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Il bacio del pane di Carmine Abate
di Michetta67 20/9/2013
 
 
Il bacio del pane di Carmine Abate

Spesso, durante i nostri pasti, il ruolo del pane è secondario, è un semplice complemento al cibo.


Per Lorenzo, uno dei protagonisti di questo libro, il pane rappresenta un valore unico, è il senso della vita e a tal proposito riporto una frase emblematica:

“ il pane è vita, ci vuole troppa fatica per farlo, non si butta via ….” …..Il pane va rispettato.”

Durante la sua forzata latitanza in un mulino abbandonato e diroccato, nonostante fosse privato di qualsivoglia comodità, l’unica cosa di cui sentiva la mancanza era proprio il profumo e la fragranza del pane. Il libro racconta la storia di un uomo, Lorenzo appunto, che, partito dalla Calabria con il fratello Giacomo, trova la fortuna a Milano, iniziando come umili muratori fino a creare una grande impresa edile con decine di operai.

” il pane onesto, che guadagni con il sudore della tua fronte, alla luce del sole, ha più sapore; se segui la strada dell’onestà, il tuo pane quotidiano te lo godi il doppio”.

Queste erano le parole che il padre spesso ripeteva ad entrambi per ricordargli che si doveva lavorare sì, ma sempre onestamente, a testa alta. Ma proprio “a causa “ della loro onestà sono iniziati i problemi, le prime minacce e relative denunce, ulteriori avvertimenti ed altre denunce, sino al rogo di alcuni mezzi per capitolare con l’uccisione del caro fratello Giacomo. Il romanzo, nella sua semplicità, riesce comunque a lanciare messaggi importanti, dettati dall’esperienza dei personaggi anziani o dall’idealismo di quelli più giovani, che non hanno ancora assaporato il gusto amaro della vita e credono di poter cambiare il mondo attraverso il loro impegno.

“ i sogni vanno coltivati con caparbietà quando sono dei germogli, altrimenti muoiono subito, non diventano mai piante robuste, non cambiano la vita, né a te né agli altri.”

Queste parole le pronuncia Francesco, un altro personaggio del libro che, insieme alla sua amata Marta, allaccia un rapporto amichevole con il fuggiasco Lorenzo ed al quale , come primo segnale di amicizia e verità, offrono del pane. È questo l’elemento che abbatte le porte della diffidenza di Lorenzo e gli permette, in vari momenti, di liberarsi dei pesi che, per paura e solitudine, gli trafiggevano il cuore. Il potere dell’amicizia e la condivisione di un tozzo di pane appena sfornato, hanno aiutato Lorenzo a convincersi che non poteva passare la sua vita a nascondersi, ma doveva prendere il coraggio ed affrontare coloro che gli avevano dichiarato morte certa e farsi giustizia legalmente, onorando così anche la memoria del fratello. Un romanzo di facile lettura ma comunque piacevole anche nell’epilogo, quasi da ….e vissero tutti felici e contenti, anche se spesso la cronaca riporta fatti del genere che alcune volte vengono denunciati, ma nella stragrande maggioranza dei casi soffocano nella solitudine e nella paura delle vittime di ricatti e taglieggiamenti. Potremmo continuare per ore a disquisire sull’argomento, ma per oggi mi piace credere che nella realtà si risolve tutto come nel libro.

Michetta67


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