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Bassolino, la spazzatura e la “giustizia” napoletana
di Pietro Reina 8/11/2013
 
 
Bassolino, la spazzatura e la “giustizia” napoletana

E’ di pochi giorni fa la notizia che Bassolino, ex presidente della Regione Campania, è stato assolto con formula piena nel processo che lo vedeva imputato con altre 27 persone, dall’accusa di truffa e falso inerente la gestione dei rifiuti di Napoli.

Che sia doveroso distinguere le responsabilità penali da quelle politiche mi sembra del tutto ovvio e pacifico ed è del tutto ovvio e pacifico che essere processati per responsabilità “politiche” farebbe venir meno il concetto stesso di Stato di diritto. Ma Bassolino e compagni sono stati processati per presunte responsabilità penali - truffa e falso - accuse che non hanno avuto riscontro durante il processo e di conseguenza, sono stati giustamente assolti. Tutto bene dunque? Niente affatto.


L’opinione pubblica si interroga dubbiosa e risentita verso il Sistema e si domanda come sia possibile che non ci siano responsabili per questo scempio, per l’incuria, per l’incapacità gestionale, per l’inconcludenza. L’opinione pubblica si domanda per quale ragione nessuno è responsabile allorquando una grande città come Napoli ed il suo territorio metropolitano circostante vengono così gravemente danneggiate dai loro stessi amministratori. E ci si domanda anche se nessuno mai pagherà di persona.


Certo che esistono responsabili e responsabilità precise di fronte alla legge, ma bisogna volere che queste responsabilità emergano.

E per fare ciò è sufficiente imbastire un processo con accuse appropriate magari meno roboanti rispetto a quelle che si sono avanzate, accuse che stiano in piedi alla prova dei fatti e magari non dimenticandosi che Bassolino, oltre a ricoprire la carica di presidente della Regione Campania, ricopriva anche l’incarico conferito dal Governo di “Commissario straordinario all’emergenza rifiuti” e dunque con responsabilità civili e penali ancora maggiori.

Come ebbi già a sostenere, al sottoscritto non piacciono i dietrologismi poiché aprono la porta a logiche troppo facili e di conseguenza a conclusioni errate. Ma, anche in questo caso farò un’eccezione poiché nella vicenda non si può far a meno di intravvedere la classica “commedia napoletana” andata in scena non in teatro ma nelle aule di tribunale, commedia in cui il Grande Vecchio, nel prologo, avrebbe detto pressappoco così:

“….. davanti a tanto scempio e tanta inettitudine mostrati in diretta a tutto il mondo, abbiamo deciso che qualche cosa si debba fare per acquietare l’ira del popolo partenopeo e l’intera opinione pubblica italiana. Con questa storia dei rifiuti, i midia ci stanno troppo addosso e non fanno altro che danneggiare l’immagine, oltre che di Napoli e del Meridione, anche del PD che ci sostiene nella nostra battaglia per difendere lo status quo dagli attacchi di quei tontoloni del Nord che stanno, da troppo tempo, alzando troppo la testa.”

“Si celebri dunque un processo dove l’imputato principale sia il Presidente Bassolino, ciò a dimostrazione che anche alle nostre latitudini la Giustizia non guarda in faccia a nessuno.”

“Il numero degli imputati sia consistente perché dobbiamo convincere l’opinione pubblica che da noi le maglie della giustizia sono molto strette.”

“Che i tempi del processo siano lunghi e snervanti tanto da poter far dimenticare alla gente ed ai midia della sua esistenza. Meno se ne parla e meglio è. Meglio per noi e meglio per il P.D. che già sta inguaiato per via di Renzi. Fortunatamente ci vengono in soccorso le vicende giudiziarie di Berlusconi che saturano i giornali ed i telegiornali.”

“Ma la cosa più importante - e su questo non sono ammessi errori – che le accuse siano pesanti come macigni in modo che colpiscano la fantasia della gente ma che possano essere poi smontate e finire in una bolla di sapone, con buona pace di Bassolino che, alla fine, dovrà venirne fuori pulito pulito e con buona pace del P.D. che potrà presentarsi agli elettori come il partito dei giusti.”

Con tutte le amarezze e le disillusioni quotidiane che la politica ci regala, una commedia ci può anche stare.

Pietro Reina


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