minoranza di privilegiati ed un popolo sempre più in difficoltà.

La consapevolezza di leggere il contesto entro cui siamo immersi, con i suoi rapporti di potere e le sue palesi o occulte ingiustizie è un primo passo indispensabile, ma non sufficiente. L’elemento capace di suscitare nel popolo il necessario impeto di dignità e di ribellione non è solamente lo stato di prostrazione o di difficoltà, ma è piuttosto la presenza di un SOGNO, di una PROSPETTIVA, della convinzione di buttare tutto per aria con l’aspettativa di un futuro migliore. Sono profondamente convinto delle enormi potenzialità del popolo Lombardo, Insubre ed in genere dei popoli della Regione Alpina, ma sono anche conscio dei valori soffocati ed inespressi dei tanti popoli che compongono la Nostra Penisola, al pari dei popoli dell’Europa con i quali abbiamo più motivi di condivisione e fratellanza che di divisione e conflitto.


Solo superando la visione miope degli stati nazionali e di un’europa di tecnocrati, finanzieri e burocrati, riusciremo a ritrovarci come popoli, con la nostra identità, le nostre ispirazioni, la voglia di risorgere assieme, per noi e per i nostri figli, alleati e federati in una grande casa comune di libertà di storia e di civiltà.

Questa è l’Europa dei Popoli che sognamo! Questo è l’unica prospettiva per cui valga la pena di impegnarsi, fuori dai paradigmi di destra e sinistra dietro ai quali si nasconde da troppo tempo l’oligarchia al potere per confondere, soggiogare ed ammansire le genti che abitano il nostro meraviglioso continente.


Luca Bertagnon


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