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Nando dalla Chiesa e la mafia al Nord
di Sergio Bianchini 8/11/2013
 
 
Nando dalla Chiesa e la mafia al Nord

Lo avevo conosciuto alla fine degli anni ’70 quando eravamo insieme nel direttivo del Movimento Studentesco della Statale di Milano(poi MLS,movimento lavoratori per il socialismo) di cui Giovanni Cominelli era uno dei 2 o 3 massimi dirigenti. Per questo lunedì 5 sono andato a Parre, il paese dell’alta val seriana dove è nato Cominelli e dove era organizzata questa serata con Nando Dalla Chiesa ospite principale per spiegare la situazione della mafia al nord.
Parre è un comune amministrato dalla Lega ed il sindaco,sembra, non abbia accolto molto bene l’iniziativa.
Io nel teatro parrocchiale dove erano riunite circa 150 persone, ho assistito sempre più perplesso. All’inizio un filmato con i dati oggettivi degli ultimi decenni sulla diffusione della mafia al nord, dai confinati, alla droga, ai delitti, all’edilizia, alla corruzione. Tutto chiaro e noto, ma secondo Dalla Chiesa sottovalutato, a volte ignorato, a volte negato. Ma l’espressione sinceramente dolorante e concentrata di chi ha vissuto un’esperienza familiare così tragica come l’uccisione del padre Generale antimafia a Palermo non può cancellare l’impressione complessivamente negativa che il taglio del discorso induce qui da noi.
Su tutto grava una profondissima ambiguità! La descrizione che Dalla Chiesa fa del tipo umano mafioso e del suo modo di osservare il mondo circostante e saggiarlo per avvicinarlo ai propri fini è perfetta. Ma la definizione secondo cui la forza della mafia è fuori di essa è molto ambigua , perfino confusiva. Tende a colpevolizzare il comune cittadino del nord o amministratore comunale e non chiama in causa le forze dell'ordine e la magistratura che per prime dovrebbero avere il controllo della criminalità. Se si lasciano sul mercato le imprese mafiose e poi si colpevolizza chi si rivolge ad esse si fa un'operazione che a mio parere è due volte criminale. Si sfugge al proprio compito e si colpevolizzano gli innocenti o comunque quelli che non sono "PURISSIMI". Come sulle spiagge dove si tollera la presenza di migliaia di venditori abusivi e si colpevolizza la gente che compera qualcosa, idem con la prostituzione di strada ed anche la droga. I carabinieri, lo so per esperienza, sanno tutto. Tutto! Non è vero nemmeno che la mafia non sia studiata. A volte compaiono articoli in cui si descrive, città per città e quartiere per quartiere la famiglia mafiosa che la controlla, il numero di aderenti, il volume ed il genere di attività, i precedenti, i legami internazionali. Sempre più mi convinco che il povero Ingroia ha detto una cosa giusta: lo stato ha scelto di non annientare la mafia ma di conviverci.
La presenza mafiosa al nord, non negata da nessuno è percepita da tutti. Anche su questo c'è un grande equivoco. Chi la "nega" in realtà vuol dire che il tessuto di base del nord è, era, sano e antimafioso e non mafioso. La lettura che viene data invece dai militanti antimafia è che la mafia al nord dilaga perchè il nord la nega. Assurdo. La Lega è nata principalmente proprio dallo sdegno per il degrado criminale dei territori e delle istituzioni. Quindi ancora una volta e ancora di più si criminalizza il nord e gli si propone cosa? la millesima rivoluzione culturale e la milionesima autocritica. E il guaio è che i nordici ci cascano. La dichiarazione pretesca del giovane del PD è stata sintomatica: “dobbiamo ammettere che viviamo tutti nell’illegalità , dalla mattina alla sera, dal fumo alla strada ecc. Dobbiamo purificarci quotidianamente e dare così l’esempio…”.
In realtà il nord avrebbe bisogno di governanti seri e coerenti con cui rapportarsi e lo farebbe molto volentieri. Ma non ci riesce, non si riesce ad avere governanti seri, onesti e determinati perchè il blocco centromeridionalista che ha in mano lo stato, e quasi tutti i media, non vuole risolvere i problemi ma cerca solo di mantenere in stato confusionale il gigante buono del nord da cui estrarre vitamine. Ed ogni volta che il gigante prova a svegliarsi… avanti con altre dosi di spostamento tematico, con iniezioni culturali, con azioni confusive e con la vera e costante mancanza di buon governo.
Nessuna indicazione concreta nemmeno per quanto riguarda le modalità comunali di resistenza (tralascio l'annientamento) alla mafia. Ho avuto modo di vedere che il punto debole dei comuni è l'ufficio tecnico, cioè il luogo dove maturano i piani edilizi, le autorizzazioni, le verifiche. Bisognerebbe dare indicazioni pratiche, semplici, chiare, fortemente sostenute agli uffici tecnici. Che invece impazziscono nelle complicazioni procedurali e nella solitudine e quindi risultano anche facilmente sopraffabili e a volte comperabili.
Anche l'ufficio anagrafe è un altro punto di debolezza dei comuni. Ed è uguale: confusione normativa, solitudine, debolezza.
E dall'alto anzichè vitamine vengono tossine. Ogni persona dirigente locale(compresa la scuola) sa che sopra di lui tutti “ igrandi servitori dello stato”latitano e quindi dovrà giocarsi da solo la partita col crimine, con la prepotenza, con l’intrigo. Se vincerà nessuno gli dirà niente, se perderà la stampa lo farà a pezzettini. E a volte non solo la stampa. Quando il gigante stava per riprendersi (anni 90) è arrivata la questione degli stranieri e l'alleanza tra centromeridionalismo e immigrazione selvaggia. NON C'E' SCAMPO. Brava gente onesta del nord, sei destinata a scomparire e già lo fai popolando di missionariato tutti i continenti proprio per fuggire il dolore di casa tua!

Peccato. Non resta che tacere e sperare.


Sergio Bianchini


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