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I 6 dolori dello studente
di Sergio Bianchini 17/1/2014
 
 
I 6 dolori dello studente

La forza di suggestione dei media e della intellighenzia totalmente allineata col tremendo potere centromeridionalista che gestisce il potere statale nel paese ha influenzato anche la nostra capacità di restare lucidi e di analizzare perfino noi stessi. A prima vista sembrerebbe che il destino dei giovani e della scuola, dove ormai tutti i giovani fino a 19 anni trascorrono la maggior parte dell’esistenza, sia il pensiero dominante della classe dirigente. Falso! Il giovane e lo studente sono solo l’arma propagandistica con cui vincono le nostre resistenze e così continuano a chiederci soldi per finanziare le strutture SCHIAVISTICHE in cui tengono i giovani ma che procurano stipendi a milioni di dipendenti pubblici assunti col criterio clientelare della graduatoria nazionale. Se si esamina obiettivamente e lucidamente la condizione giovanile e studentesca oggi , alla luce di un confronto con la condizione del giovane in Europa c’è da inorridire. Lo studente italiano sta a quello europeo come un operaio che lavorasse 60 ore settimanali di fronte alle 40 europee. Uso questo paragone perché quando espongo le quantità dell’impegno scolastico in Europa gli ascoltatori rimangono increduli e subito si chiedono come sia possibile ciò e se per caso io non sia un mentitore.No! È proprio vero, il curricolo medio in europa è di 750 ore annue ed in Italia è di 1000 ore annue. In europa per 12 anni e da noi per 13. Inutilmente predico queste cose da anni! Dico inutilmente perché anche negli ambienti giovanili indipendentisti ho visto l’incredulità prima e poi la rinuncia ad usare i potentissimi argomenti che io enuncio per mettere fine alla stanca egemonia cattocomunista nelle scuole e a rovesciare il clima di degrado, passività, rassegnazione, ansia e frustrazione che vigono nella scuola. Sembra quasi che anche ai nostri giovani ed ai loro genitori non interessi più creare una condizione giovanile e scolastica normale e che la lamentosa sottomissione sia ormai la condizione esistenziale prevalente. Ed ecco quindi di seguito riassunti i 6 mostri, draghi, dolori, catene che opprimono il nostro giovane studente, tanto amato a parole da chi ci vuole paralizzare( che ce lo frappone come facevano gli assedianti delle antiche città che avanzavano fin sotto le mura mettendo avanti i parenti degli assediati) ma in realtà schiavizzato e senza eguali nella super citata Europa:


1)Il gigantismo dei curricoli. Il Curricolo europeo medio è di 750 ore, col sabato libero. I paesi con il più alto punteggio OCSE viaggiano intorno alle 700 ore annue. Dovunque vige il curricolo obbligatorio minimo e quello personale opzionale facoltativo. Da noi un tentativo della Ministra Moratti in questo senso fu attaccato frontalmente in primo luogo dal sindacato ma non fu adeguatamente difeso. In Francia si va a scuola 4 giorni e ci sono in corso agitazioni dei genitori contro il ministro dell’istruzione che vuole portarli a 5. Da noi ci sono alunni che stanno in classe 6 ore consecutive senza pausa ed a volte perfino 7 ore ore come nelle attuali quinte superiori col sabato libero.Da subito astensione dalla sesta ora di lezione come forma di lotta.


2)La transumanza dei docenti detta anche carosello dei docenti. E’ la conseguenza della particolarità italiana dove si assume il personale docente tramite il concorso e la graduatoria nazionale che con tutte le sue diavolerie fa si che quasi tutti i docenti del nord siano di origine meridionale e spessissimo chiedano poi il trasferimento al sud. Da qui il continuo ricambio degli insegnanti e la ridicolizzazione della tanto decantata continuità didattica e dei “sacri” programmi. Bisogna contrastare questa abitudine pesantissima per gli studenti e denunciare le continue variazioni nel corpo docente con l’astensione dalle lezioni di una disciplina per 15 giorni ogni volta che cambia il docente di quella disciplina


3)Il bassissimo livello medio di preparazione e di motivazione dei docenti dovuto sia alle modalità di assunzione e di carriera sia alla mancanza di un vero sistema di valutazione degli stessi ed al dominio della graduatoria nazionale con i suoi mostruosi concorsi infiniti e le conseguenti sanatorie e la permanenza costante del precariato.


4)La valutazione imprevedibile, ultravariabile e poco scientifica dell’apprendimento degli alunni. Anche la valutazione degli alunni è assolutamente soggettivistica e primordiale: varia da territorio a territorio, da scuola a scuola, da classe a classe. Per iniziare a contrastare questa assurdità a livello almeno del singolo istituto servirebbe una prova scritta di istituto ogni quadrimestre decisa dalla commissione di materia , somministrata e corretta dalla stessa commissione. Inoltre si potrebbe alleggerire il lavoro a classe intera con le prove di verifica separate dalle lezioni. ES.prove scritte al pomeriggio, liberando le lezioni dell'ansia della verifica e mattine dedicate solo a spiegazioni, conversazioni ed esercitazioni.


5)Lo stage e le visite didattiche non calcolate nel curricolo e sacrificate. Il distacco della scuola dal lavoro e dal territorio è ormai totale. Lo stage è bello e utilissimo ma pochissimo diffuso. Inoltre non si capisce perché non faccia parte del curricolo anzi ne costituisca un aggravio. 150 delle attuali 1000 ore annue di curricolo potrebbero dedicate a ciò: personalizzate peri ogni studente che se le dovrebbe organizzare con l’aiuto di una commissione di istituto e relazionare in merito. Perseguire il conguaglio con le ore ridotte a 45 minuti al mattino.


6)La mancanza di un qualificati percorsi di formazione professionale e avvio rapido al lavoro. In tutta europa metà dei giovani seguono percorsi di studi professionalizzanti e gratificanti a volte anche retribuiti nell’alternanza scuola lavoro. Da noi hanno licealizzato persino gli IPS per cui l'università è la condanna anche per chi vorrebbe poter lavorare presto. Contrastare la licealizzazione totale. Valorizzare i percorsi di formazione professionale e per l'inserimento rapido nel lavoro. Posizionare le Agenzie di collocamento e di informazione sul lavoro nelle scuole superiori. Ho volutamente mischiato l’elenco dei dolori con il suggerimento di alcune semplici e sicuramente popolari modalità di reazione dei giovani e delle famiglie e di alternativa organizzativa. Sarebbe utilissimo anche organizzare incontri e dibattiti sulla scuola in Europa per rendere evidente ed insopportabile la nostra assurda anomalia e smascherare il cinico volto schiavistico degli “amici dei giovani e della scuola”. Speriamo che ci si riesca.


Sergio Bianchini


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