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Il terrorismo e il nord
di Sergio Bianchini 31/1/2014
 
 
Il terrorismo e il nord

Cominelli Giovanni è stato uno dei capi del Movimento Studentesco Milanese. E’ stato tra quelli che, dopo la prematura morte, nel 1975, del capo carismatico Salvatore Toscano, operò per il progressivo distacco del MS dal terreno dell’antagonismo antistatalista e quindi dalle probabili derive terroristiche allora dilaganti. A seguito della fiction della RAI”gli anni spezzati” ha scritto varie considerazioni sul terrorismo in Italia che allego in calce. Le analisi sugli anni di piombo sono sterminate ed ormai ininfluenti.


Non aiutano a capire come nacque, attraverso le convulsioni di quegli anni, la nuova classe dirigente italiana, costituita da un blocco sociale e politico ancora dominante che io chiamo centromeridionalismo. In tutte le analisi del terrorismo curiosamente si salta un aspetto che a mio parere risulta decisivo per comprendere quegli anni: perchè tutti i capi dell’”antagonismo” confluirono su Milano? Negri, Scalzone, Piperno, Curcio, Viale, Sofri,Pietrostefani. E bollivano di rabbia nel vedere che non riuscivano a vincere l'egemonia del MS,il movimento degli studenti della università statale di Via Festa del Perdono che era assolutamente egemone in quasi tutti gli Istituti Medi di Milano. Il MS era diventato famoso in tutta Italia per il suo servizio d’ordine organizzato per squadre, con un capo ed una disciplina”proletaria” cioè tosta e indiscussa. Questo servizio d’ordine serviva a dare la caccia ai fascisti e a disciplinare le manifestazioni con una capillare opera di purificazione sia da provocatori interni che di aggressori esterni e di contrattacco in caso di minacce della polizia. A fronte di questa potenza militare era però ben saldo nell’MS Milanese il concetto del primato della politica che Alberganti e De Grada, due anziani ex partigiani comunisti rimasti stalinisti e perciò emarginati dal PCI, ben rappresentavano nel loro lavoro di guide indiscusse ideali e morali del movimento.


Nella situazione esplosiva del 68 e del dopo bombe di Piazza Fontana la loro impostazione, che oggi si potrebbe definire vetero comunismo filosindacale, si proponeva di fatto come un argine alla deriva terroristica e come un approccio molto volitivo ma sostanzialmente democratico e legalitario. Questa “stranezza” del movimento Milanese che si espandeva a macchia d’olio in tutte le città del Nord ( ostacolato solo con equilibrismi lessicali da Avanguardia Operaia) e poi anche in aree del meridione, richiede una riflessione specifica per chi si occupa di storia del terrorismo. Il terrorismo nacque a Milano come frutto della convergenza di forze della “contestazione” che a Milano e nelle scuole e nei giovani erano minoritarie e si allearono contro l’egemonia culturale dello stalin-maoismo, vetero ma efficace, e sostanzialmente, anche se robustamente, legalitaria. Nacque in quegli anni a mio parere il blocco centromeridionalista. A Milano tutti volevano il caos permanente. Dalla Calabria Mancini, vecchio capo socialista appoggiava Piperno e dintorni, quello della “geometrica potenza”. Il Comunista romano Tronti era il sostenitore teorico, l’evangelista, di Potere Operaio che con Scalzone e Negri dava le direttrici teoriche della violenza diffusa e dell’antagonismo di tipo nuovo. Tutti a casa loro (per lo più centrosud) erano pochissimo attivi ma volevano far deflagrare Milano. Il centromeridionalismo invase in maniera molecolare anche l'MS ma non divenne mai egemone perchè il comunismo terzinternazionalista vedeva l'alleanza nord sud sotto il ruolo guida del nord, e questo concetto era troppo solido e radicato.Inoltre era accettato anche dai meridionali non assistenzialisti che erano venuti al nord considerandolo il luogo guida dei grandi eventi nazionali e la finestra sul mondo. L'Italia centrale e meridionale fu assolutamente immune dalle lotte studentesche di massa. Il sud, dopo la rivolta fascista di reggio calabria fu catturato dal sindacalismo a suon di milioni di pensioni false e di sostegno a finti agricoltori. In pochi anni si sinistrizzò. In quegli anni si costrui quel sentire comune ANTICAPITALISTA ITALIANO cioè della universale complicità contro il “riccastro” del nord freddo ed egoista e specialmente contro la piccola e media impresa del nord , del sciur brambilla dedito solo al lavoro e “giustamente” cornificato dalla moglie. L’apparato statale(magistratura, polizia, carabinieri) che difendeva un po’ il sciur Brambilla allora c’era ma era già in crisi e senza prospettive. Cominciarono i sequestri di persona a ripetizione, le occupazioni di case, lo scontro permanente nelle scuole e le agitazioni sindacali permanenti. La classica opposizione comunista e sindacale del nord che era sempre stata presente seppur minoritaria rispetto al dominio DC-Chiesa-Confindustria,ed aveva sue caratteristiche pacifico-legalitarie, finiva sempre sotto processo nelle quotidiane assemblee politiche per la sua tendenza al compromesso. E la nuova cultura “NAZIONALE” ( giudiziaria, filosofica, sindacale,ecc) anticapitalistica ma in realtà antinordica avanzava con incredibile energia e determinazione. Ancora oggi Adriano Sofri , pluriCONDANNATO PER OMICIDIO, fa l'ospite d'onore al palio di Siena ed è l'uomo amato dal cattocomunismo toscano che è alla base dell'attuale e contradditoria spinta renziana.


Povero Bersani, ultimo erede del comunismo con testa e cuore nordici! Renzi è comunque ormai l’unica spinta vitale seppur contradditoria dell'annichilito centromeridionalismo. Questo comune sentire centromeridionalista ha vinto e opera ancora oggi in tutto l'apparato dello stato che vuole( col pieno consenso dell'opinione pubblica centromeridionalista e del vertice politico-religioso-culturale) solo spennare l'azienda (ovviamente nordica) mentre impone e copre tutto il commercio e la produzione illegale che coinvolge milioni di persone.


Il loro slogan politico-militare è la lotta all'evasione(che lasciano svolgere a milioni di clandestini e non, sotto gli occhi di tutti) ed ai costi della politica, con l'obiettivo di annientare tutte le autonomie territoriali, del nord ovviamente, perchè al sud l'anarchia è la regola anche sul terreno finanziario, qualunquen sia la legge vigente. La forza cogente dello stato riguarda solo il nord e l'Emilia e le Marche. Ma la schiavizzazione del nord non poteva e non può che portare all'immiserimento generale. Purtroppo anche Salvini non capisce che i nostri mali non sono figli dell'Euro ma di questo mostruoso blocco sociale che domina il paese e vuole vivere gratis usando la sua abilità storica nel comando. Ovviamente tutto ciò è impossibile. Santa Crisi continuerà a lavorare ancora per molto tempo.


Grazie a Cominelli del suo lavoro stimolante. Sarebbe ora di applicare a noi stessi l'analisi storica.


Sergio Bianchini


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