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Appunti di viaggio in musica a tinte liguri
di Lorenzo 1959 20/9/2013
 
 
Appunti di viaggio in musica a tinte liguri

Appunti di viaggio in musica a tinte liguri


“Zena” fine agosto, il respiro della “superba” e’ fresco nei carrugi, caldo sulle pietre assolate, i contrasti sono forti, dalle vie nominate patrimonio dell’umanita’ , con i palazzi dei rolli residenze nobiliari costruiti dal 500 in poi, scendendo poche decine di metri, si entra in vicoli stretti(carrugi) dove la luce fatica a filtrare ed ecco via di Pre’ trasformata in casbah, qui il tratto genovese sembra scomparso, poi dalla porta dei Vacca entro nella mitica via del Campo e alla e alla mente mi ritornano i versi composti da De Andre’(cantore degli emarginati), nei quali una graziosa fanciulla dagli occhi grandi si faceva prender per mano.... ed e’ qui al numero 29R che e’ aperta la nuova casa dei cantautori genovesi, patrimonio della nostra cultura, versi, lettere e fotografie alle pareti parlano di loro ed ognuno di noi con la propria sensibilita’, tra le pareti della sua memoria puo’ trovare un ricordo, dalla triste fine di Tenco in una serata sanremese, di Umberto Bindi, di Bruno Lauzi, di Gino Paoli, ai tanti di De Andre’ tra cui alcuni quaderni con pagine di canzoni, poi copertine di LP che hanno fatto la storia della canzone d’autore, come non ricordare “Creuza de Ma” cantato in genovese gioiello di musica etnica e poi un dipinto della copertina del primo concept album della nostra storia musicale quel “Senza orario senza bandiera” dei New Trolls inizio di una strada che li portera’ ai loro “concerti grossi” meraviglioso abbraccio tra musica classica e rock. Infine citazione particolare per l’unico strumento presente la mitica chitarra “esteve” di Faber(F.de Andre’), lui che cresciuto con i dischi di Brassens e’ stato a mio parere il miglior rappresentante musicale di questa citta’, ricca pero’ di una “scuola genovese” dei cantautori che nel suo insieme ha lasciato un’impronta. Fuori dalla casa ancora il tempo di girovagare attraverso il dedalo di carrugi del centro storico dove la “legge Merlin” non sembra esser penetrata e i versi del “ Faber” ritornano attuali, poi scende la sera e “Zena” ci saluta con le luci del porto antico e della sua lanterna.


Lorenzo 1959


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