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Quando a rubare è lo Stato
di Giuseppe Reguzzoni 8/11/2013
 
 
Quando a rubare è lo Stato

Raccolgo, quasi si trattasse di un mazzo di fiori, una serie di citazioni dal bel volume di Hans Hermann Hoppe, Democrazia: il dio che ha fallito (liberilibri 2006). Vorrei aggiungere: uno dei classici del pensiero libertario conservatore, non fosse che le etichette infastidiscono sempre più e non aiutano ad aprire la mente. E noi, invece, abbiamo bisogno di chiari strumenti di analisi, che ci aiutino a chiamare le cose con il loro nome. I passi, sono ripresi dal primo capitolo e descrivono molto bene come il nostro sistema, che si dice democratico, sia in realtà oligarchico e avviato al suicidio, culturale ed economico. Il Centro succhia le periferie dell'Impero e queste ultime, se vogliono sopravvivere, hanno una sola cosa da fare: staccare i fili e far morire di fame la Bestia che, al momento, sta uccidendo tutti noi.

1)Quando il ladro é un criminale comune.
“Il tratto distintivo delle violazioni criminali dei diritti di proprietà è che esse sono considerate illegittime o ingiuste non solo dalla vittima, ma dai proprietari in generale (e forse dal criminale stesso). Quindi alla vittima viene riconosciuta la facoltà di difendersi, se necessario, per mezzo di una rappresaglia violenta e il diritto di punire e/o esigere compensazione dall'aggressore”.

2)Quando il ladro é un Governo
“Le cose cambiano in maniera radicale e il processo di civilizzazione deraglia permanentemente quando le violazioni dei diritti di proprietà prendono la forma dell'inteferenza governativa. Il tratto distintivo delle violazioni dei diritti di proprietà da parte dello Stato é che, al contrario delle attività criminali, esse sono considerate legittime non solo dagli agenti del governo che le compiono, ma anche dal pubblico in generale (e, in rari casi, pure dalla vittima). Quindi, in tali casi la vittima NON può difendersi legittimamente”.

“In quanto ritenute legittime, le violazioni della proprietà da parte dello Stato sono continue. L'aggressore non cerca di nascondersi ma resta ben visibile alla vittima, e questa non si “arma”, ma deve rimanere passiva. (…) Il tasso, la regolarità e la durata delle future aggressioni aumentano”.

3)La Casta uccide la civiltà
“Se le violazioni dei diritti di proprietà da parte del governo divengono abituali e si moltiplicano, la tendenza naturale dell'umanità a creare una riserva di beni e capitali (…) può giungere non solo a una battuta d'arresto, ma addirittura a una inversione di rotta, verso la decivilizzazione: individui prima previdenti e scrupolosi si trasformeranno in beoni o sognatori a occhi aperti, adulti in bambini, uomini civili in barbari, e produttori in criminali”.


Giuseppe Reguzzoni


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