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Un movimento internazionale per la libertà dei popoli
di Antonio Guadagnini 19/7/2013
 
 
Un movimento internazionale per la libertà dei popoli

Vorrei innanzitutto cogliere l’occasione per ringraziare il Difensore Civico di Varese, l’Avv. Sergio Terzaghi, ed il Centro Studi l’Insorgente per avere raccolto la sfida di ICEC. E’ una causa che noi di Veneto Stato abbiamo preso a cuore. Ci siamo fatti carico del lavoro di testimonianza e diffusione dell’iniziativa, nonchè di raccolta delle sottoscrizioni in Veneto insieme a Liga Veneta Repubblica, così come gli amici del Sud Tiroler Freiheit hanno a loro volta raccolto la stessa sfida per il Tirolo. Oggi il Centro Studi l’Insorgente ed i suoi volontari si occupano della testimonianza e della diffusione dell’iniziativa, oltre alla raccolta delle sottoscrizioni ICEC, in Lombardia.

ICEC è una iniziativa davvero importante ed unica, ed è una responsabilità da vivere con orgoglio ed impegno quotidiano. Per capire bene che cosa sia la petizione internazionale ICEC (www.europeancitizensdecide.eu ) e quale sia l’importanza di tale iniziativa è necessario spiegare le motivazioni profonde che hanno spinto alla sua ideazione e realizzazione.

Abbiamo seguito sin dall’inizio la nascita e lo sviluppo di questo incredibile progetto senza precedenti, e ci siamo entusiasmati e messi a disposizione dell’organizzazione sovrannazionale EPI da subito per fare la nostra parte sia come Veneto Stato, sia individualmente.

Nel 2011 nasce EPI (www.epicentres.info ) dalla piena consapevolezza che i principali ostacoli alla realizzazione di progetti indipendentisti in Europa sono troppo spesso gli stessi partiti indipendentisti, all’interno dei quali prevalgono frequentemente altri interessi rispetto alla causa primaria. E’ difficile da dire per chi come me vive una innata passione per la politica, ma il partito politico raccoglie sempre meno fiducia tra la gente, che sempre più spesso identifica i progetti politici con la sterile propaganda elettorale. Il partito politico è oggi purtroppo il mezzo meno “efficace” in termini di raccolta di consenso attorno ad un progetto indipendentista.

La nascita di un movimento “sociale” internazionale per la rivendicazione delle istanze indipendentiste, non costituito da partiti politici bensì da associazioni, serve a superare la diffidenza della gente verso il sistema “partito” nonché la diffidenza verso la storica frammentazione dei partiti indipendentisti dimostrando invece una volontà internazionale unica e coesa. EPI cerca di ripetere a livello europeo l’esperienza vincente catalana dell’associazionismo indipendentista, un sistema capillare di piccoli movimenti, associazioni e comitati pro-indipendenza che hanno penetrato in profondità il tessuto sociale, condizionando in modo davvero determinante l’opinione pubblica e la volontà popolare indipendentista, volontà alla quale i partiti hanno dovuto adeguarsi, riscoprendosi indipendentisti.

Il gruppo di lavoro internazionale EPI ha ideato e realizzato la petizione ICEC.

ICEC, ovvero la Commissione Internazionale dei Cittadini Europei, da voce al singolo cittadino europeo by-passando anche l’associazionismo, non solo i partiti. Al contempo ICEC propone soprattutto la più corposa argomentazione mai fornita di superamento della principale obiezione di sempre ad ogni progetto indipendentista: “E’ impossibile” oppure “Non ve lo lasceranno fare”. ICEC va direttamente alla radice stessa del male: con l’attivazione infatti della petizione internazionale “Un Milione di firme per l’Autodeterminazione” si superano i limiti geografici e si moltiplicano le forze per spingere l’entità sovrannazionale europea a farsi carico della responsabilità di applicare un Diritto Universale riconosciuto e sottoscritto dagli Stati che la compongono, ma in realtà mai applicato!

All’interno dei singoli Stati diviene inevitabile un “conflitto di interessi” tra un Diritto internazionale sottoscritto ed una Costituzione che regolarmente ne paralizza di fatto l’applicazione. Questa iniziativa è tesa a sottoporre con decisione innanzitutto l’esistenza del problema e con la forza di un fiume di richieste di singoli cittadini di ogni parte d’Europa, fare pressione affinché le istituzioni sovrannazionali del vecchio continente si facciano finalmente carico della responsabilità dell’applicazione del Diritto di Autodeterminazione, che grazie al successo negli ultimi anni dei movimenti catalani e scozzesi, ma anche nei Paesi Baschi e nelle Fiandre, non può più essere ignorato o procrastinato!

Il milione di firme verranno consegnate il 30 Marzo 2014 a Bruxelles insieme ai Baschi, ai Catalani, agli Scozzesi, ai Fiamminghi, ai Tirolesi e a tutte le Nazioni ed i singoli cittadini europei che vorranno aderire e sottoscrivere l’iniziativa, in una manifestazione che si prevede davvero oceanica.

ICEC è importante sopratutto perché fino a ieri molte Nazioni hanno condotto battaglie divise contro i singoli Stati di appartenenza. Oggi è finalmente per la prima volta una lotta comune e condivisa; non più tante piccole voci a chiedere l'applicazione del Diritto di Autodeterminazione, ma un enorme portentoso coro che grida a gran voce le proprie istanze direttamente all’orecchio dell’unico attore davvero in grado di porre in atto finalmente una soluzione.

Ma attenzione: non è un problema che debba riguardare solo gli Scozzesi, i Catalani etc.. l’applicazione di un Diritto Universale deve essere un problema che tocca la coscienza delle democrazie e dei suoi cittadini che nella democrazia si riconoscono: andare tra la gente a parlare della petizione ICEC è anche e soprattutto un pretesto per parlare alle persone di Diritto di Autodeterminazione, per informare, per sensibilizzare. Per discutere di diritti e di democrazia.

Antonio Guadagnini – Segretario di Veneto Stato


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