Nuovo aggiornamento
Vignette
Barconi e terrorismo: Alfano rassicura...

Storico Vignette

Lavagna
News > Opinioni > Sulla scuola statale tutti d’accordo: fa schifo

Sulla scuola statale tutti d’accordo: fa schifo
di Sergio Bianchini 6/9/2013
 
 
Sulla scuola statale tutti d’accordo: fa schifo

Miracolo italiano. Il paese della litigiosità endemica in un punto converge all’unanimità sia interna che internazionale. Sulla scuola tutti d’accordo: fa schifo, costa moltissimo, produce risultati scadenti ed è in continuo peggioramento per ogni indicatore. La qualità dei docenti e dei dirigenti continua a scendere, il clima di lavoro nelle classi ha raggiunto il livello della depressione e dell’ansia cronici, la tendenza patologica ad iscriversi a corsi senza sbocchi professionali(licealizzazione) continua, la carenza di veri corsi professionali qualificati ed utili ai giovani ed alle aziende permane implacabile. Gli indicatori internazionali OCSE ci segnalano come una delle situazioni sotto la media Europea per i risultati ed ai primi posti per i costi. Ma niente cambia e non c’è nemmeno uno straccio di idea guida per un cambiamento futuro. Si, la vittoria del sindacalismo e del meridionalismo è stata totale ma proprio il panorama desolante delle macerie generate da questa vittoria dovrebbe indurre a cambiare strada. Ed invece no.

Cambiare strada per lo statalismo italico è impossibile perché ogni stilla di risorsa e di pensiero giustificatore è stata usata e continua ad essere usata per garantire il posto e lo stipendio al docente ed alla burocrazia meridionale. Quindi ogni riforma inciderebbe su questa realtà come ha già fatto indirettamente perfino la riforma Fornero che prolungando l’età della pensione ha ridotto il turn over della scuola creando un “precariato” davanti al quale tutti si tracciano le vesti. Non è possibile ridurre il curricolo annuale e totale dei nostri alunni che è il più grande d’Europa , più grande di quello dei nostri genitori che lavoravano 48 ore alla settimana mentre le scuole (elementari, medie ginnasiali e licei) funzionavano per 24 ore cominciando il primo ottobre. Non è possibile creare la figura dell’insegnante a tempo pieno, perché la torta deve essere divisa in parti uguali tra il massimo possibile di questuanti. Non è possibile fare le assunzioni con concorsi locali perché i posti non andrebbero tutti al sud come vuole la graduatoria nazionale.

Non è possibile espandere le scuole professionali regionali per lo stesso motivo. Non è possibile valutare i dirigenti perché qualunque valutazione decapiterebbe l’80% dei finti dirigenti delle scuole. La scuola è diventata uno squallido bunker dove la nostra gioventù viene recintata per trenta (almeno) ore settimanali e costretta a vivere una straziante situazione di degrado organizzativo e relazionale. Sarebbe semplice invece creare una scuola utile , piacevole e meno costosa.


Un curricolo di 750 ore annue(media europea) anziché 1000, cioè 4 ore al giorno di lezione col sabato libero in un edificio aperto TUTTO IL GIORNO per le attività individuali opzionali aggiuntive come recupero, potenziamento, studio assistito, attività sportive, attività ludiche. Insegnanti e presidi scelti dai singoli istituti con concorsini locali rapidi e semplici capaci di individuare il personale secondo le necessità degli istituti governati da consigli di amministrazione in sintonia col territorio. Percorsi di studio differenziati dal classico al professionale ma di forte qualità e con rapporti organici col mondo del lavoro sia per una più efficace formazione che per preparazione agli sbocchi lavorativi. Basterebbero queste tre cose per avere una scuola NORMALE senza l’incredibile ansia da prestazione e da degrado che pervade oggi la nostra scuola con tutte le conseguenze a volte perfino tragiche dell’ingovernabilità delle classi a cominciare ormai dalla prima elementare. Impossibile senza un botto.

Sergio Bianchini


Seguici anche su:


 
Centro studi L'Insorgente © 2012 - 2014

Insorgente.com è la versione on line de “L’Insorgente”
Registrazione Tribunale di Varese n°846
Editore e proprietario “Centro Studi L’Insorgente” C.F. e P.IVA 95056410126