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La melassa delle grandi intese
di Luca Bertagnon 3/5/2013
 
 
La melassa delle grandi intese

In fondo al mio cuore sono contento. Contento che finalmente ci sia un governo, che sia un governo mediamente più giovane, snello e apparentemente più motivato che in passato, con un programma ambizioso, con un’opposizione vera. Poco importa che ci sia un banchiere come Saccomanni all’economia per offrire le migliori garanzie alle banche o una frequentatrice del Bilderberg come Emma Bonino agli affari esteri, a dimostrazione che l’Italia intende riconoscersi feudo dell’oligarchia dei poteri forti. E’ del tutto ininfluente il fatto che il Presidente del consiglio, con il voto sulla fiducia al Senato ancora in atto, e dopo la benedizione di Re Giorgio, sia corso sull’attenti in Germania. L’importante è che il nuovo specchietto per le allodole, che si chiama governo, si presenti bene, sia rassicurante, elargisca promesse e buoni propositi a piene mani e soprattutto ingeneri un generale senso di fiducia.


Stanchi di 20 anni di sterili contrapposizioni tra destra e sinistra, avevamo bisogno di un clima più disteso, di concordia, con volti nuovi giovani, simpatici, con storie da copertina come quella tra la De Girolamo (PdL) e Boccia (PDmenoelle). In questo contesto di ritrovata normalità cominciano a generare un po’ di fastidio le parole ed i toni fuori luogo di oltranzisti a tutti i costi come Grillo o Vendola. A sugellare questo clima da libro cuore della politica è arrivato, puntuale, il solito idiota che non ha trovato di meglio che sparare, riuscendo purtroppo anche a far male sul serio, a due carabinieri fuori da Montecitorio.


Sinceramente solidali con i carabinieri feriti, godiamoci il ponte del Primo Maggio, respiriamo a pieni polmoni il clima di fiducia e di ritrovata serenità che trasuda dai palazzi romani e cerchiamo di astrarci per un momento dai problemi del quotidiano, ascoltiamo il concertone di Piazza San Giovanni alla luce della ritrovata unità sindacale (giusto per non farsi mancare nulla), in questa melassa da grandi intese che regala un’eterea parentesi di speranza nella desolazione economica e sociale che ci circonda e dalla quale dobbiamo sollevarci con le nostre forze.


Luca Bertagnon


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