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La vegeta del Sacro Munt (la vecchietta del Sacro Monte)
di Diana Ceriani 17/5/2013
 
 
La vegeta del Sacro Munt (la vecchietta del Sacro Monte)

La località turistica per eccellenza, la più famosa, la più ricca d’arte creata dall’uomo e dalla natura. Un paesaggio mozzafiato in una cornice artistico-spirituale davvero unica.

Questo è il Sacro Monte di Varese.

È una panoramica di dettagli particolari, come le splendide statue a grandezza naturale che si scorgono tra le grate delle 14 cappelle che raccontano i momenti essenziali della vita di Gesù, si possono apprezzare intraprendendo una passeggiata immersa nella natura. L’imponente statua del Mosè o quella più recente dedicata a Paolo VI posta nella piazza di fronte al santuario sotto al grande campanile , oppure la veneratissima Madonna nera custodita all’interno della chiesa.

In pochi sanno che non è sempre stata nera (ma annerita con il tempo da un principio di incendio e dal fumo delle candele) e che il bimbo Gesù che tiene amorevolmente sul grembo ha tre braccia (uno è nascosto sotto le vesti confezionate successivamente ed è sostituito in quanto non visibile). Al santuario si arriva dopo una scalinata caratterizzata da banchetti in cui si vendevano anche le nostre giromette da far benedire... Quante cose ancora da raccontare….

Ma perché fermarsi a ciò che è visibile agli occhi di tutti e non andare oltre? Perché non guardare dentro a quello che c’è fuori? Meta di pellegrinaggi anche da parte di persone non più in giovane età, può far capire quanta fede ha sicuramente mosso chi ha deciso di dedicare un’intera montagna a Dio e alla Madonna.

Immaginiamo un’anziana signora nata e vissuta nei pressi del Sacro Monte. Conosce a memoria ogni particolare, non le interessano più tutte queste meraviglie non essendo per lei una novità. Immersa nella preghiera percepisce solo le sensazioni positive che questo posto magico emana, si ricarica di energia, faticando un po’ nella salita guardando lontano… con un rosario in mano….”forse l’è lee che l’ha capì”!

 

LA VEGETA DEL SACRO MUNT

In quatordas, vüna da dré a l’altra
in sü na rampa ca scepa ur pregà
de na vegeta che da dré de mì
cunt ul Rusari la süta a salì
A l’è inscì intenta che la ved minga
cuma l’è bel ul nostar Sacromunt
ma la sa ferma ad ogni Capela
e pö la prega ammò a basa vus
Ma l’è parchè l’ha già vist da piscinina
cunt i so öcc püsé incantà
la bela vista de la cità
cunt lach, giardit, palaz, munüment
L’ha vist la statua dul Mosè
pareva püsé valta de chel ca l’è
la scalinada cun i banchet
in dua gh’eran anca i girumet
Girumet, santit, bebei
par tirà sü quatar ghei
ur Papa cunt i gran man
intant ca sa sent sunà i campan
Dentar in gesa la Madona Nera
e Bambin Gesü cunt un brasc de pü
e la vegeta la süta a pregà
par sentì mei la vus dul signor
Un pu’ la bofa la sent la salida
a ramperà sura a un munt cunt afan
forse l’è lée che l’ha capì
e che la varda püsé luntan
La varda dentar al bel ca gh’è föra
forse l’è le cunt un Rusari in man

LA VECCHIETTA DEL SACRO MONTE

Sono quattordici, una dopo l’altra
su una salita che rompe il pregare
Di una vecchietta che dietro di me
con il Rosario continua a salire
È così intenta che non vede
come è bello il nostro Sacro Monte
Ma si ferma ad ogni Cappella
e poi prega ancora a bassa voce
Ma è perché lo ha già visto da bambina
con i suoi occhi più incantati
La bella vista della Città
con laghi, giardini, palazzi, monumenti
Ha visto la statua del Mosè
che sembrava più alta di ciò che è
La scalinata con le bancarelle
dove c’erano anche le Giromette
Giromette, santini e cose belle
per guadagnare qualche soldino
Il Papa con le grandi mani
intanto che si odono le campane
Nella Chiesa la Madonna Nera
e il Bambin Gesù con un braccio in più.
E la vecchietta continua a pregare
per sentir bene la voce del Signore
Un po’ ansima, sente la salita
arrampicando sul monte affannata
Forse è lei che ha davvero capito
e che guarda più lontano
Guarda dentro a ciò che si vede fuori
forse è lei con il Rosario in mano.

Diana Ceriani


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