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Serata 24 gennaio 2014
di La redazione 31/1/2014
 
 
Serata 24 gennaio 2014

Nell’ambito della conferenza, dal titolo decisamente impegnativo Proteggere l’ambiente per proteggere se stessi, sono intervenuti, raccontando la loro esperienza e mostrando immagini che ancor meglio la documentano, Mauro e Piergiorgio Zanetti, figli di una famiglia di pescatori del lago di Varese, appassionati conoscitori della sua storia e soprattutto delle vicende quotidiane che lo riguardano e che spesso minacciano la sua salute.

Oltre alle parole, le emozioni sono state le vere protagoniste della serata che si è sviluppata intorno al filo conduttore rappresentato dall’acqua. Emozioni semplici come semplice è la gente di lago; profonde come profonda è la discesa che Mauro e Piergiorgio hanno raccontato. Partendo dal Massiccio del Campo dei Fiori, Mauro, speleologo, è disceso nelle profondità della terra accompagnando il pubblico in un’escursione speleologica in tutta sicurezza, adatta anche ai claustrofobici. Una discesa anche metaforica: trovarsi nel silenzio, al buio, a volte da soli, è un’esperienza che emoziona, che allontana da quel mondo rumoroso e spesso schizofrenico che viviamo forzatamente ogni giorno per aprire, finalmente, uno spazio alla calma, alla riflessione, all’attenzione per le “cose” che ci circondano e che sono parte di un equilibrio delicato dal quale dipende anche la nostra salute.

A Mauro la parola: «Il Massiccio del Campo dei Fiori é formato per la maggior parte da rocce sedimentarie, le quali unite all’abbondante presenza di acqua, hanno favorito la formazione di fenomeni carsici. A tutt’oggi si contano oltre 150 grotte, per uno sviluppo complessivo che supera i 40 km. Questi ambienti assumono un ruolo di primaria rilevanza per le aree ubicate alle sue falde, poiché costituiscono la principale fonte di approvvigionamento idrico. Esse sono quindi d’importanza cruciale per il tessuto sociale ed urbano. Con questa serata ho voluto rimarcare questo aspetto fondamentale, perché la mancanza di un’adeguata tutela ambientale provocherebbe danni che, se non controllati, si ripercuoterebbero sull’intero sistema».

La parola a Piergiorgio, naturalista: «Il fascino che il paesaggio lacustre sa trasmettere con le sue albe, i suoi tramonti, le sue acque immobili a rispecchiare l’umore del cielo o sferzate dal vento, su quello sfondo naturale del monte Rosa e dintorni non mi lasciano certo indifferente ma… io guardo il lago dal pelo dell’acqua verso il fondo. Sento il profumo o l’odore delle sue acque mentre ascolto, solo e in silenzio, il canto degli uccelli o il linguaggio dei pesci. Seguo da molti anni il momento magico, delicatissimo della nidificazione delle specie ornitiche che, nel dinamico mondo naturale, scelgono o abbandonano il nostro lago, le sue rive, i suoi ambienti ecotonali. Numerose sono le minacce che incombono sul delicato equilibrio lacustre, tra queste la drastica riduzione del canneto, la presenza di specie alloctone, il mancato rispetto dei periodi di frega e delle regole in materia di pesca e, negli ultimi anni, la presenza dei voraci cormorani [espressione che non può non richiamare immediatamente il “tempo” shakespeariano]. L’impegno economico sostenuto dalle amministrazioni pubbliche e il tempo dedicato dai volontari - ad esempio, per la riproduzione in incubatoio di specie pregiate, per la posa di fascine ecc… - possono certamente aiutare ma, elemento cruciale, purtroppo spesso trascurato da chi il lago lo vede solo dall’alto, è la qualità delle sue acque. E’ indubbia l’importanza di far conoscere al mondo il lago di Varese quale straordinario ambiente paesaggistico, con un “intorno” di cultura e arte di grande pregio, spesso sconosciuto ai frequentatori (e magari anche agli abitanti) distratti e frettolosi, ma noi che qui viviamo ogni giorno chiediamo, da tanti forse troppi anni, maggior coraggio da parte di noi cittadini nel saper rinunciare a servizi o strutture non indispensabili e agli amministratori di saper fare scelte altrettanto coraggiose nel volere investire in qualcosa che forse non darà visibilità immediata, ma di certo saprà offrire una migliore vivibilità dei nostri luoghi ai nostri figli. Mi riferisco in particolare ad un sistema fognario efficiente… Non attendiamo nuovi drammatici eventi per dover intervenire».


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