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La nostra Lombardia, terra dei nostri avi e dei nostri figli
di Cyrano de Bergerac 17/5/2013
 
 
La nostra Lombardia, terra dei nostri avi e dei nostri figli

I primi segni di comunità "lombarde" risalgono al III millennio a.C. perché risalgono a quell'epoca alcuni reperti ritrovati quali vasi di ceramica, frecce, accette, pietre per macinare i cereali, pettini di legno: è la cosiddetta cultura di Remedello (BS), paese in cui furono scoperte numerose sepolture risalenti all'età del rame.

Però, le prime vere civiltà che si svilupparono in Lombardia furono quella Camuna (periodo neolitica) che si sviluppò in Val Camonica e quella di Golasecca (età del bronzo) che si organizzò in un territorio molto esteso, gravitando attorno a tre centri principali ossia la zona di Sesto Calende (VA), Bellinzona e Como.


L'area lombarda fu poi interessata dagli insediamenti dei Celti, ma sul finire del III secolo a.C. i Romani iniziarono la conquista della Pianura padana, scontrandosi con i Celti stessi: la regione fu pacificata con il nome di Gallia Cisalpina, cioè "Gallia al di qua delle Alpi".

I Romani continuarono il loro dominio sino alla fine del loro Impero, quando vi furono incursioni di popoli barbari nel territorio lombardo quali gli Ostrogoti, Bizantini ma soprattutto, in seguito, i Longobardi.
Questo popolo, i nostri veri antenati, proveniente dal nord Europa, dominò sino alla seconda metà del VII° secolo d.C. la Lombardia, che ancora oggi porta il loro nome (Longobardia o Langbard). La Lombardia divenne quindi il centro del Regno Longobardo e la capitale fu posta a Pavia, ma le diverse tribù longobarde mantennero sempre una certa indipendenza dal potere centrale. Noti Re Longobardi furono Autari, Teodolinda (la cui Corona Ferrea è custodita nel Duomo di Monza), Agilulfo, Rotari, Liutprundo e Desiderio.
Quest'ultimo, nel 774, venne sconfitto dal re dei Franchi, Carlo Magno, chiamato in Italia dal Papa che era minacciato proprio dai Longobardi. Così iniziò il dominio dei Franchi in Lombardia che caratterizzò l'Alto Medioevo.

Successivamente, nei secoli XI e XII, cioè durante il Basso Medioevo, nelle regioni settentrionali della penisola iniziò a diffondersi un nuovo modello socio-politico: i Comuni, che avevano analogie con le antiche città stato greche. Con l'era dei Comuni avvenne il ripopolamento delle cittadine lasciate dalle genti derivato dalla caduta dell'Impero romano d'occidente e dall'avvento del feudalesimo.
Saranno proprio i Comuni e la loro volontà di autonomia dal potere imperiale a portare all'esperienza della Lega Lombarda, alleanza militare fra varie città della Lombardia (ma non solo) costituitasi con il giuramento di Pontida, Lega che nel 1176 sconfiggerà le truppe dell'imperatore Federico Barbarossa durante la battaglia di Legnano.


A partire dal XII secolo il modello comunale entrerà in crisi e verrà presto soppiantato dalle nascenti Signorie.
Nel periodo che va dal XII al XIV secolo, molte cittadine lombarde divennero possedimenti di famiglie nobili autoctone quali ad esempio i Gonzaga a Mantova e i Visconti o gli Sforza a Milano.
Dalla fine del XV secolo la Lombardia divenne nuovamente terra di conquista: prima arrivarono i Francesi, poi il ducato di Milano fu ceduto agli Spagnoli che vi rimasero a lungo.
Ci fu un periodo buio per la Lombardia in cui la parte orientale della regione (Bergamo, Crema, Brescia e Salò) divenne dominio del governo veneto il quale concesse comunque una certa autonomia ai territori.


Agli inizi del XVII° secolo, il ducato di Milano diventò possedimento degli austriaci, i quali in seguito furono sconfitti e allontanati da Napoleone, che controllò la Lombardia per circa venti anni.

Caduto Napoleone, il regno Lombardo-Veneto ritornò sotto il controllo austriaco e, in opposizione ad esso, si organizzeranno, soprattutto a Milano, moti e cospirazioni per liberarsi dallo straniero. Nel giugno 1848, durante la prima guerra di indipendenza, la grande maggioranza dei lombardi votò a favore di un plebiscito per la fusione con il Regno di Sardegna, reso poi inutile dalla vittoria austriaca.
Durante la guerra i lombardi si distinsero per i propri sentimenti patriottici. Emblema del 1848 in Lombardia furono le Cinque Giornate di Milano, nel 1849 le Dieci giornate di Brescia. Tra i principali esponenti del patriottismo risorgimentale vi fu Carlo Cattaneo, strenuo difensore della laicità e della creazione del federalismo. In seguito alla seconda guerra di indipendenza la Lombardia fu unita nel 1859 al Regno di Sardegna.


Successivamente, Milano fu teatro nel 1898, della cosiddetta rivolta del pane o protesta dello stomaco, in cui il generale Bava Beccaris ordinò di sparare sulla folla, causando la morte di 500 manifestanti. Gli italici Savoia decorarono al merito Bava Beccaris per tale carneficina. Per rappresaglia, nel 1900, a Monza, l'anarchico Gaetano Bresci uccise re Umberto I.
La storia lombarda del novecento dovrebbe essere più nota ai lettori e, quindi, non viene qui richiamata.
Ho sintetizzato, in modo molto scolastico, la storia lombarda, anche per invogliare ad un suo più ampio approfondimento: conoscere il passato serve a capire il presente e a costruire il futuro. Non dimentichiamoci quindi che siamo Longobardi, eredi delle libertà conquistate dai Comuni e figli di chi ha lottato per la Nostra amata Lombardia.

Sveglia Lombardo!


Cyrano de Bergerac


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