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Idealità e...diaria
di Luca Bertagnon 17/5/2013
 
 
Idealità e...diaria

La politica italiana si fonda, da più di mezzo secolo, su un ferreo sistema di potere e di controllo del consenso parlamentare che riesce ad assorbire le ricorrenti ondate protestatarie, pseudo rivoluzionarie e le velleità autonomistiche e di rinnovamento, che erompono spontanee dal popolo, semplicemente COMPRANDO i competitors.

Si tratta di un sistema noto e alla luce del sole, espresso in più occasioni dagli stessi detentori del potere politico, secondo il quale se non riesci a sconfiggere il nemico, non ti resta che COMPRARLO.

E’ sufficiente disporre di una cospicua quantità di denaro, garantita da un modello di drenaggio delle imposte centralizzato, che vede nella capitale e nel governo centrale il punto di destinazione delle risorse fiscali che, solo dopo essere transitate dal collettore romano, vengono redistribuite secondo criteri non sempre equi e spesso viziati da corruzione e clientele.

Nel recente passato il potere democristiano ha dimostrato di sapersi destreggiare agevolmente nella pratica di blandire il nemico, ricompensandolo lautamente in cambio di una certa … ‘indulgenza’. Il sistema di premiare i nemici si è talmente radicato negli anni al punto da ergersi a modello, degradando i luoghi di esercizio della democrazia, alla stregua di una corte; non di una corte fastosa e festaiola, ma piuttosto una corte austera all’apparenza ma enormemente dispendiosa e dilapidatrice di risorse pubbliche, più ancora di una qualsiasi monarchia assoluta Settecentesca.

Un certo sfarzo lo si apprezza nelle sale, nelle statue e nei dipinti, così come nei molti arazzi alle pareti dei palazzi della ‘democrazia’. Il parlamentare gusta la propria condizione di privilegiato attraverso una serie di piccole e grandi attenzioni dalle quali è costantemente circondato nelle sedi governative e parlamentari, ma è soprattutto nei benefit economici, che si misura il premio che chi comanda davvero, è disposto a riconoscere ai ‘servitori del popolo’ che devono essere visti, più verosimilmente, come ‘servi del potere costituito’.

All’indennità del parlamentare si cumulano una serie di innumerevoli benefici economici, riconosciuti attraverso la partecipazione a commissioni, comitati, uffici, che, sommati, vanno a determinare una rendita di lusso che porta inevitabilmente ad affezionarsi al lavoro di parlamentare, al punto da non riuscire più a farne a meno. A ciò si aggiungano i costi del personale che si dedica amorevolmente e continuativamente all’accudimento dei rappresentanti del popolo, e viene fuori la cifra, decisamente fuori misura, connotata come “costi della politica”. Non si tratta in realtà del solo costo della politica, ma, per la massima parte, l’incidenza della spesa può essere fatta ricadere nel costo per la ‘fidelizzazione del parlamentare al proprio ruolo’, che induce anche i più sanguigni e ribelli a diventare ponderati, responsabili, inclini alla comprensione e alla mediazione, in modo tale da non disturbare eccessivamente il manovratore. Come premio vi è la promessa, attraverso il sistema dei partiti, di mantenere il più a lungo possibile il posto a ‘corte’ e, anche nella malaugurata idea di non riuscire a rientrare in parlamento dopo una tornata elettorale sfortunata, è prevista per i fedeli cortigiani, una congrua buonuscita con relativo vitalizio.

Con questo sistema distorto si misurano, di volta in volta, le velleità di rinnovamento che emergono dalla società, nella speranza di trovare spazio entro le dinamiche parlamentari e la dialettica politica, restando immancabilmente deluse.

Ultimo in ordine di apparizione il Movimento 5 Stelle che senza quasi fare in tempo ad affacciarsi alle aule parlamentari, si è fatto travolgere dal miraggio della fantomatica DIARIA. Ed ecco che nella tristissima querelle sulla diaria dei grillini cominciano ad infrangersi le speranze di quegli inguaribili illusi che credono ancora nella possibilità che L’IDEALE riesca a prevalere sul desiderio di affermazione personale dei nostri rappresentanti, annichiliti dalle sirene che liberano il loro canto tra le mura del parlamento e dei palazzi del potere romano.

Luca Bertagnon


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