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Liberarsi dalla dittatura, fuori dalla costrizione degli stati
di Luca Bertagnon 19/7/2013
 
 
Liberarsi dalla dittatura, fuori dalla costrizione degli stati

Ci voleva la diffusa percezione di una strisciante dittatura globale per farci guardare oltre la moderna idea di stato, le costrizioni e la soffocante protervia di stati nazionali che, con l’alibi della lingua comune e di un presunto interesse comune, hanno soggiogato i popoli europei, tentando di azzerandone l’identità. Le condizioni per il superamento degli stati nazionali si sono determinate non tanto a seguito delle gravissime colpe degli stati centralisti, portatori di sprechi e di inefficienza, ma per l’incapacità degli stati nazione di resistere alle lusinghe dell’unificazione europea, con la creazione del mega apparato burocratico e di potere a livello continentale che tutti stiamo imparando a conoscere. Evidentemente solo un nuovo potere, ancora più arrogante, ma allo stesso tempo strisciante, subdolo, celato dietro l’idea rassicurante di Europa, un potere tutto economico, di interessi, di conquista di consumatori e di mercati, poteva mettere in discussione e superare il tabù degli stati nazionali. E così è stato con L’Unione Europea! Non dobbiamo però arrenderci all’idea di essere caduti dalla padella nella brace, ma piuttosto dobbiamo essere pronti a cogliere gli spazi che fatalmente si aprono in ogni momento di passaggio da un sistema ad un altro. Siamo infatti nella fase del travaso di poteri dai singoli stati nazionali al costruendo ‘governo d’Europa’ e questo delicatissimo passaggio avviene proprio nel momento dall’assunzione di una sempre più diffusa consapevolezza di come l’Europa non possa più essere idealizzata e proposta come quell’Eden di garanzie, sicurezza e solidità economica che trovavamo nei proclami ancora di alcuni anni or sono.


Lo strutturarsi dell’Europa come centro egemonico dei poteri forti della finanza speculativa e delle banche ha assunto tutte le deficienze, i problemi, i limiti strutturali delle Nazioni e della loro organizzazione centralista e burocratica, amplificandoli esponenzialmente. L’idealizzazione di un’Europa fantastica, sulla quale si è costruito il consenso verso un’idea vincente e rassicurante, frana miseramente di fronte all’evidenza di una crisi economica, a sua volta generata da una crisi finanziaria, che ha tra gli artefici proprio i padroni e gli sponsor della nuova Europa in costruzione. Quale momento migliore da parte dei Popoli per assumere l’iniziativa! Forti del malcontento generale e del disfacimento del paravento delle illusioni, contando sulla debolezza delle Nazioni che hanno troppo frettolosamente abdicato ad un potere ancora troppo debole, non sufficientemente strutturato e consolidato, i Popoli europei possono avere la forza di riportare l’Europa alla sua idea originaria: quella che voleva una grande federazione di popoli, attraverso il definitivo superamento degli stati nazionali, ma al di fuori dall’idea di replicarli ancora più accentrati e inefficienti a Bruxelles.


E’ questo il momento di alzare la testa, togliere le lenzuola che celavano le nostre identità, occultate ma non morte, sopite ma non distrutte, rivendicare con orgoglio la nostra lingua, le nostre tradizioni, le nostre rispettive peculiarità distintive e, nelle reciproche diversità, UNIRSI stringendo un saldo patto tra i popoli, superando gli agonizzanti stati-nazionali e inserendosi con forza nella fase di costruzione dell’Europa, per superare la Dittatura Europea dei banchieri, verso un’Europa dei Popoli! E’ questo che si sta tentando di fare, onestamente, coraggiosamente e alla luce del sole, con l’ICEC, per avere voce in capitolo all’atto della costruzione dell’Europa, nel tentativo di ridare dignità ai popoli che la compongono e con essi alle persone, agli individui, agli uomini e alle donne d’Europa, sacrificati troppo spesso in questi anni sull’altare della speculazione e della finanza. Questa è l’Europa che vogliamo, che stiamo cercando di rifondare con la forza di una semplice, semplicissima firma e con un importante appuntamento per il prossimo 30 Marzo 2014 a Bruxelles.

Luca Bertagnon


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