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Nordismo in paralisi
di Sergio Bianchini 13/12/2013
 
 
Nordismo in paralisi

Nel giugno del 2006 parlavo con un mio collega preside di un Istituto Professionale di Stato, quelli di durata triennale, che mi diceva sogghignando:- da settembre passo alla regione, benissimo, guadagnerò più di voi(presidi statali)-. –Si- gli risposi io- ma non potrai più chiedere il trasferimento giù- Tacque e il sorriso gli sparì dal volto. Doveva essere la conseguenza della riforma Moratti che era stata ministro della Pubblica Istruzione per 5 anni( 2001-2006) col secondo governo Berlusconi ed aveva avviato, con la fondamentale consulenza del Prof. Bertagna, il nostro bravo docente dell’università di Bergamo , una riforma molto positiva. Ma nell’aprile del 2006 si erano svolte le elezioni politiche vinte dalla sinistra e la Moratti decadde. Seguì il successore dello schieramento opposto, ministro Fioroni , Viterbese ex democristiano che non si era mai occupato di scuola bensì di sanità . Laureato in medicina e chirurgia all'Università Cattolica del Sacro Cuore e ricercatore universitario in Medicina interna all'Università Cattolica di Roma presso il Policlinico Gemelli, consigliere di amministrazione dell'Istituto Superiore di Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro e dell'Istituto Superiore di Sanità era un illustre sconosciuto negli ambienti scolastici. La caratteristica di Fioroni era proprio l’avversione al federalismo che ancora oggi apertamente manifesta chiedendo a ripetizione la revisione del titolo quinto della costituzione con cui la sinistra aveva introdotto nel 2001 i due articoli comprensivi del federalismo scolastico su cui si era basata la Moratti. Fioroni bloccò immediatamente varie misure della riforma Moratti tra cui il passaggio degli IPS alle regioni e tutto tornò come prima, anzi, tutto restò come prima. La sinistra non aveva potuto fare una campagna contro la Moratti perché era stato Prodi ad introdurre le modifiche costituzionali. Ma evidentemente a sinistra lo scontro tra federalisti e centralisti (che sono poi i centro meridionalisti) era ed è fortissimo. Secondo me le disavventure anche recenti di Prodi sono legate a questo contrasto che però non può emergere per il timore pazzesco che tutta la classe dominante e la burocrazia hanno di favorire il nordismo. Ma anche a destra lo scontro tra nordismo e centralismo è tacito e fortissimo. Quando nel 2008 vinse ancora Berlusconi e Fioroni decadde, divenne ministra P.I la Gelmini che si guardò bene dal resuscitare la cancellata riforma Moratti ed anzi operò per una ulteriore assurda centralizzazione degli IPS. Val la pena di citare l’articolo 117 che ancora oggi è una insuperabile spina nel fianco dei centralisti e che la lega non ha mai utilizzato, così come le regioni del nord, per ragioni ancora inspiegate ma che io mi azzarderò a spiegare di seguito.


 




Art. 117.


La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.


Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
. .omissis
n) norme generali sull'istruzione
..omissis
Sono materie di legislazione concorrente
quelle relative a:
…………. ..
istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale.
……………….
Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.


C’è una stranezza nella formulazione del 117. Sembrerebbe che formazione ed istruzione professionale non debbano passare dallo stato centrale sotto la competenza stato – regione. In realtà è il contrario, sono escluse della concorrenza perché sono esclusivamente regionali. Per queste due materie diventare competenza stato-regione sarebbe un arretramento perché la competenza, inattuata, era già dal 1948 costituzionalmente attribuita in esclusiva delle regioni*. Quindi l’attuale costituzione ha un carattere federalista e prevede competenze esclusive dello stato, competenze concorrenti stato regione e tutto il non indicato è competenza esclusiva delle regioni. Come mai la Lega non tentò mai di allearsi al federalismo di sinistra ed usare il nuovo titolo quinto? Questa è una domanda a cui bisogna rispondere per fare un bilancio dei fallimenti di 20 anni di lotta. Ciò ha reso impossibile un’alleanza con l’Emilia Romagna ( gli appassionati sanno che fu il comunista emiliano Fanti a lanciare l’idea della Padania ne “75) ed alcune regioni del centro Italia. Questa alleanza avrebbe reso incontenibile la spinta federalista. La lega oscillava ed oscilla tra indipendentismo e collaborazionismo subalterno allo stato centrale. Collaborazione che avviene su filosofie di destra e quindi attira sopra e dentro la lega la dinamica del destra sinistra a cui i dirigenti hanno sempre detto di volersi sottrarre ma che l’alleanza organica con Berlusconi ha smentito e smentisce. Questa oscillazione, a volte lenta a volte frenetica, tra indipendentismo e collaborazionismo subalterno, diligente, alla nordica, ha prodotto la paralisi e le divisioni interne al nord e nessun vero risultato in grado di appagare la sete maggioritaria di autonomia del nord. Per tutte queste considerazioni sono arrivato alla conclusione che i delegati del nordismo a Roma dovrebbero astenersi su quasi tutte le materie trattate nel parlamento centrale e su tutti gli scandalismi tipici dello stato italiano e mettere le migliori energie nei territori del nord. lasciando a Roma gli eletti per UNA SOLA LEGISLATURA salvo qualche rarissima eccezione per la continuità ed il coordinamento. Si darebbe così a tutto il nord la stabilità culturale e l’esempio concreto della pazienza e della tenacia implacabile che tutto il nord ama e che ci porterebbero a vincere.


Sergio Bianchini


*La formulazione del 117 nella costituzione del ’48 era: -La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principî fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, semprechè le norme stesse non siano in contrasto con l’interesse nazionale e con quello di altre Regioni: ….. Istruzione artigiana e professionale e assistenza scolastica …..


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