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Perché il ministero della propaganda non lo citano mai?
di Stefania Piazzo 3/5/2013
 
 
Perché il ministero della propaganda non lo citano mai?

C'è un ministero che, se ci fate caso, non citano mai. E' quello della propaganda. Fa e disfa, racconta e fa intendere. Fa intendere che non potevamo avere governo migliore, che adesso sì, tutto si sistema. Non tifiamo Berlusconi, ma fateci caso: ora non esiste più l'asse Merkel-Sarkozy/Hollande.

A che servirebbe prendere di nuovo per il culo il Cavaliere? A niente, ora serve lui. E' servito, l'asse, a portare Monti al governo e a farci intendere che era il meglio. E che l'euro era non il veleno ma la medicina. Ora non diteci che questo governo ha tutti personaggi dalla caratura invidiabile e dallo sguardo attivo. Sono dei volontari che per senso civico non si tirano indietro.

Dai, non prendiamoci da soli per i fondelli. La gente è addolorata e dispiaciuta, terrorizzata che un folle disperato abbia sparato a due carabinieri. Ma chiediamoci: se avessero sparato ad un politico, che reazione avrebbe avuto il popolo? Fatevi un giro al mercato, fate un giro tra gli scaffali di un supermercato, e datevi una risposta.


In questo Paese, l'altra verità che il ministero della propaganda non dice, è che non esiste più un'opposizione. La sinistra governa, la destra governa, il centro governa, la Lega tace astenendosi, Sel fa finta di fare il palo, e ci fanno intendere che i 5 Stelle siano i feroci saladini oppositori. Ci si può credere che riusciranno a capovolgere il Palazzo? Magari!


Il ministero della propaganda, potente incrociatore, dopo aver tenuto in piedi la Francia perché serviva a fare asse con la Germania, ha deciso che si poteva dare la notizia della sua deflagrante crisi. Lo scrivono adesso sul Sole24 Ore. Ohi! Stava scritto da 9 mesi.


Ma come? Il libro "Pourquoi la France va faire faillite", di Simone Wapler, è uscito lo scorso anno. Pubblicai la recensione in una domenica d'agosto del 2012 a firma di Giuseppe Reguzzoni, quando era già mio collaboratore in un'altra avventura quotidiana. Lo ritrovate sul suo blog, andate a rileggerlo, per favore (http://www.giuseppereguzzoni.blogspot.it)


"Il fallimento è prossimo, e non solo quello di Grecia, Spagna e Italia, come qualcuno anche in Italia comincia timidamente ad ammettere, ma quello della “Grande Nation”, e con essa di tutto il progetto eurocratico. Sì, sul baratro è proprio la Francia che, con Sarkozy prima e con Hollande ora, si è autoproposta come asse dell’Unione Europea insieme alla Germania della Cancelliera Merkel. A dire che si tratta di fuffa propagandistica è una francese DOC, Simone Wapler, già caporedattrice di MoneyWeek e, oggi, direttrice editoriale delle edizioni Agora per l’area economico-finanziaria. Ingegnere di formazione, ha lavorato a lungo nell’ingegneria aereonatica francese, settore di eccellenza dell’industria di stato francese. A lei fa riferimento l’importante sito di finanza alternativa (a quella dei derivati, delle logge e delle banche): www.investisseur-or-matieres.com".


Scriveva bene Reguzzoni. Il sito di finanza alternativa. Perché c'è stampa e stampa. C'è informazione alternativa, che le cose le legge, le comprende e le pubblica, e c'è la stampa poi che a tempo debito decide che è tempo di accorgersene. Questa è la missione del ministero della propaganda.


Lo stesso accadde per l'oro della Germania.... eccetera... L'elenco se state attenti è lungo.

Vedete, ci sono alcuni politici che si vantano di non leggere i giornali, di non leggere gli approfondimenti perché a loro basta vedere il telegiornale la sera e "farsi poi un'idea da soli". Certo, soli infatti sono rimasti. Non hanno bisogno di sapere, sanno già tutto, non hanno bisogno di leggere, gli basta il tg per capire. Infatti hanno capito tutto. Dovevano stare all'opposizione, neanche a quella tra poco riusciranno ad accedere. Anzi, sì.


Si va, grazie al ministero della propaganda, verso il grande blog. Da una parte un grande contenitore di sinistra e centro sinistra, dall'altra un grande contenitore di centro destra in cui benevolmente raccogliere anche quelli che se la sono giocata male, che servono a fare numero, eredi di quelli che non leggono perché non ne hanno mai avuto bisogno.


Non dobbiamo chiederci, oggi, parafrasando Simone Wapler, se sia la Francia la prossima a fallire. Dobbiamo piuttosto chiederci da quanto sapevano che i partiti, che certi partiti sarebbero falliti e ci hanno fatto intendere che erano tornati più belli e più fighi di prima. Ciascuno ha la propaganda che si merita.


Stefania Piazzo


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