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Le virtù dell’Ortica
di La locandiera 19/4/2013
 
 
Le virtù dell’Ortica

Faceva il palo nella banda dell’ortica, faceva il palo perché l’era il so mestè …

Così cantava il nostro caro Enzo Jannacci, nostro perché milanese, nostro perché spesso si recava nei luoghi del Varesotto e del lago Maggiore per far compagnia al suo compagno ed amico Renato Pozzetto. Questo piccolo articolo è dedicato a te , Enzo che hai allietato tante ore del nostro passato e con quel pizzico di satira che mettevi nelle tua canzoni cantavi il tuo popolo. Grazie ancora …


Di tutte le canzoni non ho citato questa solo perché è forse una delle più conosciute ma perché nel testo appare una parola a cui faremo riferimento ed andremo ad approfondire nel dettaglio.

L’Ortica citata nel testo della canzone era una frazione di Lambrate, annesso poi a Milano nel 1923, ed il nome deriva da “orti” , “ortaglia” , luoghi cioè adatti alla coltivazione degli ortaggi perché irrigabili dal fiume Lambro.


Per noi l’ortica è invece quell’erbaccia che impariamo a riconoscere da bambini, da cui tentiamo di difenderci indossando pantaloni lunghi e stivali ogni qual volta facciamo una passeggiata nei boschi o in campagna e che forse abbiamo troppo spesso sottovalutato, considerandola solo una fastidiosa erba infestante ed … irritante.

L’Urtica dioica, nasconde dietro questa corazza urticante un’anima dolce e delicata e numerose proprietà medicamentose. La natura urticante è dovuta ad un efficacissimo apparato difensivo; la pianta è infatti ricoperta di peli che si spuntano facilmente all’avvicinarsi di esseri animati penetrano nella pelle ed iniettando l’acido formico contenuto nella stessa, molto irritante e fastidioso.

Per lenire il bruciore è bene applicare del freddo e bicarbonato in ogni caso è bene resistere alla tentazione di grattarsi perché si ottiene, come ben saprete, l’effetto opposto, si propaga la zona urticata ed il dolore aumenta.

La sua anima dolce e delicata la ritroviamo invece nelle proprietà emostatiche, diuretiche, antiseborroiche del cuoio capelluto, toniche astringenti, antidiabetiche, depurative soprattutto epatobiliari. I semi usati come vermifughi e blandamente lassative. I decotti arrestano emorragie, e gli infusi contro gotta e artrite. In associazione con altre piante diuretiche e medicinali si ottenavano infusi e decotti contro influenza, renella, acne. Contro le infiammazione del cavo orale e quelle intestinali i decotti erano preparati insieme ad assenzio, gramigna, piantaggine foglie, bacche di ginepro, menta.

Ci sono moltissimi altri rimedi medicamentosi che venivano preparati con questa pianta ma tra i più particolari volevo segnalare che con il succo della pressatura della pianta fresca si frizionava il cuoio capelluto contro la caduta dei capelli.

Si narra anche dell’usanza eroica degli antichi soldati romani di flagellarsi con rami di ortica al solo fine di riscaldarsi quando erano a combattere in regioni dal clima particolarmente rigido e a tal proposito si conferisce all’ortica anche un uso tessile: già nell’età del bronzo era utilizzata nella tessitura ed infatti durante la seconda guerra mondiale, quando in Germania si verificò un importante carenza di cotone, venivano impiegate le fibre d’ortica in quanto molto resistenti.

In cucina era piuttosto utilizzata, sostituendosi agli spinaci nella preparazione di numerosi piatti, frittate ripeni , torte salate, gnocchi e condimenti per la pasta. L’uso a mio avviso più meritevole è sotto forma di vellutata: si soffrigge in un po’ di cipolla e una patata , si aggiunge brodo misto ad acqua della bollitura dell’ortica. Una volta cotto si passa a crema e si condisce con olio extravergine e parmigiano. Il colore verde brillante che l’ortica mantiene anche dopo la cottura le conferisce un aspetto molto appetitoso e primaverile. Si raccolgono le cime in primavera delle piante giovani, si sbollentano in acqua. Una volta fredde e strizzate possono anche essere congelate ed utilizzate in inverno per un ricordo di primavera durante la stagione fredda.


La locandiera


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